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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20020/2023 del 11/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La difesa ha impugnato la sentenza con tre motivi principali: 1) inosservanza o errata applicazione della legge penale rispetto alla qualificazione dei fatti come sequestro di persona e minacce gravi: si contestava che Muro non abbia dato apporto materiale all'azione, che la vittima Ceci sia salita spontaneamente sull'auto e che Muro avesse ruolo di paciere, meramente accompagnando Raucci; i fatti avrebbero dovuto essere al più riqualificati come violenza privata; 2) violazione delle norme processuali e inutilizzabilità delle dichiarazioni rese da Stoian Vasile (acquisite ex art.512 c.p.p.) per carenza di ricerche, inidoneità delle indagini sulla irreperibilità e mancato contatto con autorità estere/consolare, con conseguente vizio della condanna per lesioni personali aggravate; 3) contraddittorietà della motivazione nella parte in cui si afferma che Muro ignorasse il possesso dell'arma ma non si è riconsiderato il suo ruolo come mera connivenza neutra.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi proposti mirassero a una rivalutazione del materiale probatorio riservata ai giudici di merito e non costituissero censure di legittimità idonee: primo e terzo motivo sono stati considerati generici e manifestamente infondati poiché la Corte territoriale aveva spiegato in modo coerente il contributo concorsuale di Muro in tutte le fasi del fatto; il secondo motivo, di natura processuale, è stato ritenuto generico e infondato perché la Corte d'appello aveva compiuto ricerche adeguate e non risultavano elementi che imponessero indagini internazionali, nonché perché le dichiarazioni predibattimentali dello Stoian erano state integrate e corroborate da altri elementi. La decisione di merito (conferma della condanna per sequestro di persona, minacce con arma, lesioni aggravate e porto d'arma) è quindi rimasta definitiva; inoltre il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende. La Corte ha altresì osservato che la sopravvenuta modifica normativa che rende il reato di sequestro perseguibile a querela non incide sul giudicato sostanziale in questa fase.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Disciplina i motivi di ricorso in Cassazione; la Corte richiama il principio che il giudizio di legittimità non è sindacato sulla rivalutazione dei fatti ma sul rapporto tra motivazione e decisione, e che il ricorso deve censurare la motivazione, non la valutazione probatoria riservata al merito.

  • art. 512 cod. proc. pen.

    Consente l'acquisizione al fascicolo del dibattimento delle dichiarazioni rese prima del processo; la Corte ribadisce che tali dichiarazioni non possono fondare prova esclusiva o principale e devono essere integrate da altri elementi di significativa solidità.

  • art. 169 cod. proc. pen., comma 4

    Riguarda le ricerche e le notificazioni all'estero; la Corte indica che l'obbligo di ricerche anche all'estero è correlato all'esistenza di precisi elementi di collegamento e di un indirizzo conosciuto, e non può essere imposto in astratto.

  • art. 605 cod. pen. (sequestro di persona)

    La Corte applica l'orientamento secondo cui il sequestro di persona è integrato anche quando la costrizione è breve o di natura psicologica; costituente sufficiente la costrizione a salire su un'automobile sotto la minaccia di una pistola.

  • art. 114 cod. pen.

    Riconosciuta un'attenuante applicata in primo grado e valorizzata nel contesto delle circostanze equivalenti alle aggravanti censurate; la norma è stata menzionata come elemento della valutazione delle pene in merito.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna alle spese processuali per ricorso inammissibile: la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e a versare 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

  • art. 673 cod. proc. pen.

    Richiamato rispetto alla possibilità di revoca della sentenza in caso di abolitio criminis; la Corte distingue la sopravvenuta procedibilità a querela dalla abrogazione, ritenendo che la prima non incida sul giudicato sostanziale in questa fase.

  • Decreto Legislativo n. 150 del 2022, art. 2, comma 1

    Ha reso il delitto di sequestro di persona perseguibile a querela; la Corte osserva che tale sopravvenienza non incide sul giudicato sostanziale e non provoca l'automatica revoca della sentenza in questa sede.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020 (conv. L. 176/2020) e art.16, comma 1, d.l. 30/12/2021 n.228 (conv. L. 15/2022)

    Riferimenti formali alla trattazione del procedimento in forma cartolare; la Corte segnala che il procedimento è stato trattato in tale forma ai sensi delle norme indicate.

Massime di principio

  • In Cassazione non è consentita la rivalutazione del compendio probatorio: i motivi devono evidenziare vizi di diritto o di motivazione, non proporre una diversa lettura dei fatti.
  • Il delitto di sequestro di persona può integrarsi anche per un periodo breve e per costrizione psicologica; la presenza di minacce con arma e l'obbligo di salire su un veicolo sono elementi fortemente valorizzati.
  • Le dichiarazioni predibattimentali possono essere utilizzate ma non devono costituire l'unica base della condanna: è necessaria la loro integrazione con altri elementi probatori di solidità e verificati in contraddittorio.
  • L'irreperibilità di un teste straniero non obbliga automaticamente a ricerche internazionali: tali accertamenti sono richiesti quando esistono collegamenti o indirizzi concreti che ne rendano necessaria l'attivazione.
  • La partecipazione passiva o l'accompagnamento a un'azione delittuosa può integrare il concorso quando rafforza o agevola il proposito criminale altrui; la valutazione del contributo è di merito.
  • La sopravvenuta modifica della procedibilità (da perseguibile d'ufficio a perseguibile a querela) non abbatte automaticamente il giudicato penale già formato; eventuali effetti devono essere valutati secondo le regole sulla revoca e l'esecuzione.

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