Sentenza del 18/11/2015 n. 23555 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguarda l’avviso di accertamento per maggiori IRPEF e IRAP relative all’anno d’imposta 2000, emesso dopo il recupero a tassazione, come sopravvenienze attive, di contributi ricevuti dall’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura per realizzare un’azienda turistica. La contribuente ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Sicilia, Sezione staccata di Caltanissetta, n. 8/21/2009, depositata il 12 gennaio 2009, che aveva riformato la decisione di primo grado favorevole alla contribuente e accolto l’appello dell’Ufficio. Con l’unico motivo di cassazione, la contribuente ha denunciato violazione e falsa applicazione dell’art. 55, comma 3, lett. b), del TUIR, sostenendo che i finanziamenti per ristrutturare un fabbricato rurale e acquistare attrezzature e arredi fossero contributi in conto impianti, perché correlati a investimenti in beni ammortizzabili. In appello era stato inoltre respinto l’appello incidentale relativo alla violazione dell’art. 7 dello Statuto del contribuente, poiché il processo verbale richiamato nell’avviso, pur non allegato, risultava già notificato e conosciuto dalla contribuente.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendo infondato l’unico motivo. Ha confermato che i contributi in conto impianti sono esclusi dalle sopravvenienze attive solo quando sono finalizzati all’acquisto di beni ammortizzabili; quelli destinati a ristrutturare una struttura già esistente, senza acquisto di nuovi beni ammortizzabili, sono contributi in conto capitale e concorrono al reddito come sopravvenienze attive. La loro tassazione avviene nell’esercizio d’incasso oppure, in quote costanti, nell’esercizio d’incasso e nei successivi, non oltre il quarto. È stata quindi confermata la legittimità dell’accertamento per omessa dichiarazione delle sopravvenienze. La questione dell’art. 7 dello Statuto era stata respinta in appello per la conoscenza del verbale da parte della contribuente e non è stata oggetto dell’unico motivo di cassazione. La ricorrente è stata condannata a rimborsare le spese del giudizio di legittimità, liquidate in 3.000 euro, oltre eventuali spese prenotate a debito.
Norme richiamate
D.P.R. n. 917/1986 (TUIR), art. 55, comma 3, lett. b), nel testo vigente dal 1° gennaio 1998
Nel testo dell'art. 55, comma 3, lett. b), vigente a partire dal 1/01/1998 (per la parte che qui interessa), si è specificato che i proventi in denaro conseguiti a titolo di contributi rappresentano sopravvenienze attive, esclusi quelli per l'acquisto di beni ammortizzabili (vale a dire i contributi in conto impianti), indipendentemente dal tipo di finanziamento adottato.
Sono esclusi dalla tassazione come sopravvenienze attive i contributi effettivamente destinati all’acquisto di beni ammortizzabili; la qualificazione dipende dalla destinazione del contributo, non dalla forma con cui è finanziato o erogato.
D.P.R. n. 917/1986 (TUIR), artt. 102 e 103
I contributi in conto impianti sono contributi finalizzati all'acquisizione di beni materiali o immateriali ammortizzabili ai sensi del D.P.R. n. 917 del 1986, artt. 102 e 103 (ex artt. 67 e 68), qualunque sia la modalità di erogazione degli stessi: attribuzione di somme in denaro, riconoscimenti di crediti di imposta o altro.
La categoria dei contributi in conto impianti richiede la finalizzazione all’acquisizione di beni ammortizzabili; la modalità di erogazione non è determinante.
Codice di procedura civile, art. 360, n. 3
È la disposizione processuale in base alla quale la contribuente ha proposto il ricorso per cassazione denunciando violazione e falsa applicazione della disciplina tributaria.
Massime di principio
- Per qualificare un contributo come contributo in conto impianti occorre verificare se sia specificamente destinato all’acquisto di beni ammortizzabili; la semplice connessione con un progetto d’investimento o con l’attività d’impresa non è sufficiente.
- I contributi destinati a ristrutturare o potenziare un immobile già esistente, senza acquisizione di nuovi beni ammortizzabili, possono essere trattati come contributi in conto capitale e tassati come sopravvenienze attive.
- Quando un finanziamento riguarda un piano composto da spese ammissibili e non ammissibili e non vi sono criteri oggettivi per ripartirlo, la decisione richiama l’assoggettamento dell’intero contributo alla disciplina dei contributi in conto capitale.
- La mancata allegazione all’avviso di un verbale richiamato non comporta, secondo l’esito del giudizio d’appello qui riportato, violazione dell’art. 7 dello Statuto del contribuente se il verbale era già stato notificato ed era conosciuto dal destinatario.
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