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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6528/2022 del 23/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato il trattenimento di una missiva indirizzata al ricorrente. Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che il Tribunale avrebbe indebitamente esteso la propria cognizione a questioni non devolute (interpretazione del significato del testo) e avesse ingiustificatamente considerato pericolose le immagini decorative (una serie di cuori) che, a suo dire, esprimevano solo affetto e amicizia per le festività pasquali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che il reclamo al Tribunale di sorveglianza è un mezzo di impugnazione che trasferisce al Tribunale la cognizione sull'oggetto del controllo (legittimità del trattenimento della corrispondenza) e che il Tribunale può rivalutare ex novo la questione, anche avvalendosi di elementi diversi rispetto a quelli del provvedimento di primo grado. Ha inoltre affermato che è legittimo il trattenimento quando vi siano elementi concreti che fanno ragionevolmente dubitare che il contenuto effettivo della missiva corrisponda a quanto appare dalla mera lettura del testo o delle immagini. Per tali ragioni il trattenimento è stato ritenuto giustificato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario) - art. 18-ter

    Consente il reclamo al Tribunale di sorveglianza contro provvedimenti del magistrato di sorveglianza in materia di controllo della corrispondenza; disciplina l'ambito di impugnazione davanti al Tribunale.

  • codice di procedura penale - art. 616

    Consente alla Corte, in caso di rigetto del ricorso, di condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

  • giurisprudenza della Corte di Cassazione (principi richiamati)

    Sez. 1, n. 19640 del 12/01/2017 (Strano); Sez. 1, n. 10316 del 30/01/2020 (Foriglio); Sez. 1, n. 5322 del 12/09/2017 (Magri); Sez. 5, n. 341 del 18/11/2021 (Pirrottina); Sez. 5, n. 32452 del 22/02/2019 (Falsone); Sez. 1, n. 51187 del 17/05/2018 (Falsone)

    Chiariscono che il reclamo devolve al Tribunale la cognizione sull'oggetto dell'accertamento, che il Tribunale può decidere ex novo e sulla base di elementi diversi o concorrenti rispetto al primo provvedimento, e che il trattenimento della corrispondenza è legittimo se esistono elementi concreti che giustificano il dubbio sul contenuto apparente della missiva.

Massime di principio

  • Il reclamo al Tribunale di sorveglianza ha effetto devolutivo: il Tribunale può riesaminare ex novo la legittimità del trattenimento della corrispondenza entro l'oggetto dell'accertamento e può fondare la conferma o revoca su elementi diversi da quelli indicati nel provvedimento di primo grado.
  • Il Tribunale non perde garanzie giurisdizionali procedendo a valutazioni diverse: la possibilità di usare argomentazioni alternative non costituisce illegittima estensione di cognizione.
  • Il trattenimento di una missiva può essere giustificato anche quando il testo e/o le immagini appaiono ambigui: sono rilevanti elementi concreti che facciano ragionevole dubbio sul reale contenuto comunicativo rispetto a quanto appare superficialmente.
  • Le valutazioni di merito del Tribunale, se adeguatamente motivate, sono difficili da rimettere in discussione in sede di legittimità; il ricorrente deve proporre censure specifiche e mirate per superare tale motivazione.
  • Per il detenuto (o per il mittente) che intenda impedire il trattenimento è consigliabile documentare chiaramente il contenuto e la finalità della comunicazione, fornendo elementi contestuali che riducano il dubbio su un presunto significato occulto.
  • In caso di rigetto del ricorso, è prevedibile la condanna alle spese processuali; pertanto valutare la forza probatoria delle argomentazioni prima di proporre impugnazioni.

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