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Sentenza

Sentenza n. 242/2026 - Parma, Sezione 1

per l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 296/2024 in data 15 ottobre 2024 del Tribunale di Piacenza - Sezione Civile.

Giustizia amministrativa202500687

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Parma, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza civile n. 296/2024 del Tribunale di Piacenza, passata in giudicato, relativa al riconoscimento della carta elettronica del docente

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi degli artt. 112 e seguenti c.p.a. per ottenere l’esecuzione della sentenza n. 296/2024 del Tribunale di Piacenza, che aveva accertato il suo diritto alla carta elettronica del docente, per € 500,00 annui relativamente agli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024, e aveva condannato il Ministero a mettere a disposizione la carta o altro strumento equipollente. La sentenza era stata notificata al Ministero il 23 dicembre 2024, il passaggio in giudicato era stato certificato dalla cancelleria il 20 ottobre 2025 e, secondo la ricorrente, l’amministrazione non aveva provveduto all’adempimento. Il Ministero non si è costituito. Nel corso del giudizio la ricorrente ha dichiarato che l’amministrazione aveva infine versato quanto dovuto.

La decisione

Il TAR ha ritenuto originariamente sussistenti i presupposti dell’ottemperanza, rilevando l’esistenza di un giudicato del giudice ordinario, la sua notificazione all’amministrazione, l’inadempimento non contestato e il decorso del termine di 120 giorni previsto dall’art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997. Tuttavia, poiché nelle more del giudizio il Ministero ha corrisposto alla ricorrente le somme dovute, la pretesa è stata integralmente soddisfatta e il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere. Le spese sono state poste a carico del Ministero secondo il criterio della soccombenza virtuale, poiché l’adempimento è intervenuto solo dopo l’instaurazione del giudizio, e sono state liquidate in € 1.000,00, oltre accessori e rifusione del contributo unificato.

Norme richiamate

  • artt. 112 e seguenti c.p.a.

    Consentono di promuovere il giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione del giudicato, anche formatosi su una sentenza del giudice ordinario, quando l’amministrazione non vi abbia dato spontanea esecuzione.

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza davanti al giudice amministrativo.

  • art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997

    Prevede un termine di 120 giorni per l’esecuzione, da parte delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici non economici, dei provvedimenti giurisdizionali, decorrente dalla notificazione del provvedimento.

Massime di principio

  • Il giudizio amministrativo di ottemperanza è esperibile per ottenere l’esecuzione di un giudicato formatosi su una sentenza del giudice ordinario, quando l’amministrazione destinataria non abbia adempiuto spontaneamente.
  • Per le amministrazioni dello Stato, l’esperimento dell’ottemperanza presuppone anche il decorso del termine di 120 giorni previsto dall’art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996, decorrente dalla notificazione del provvedimento giurisdizionale all’indirizzo PEC istituzionale idoneo a riceverla.
  • Se l’amministrazione adempie integralmente al giudicato nel corso del giudizio di ottemperanza, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere; tuttavia, le spese possono essere poste a suo carico in base alla soccombenza virtuale quando l’adempimento sia intervenuto soltanto dopo l’instaurazione del giudizio.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesseTermini del procedimento

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