Sentenza n. 141/2026 - Salerno, Sezione 2
per l'annullamento 1) del provvedimento prot. 16632 del 16.10.2025 con il quale il Responsabile dell'Area Tecnica Edilizia Privata del Comune di Positano ha respinto la SCIA in sanatoria prot. Gen. N.12973 pratica n.143 del 20.08.2025 per interventi di manutenzione straordinaria e restauro dell'unità abitativa di proprietà dei ricorrenti; 2) di ogni altro atto connesso, presupposto e consequenziale;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Diniego della sanatoria edilizia ex art. 36-bis d.P.R. 380/2001 e conseguente riviviscenza dell’ingiunzione di demolizione
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietari)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato il provvedimento comunale che ha respinto la domanda di sanatoria relativa a modifiche degli infissi, alla realizzazione di un solarium, a opere di pavimentazione e sagomatura di una vasca preesistente e a un locale tecnico interrato. Il diniego era fondato, secondo la ricostruzione della sentenza, sull’asserita inapplicabilità dell’art. 36-bis d.P.R. 380/2001, perché le opere sarebbero state realizzate in assenza di permesso di costruire; sulla pendenza di pregresse domande di condono edilizio, ritenuta ostativa alla nuova sanatoria; sulla presunta realizzazione delle opere dopo il 23 ottobre 2008, desunta dal confronto con i grafici integrativi delle istanze di condono; e sulla necessità di una valutazione globale degli interventi, tale da impedire l’esame separato delle singole opere. I ricorrenti hanno dedotto, in particolare, il vizio procedimentale derivante dal fatto che il Comune aveva definito negativamente la domanda ex art. 36-bis senza previamente definire le pregresse domande di condono né sospendere il procedimento o esaminare contestualmente le diverse istanze.
La decisione
Il TAR ha ritenuto il ricorso manifestamente fondato e ha annullato il provvedimento comunale n. 17045 del 23 ottobre 2025, che aveva respinto la sanatoria e disposto la riviviscenza dell’ingiunzione di demolizione. La ragione decisiva è il vizio procedimentale relativo alla pendenza delle pregresse domande di condono edilizio. Se il Comune considerava la definizione dei condoni pregiudiziale rispetto alla domanda ex art. 36-bis, non poteva respingere quest’ultima prima di pronunciarsi sui condoni. Avrebbe dovuto sospendere il procedimento, ai sensi dell’art. 36-bis d.P.R. 380/2001, oppure esaminare contestualmente, in un unico procedimento, le domande di condono e quella di accertamento di conformità, così da verificare quali abusi potessero essere regolarizzati. Il giudice ha deciso con sentenza in forma semplificata ex art. 60 c.p.a. Nulla è stato disposto sulle spese, stante la mancata costituzione del Comune.
Norme richiamate
art. 36-bis d.P.R. 380/2001
La pendenza di pregresse domande di condono, ove ritenuta pregiudiziale dall’amministrazione, impone di sospendere il procedimento di sanatoria oppure di procedere a un esame contestuale delle diverse istanze; non consente di respingere la domanda ex art. 36-bis prima della definizione dei condoni.
art. 10-bis l. 241/1990
La norma è richiamata in relazione al preavviso di diniego formalizzato dal Comune, senza che la sentenza sviluppi una specifica decisione autonoma sulla sua applicazione.
art. 60 c.p.a.
Sussistendo chiarezza dello stato degli atti e manifesta fondatezza del gravame, la controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata.
l. 326/2003
È richiamata quale base normativa di una delle pregresse istanze di condono edilizio, la cui pendenza è stata ritenuta decisiva ai fini del vizio procedimentale.
Massime di principio
- Quando un’amministrazione ritiene che la definizione di una pregressa domanda di condono edilizio sia pregiudiziale rispetto a una successiva domanda di sanatoria ex art. 36-bis d.P.R. 380/2001, non può respingere quest’ultima prima di avere definito il condono: deve sospendere il procedimento oppure esaminare contestualmente le istanze.
- La pendenza di domande di condono edilizio non legittima, di per sé, un diniego immediato della successiva domanda di sanatoria se l’amministrazione considera quelle domande pregiudiziali; la pregiudizialità impone un coordinamento procedimentale e una decisione coerente sulle diverse istanze.
- Nel procedimento edilizio volto alla regolarizzazione di più interventi, l’amministrazione deve individuare il corretto rapporto tra le diverse domande di condono e sanatoria e verificare quali abusi possano essere autonomamente salvaguardati, evitando di definire negativamente il procedimento sulla base di una pregiudizialità non previamente gestita.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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