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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10582/2023 del 13/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Cappai era indagato per tentato omicidio di Moro Massimiliano, realizzato con una balestra in un'abitazione; il GIP, con ordinanza del 18/04/2022, aveva negato la convalida dell'arresto operato il 15/04/2022 ritenendo assente la flagranza perché la condotta non era stata percepita direttamente ma ricostruita anche mediante confessione, il sospetto non aveva segni evidenti della commissione del reato e l'arma era stata rinvenuta a qualche metro di distanza. Il PM ha impugnato l'ordinanza per erronea applicazione di legge sostenendo che la compresenza della vittima nella stanza in uso al Cappai e il rinvenimento della balestra a breve distanza costituivano elementi idonei alla configurazione della "quasi flagranza" e pertanto giustificavano la convalida dell'arresto.

La decisione

La Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso del PM: richiamando la giurisprudenza di legittimità sulla "quasi flagranza" (Sez. IV n. 1797/2018), ha affermato che l'immediata e autonoma percezione di tracce del reato e il loro collegamento inequivocabile con l'indiziato giustificano l'arresto. Nel caso di specie la compresenza, nell'abitazione, della vittima e dello strumento utilizzato (la balestra) era segno inequivoco dell'attribuzione del fatto a Cappai, indipendentemente dall'apporto confessorio; perciò la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza del GIP e ha dichiarato legittimamente eseguito l'arresto.

Norme richiamate

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. IV n. 1797 del 18.10.2018, dep.2019)

    La c.d. "quasi flagranza" ricorre quando l'arresto è operato sulla base della immediata ed autonoma percezione delle tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l'indiziato; tali elementi, anche se integrati dalla presenza della vittima e del reperto nello stesso luogo, possono legittimare l'arresto.

Massime di principio

  • La "quasi flagranza" non richiede la percezione diretta dell'azione delittuosa da parte degli agenti: sono sufficienti tracce immediatamente percepibili e il loro collegamento inequivocabile all'indiziato.
  • La confessione immediata dell'indagato è elemento rilevante ma non indispensabile: la compresenza nel luogo del reato della vittima e dell'arma impiegata può da sola giustificare la misura cautelare in forma di arresto.
  • L'assenza di segni evidenti sul corpo del sospetto o la distanza di pochi metri dell'arma non escludono di per sé la configurabilità della quasi flagranza; è decisivo il quadro di insieme e la tempestività dell'intervento.
  • Se il GIP nega la convalida per errata valutazione dei presupposti di quasi flagranza, la Corte di legittimità può annullare la decisione e dichiarare l'arresto legittimo qualora sussistano elementi oggettivi e immediati che colleghino l'indiziato al reato.
  • Nelle valutazioni sulla convalida dell'arresto occorre considerare l'insieme probatorio raccolto immediatamente dagli organi di polizia giudiziaria e la possibilità che elementi apparentemente frammentari, valutati unitariamente, costituiscano prova idonea a configurare la quasi flagranza.

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