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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44862/2022 del 25/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della condanna per reati di falso (capi B e D) connessi ad interventi edilizi: 1) censura sulla motivazione riguardo alla preferenza della testimonianza dell'accusa (Caracciolo) su quella della difesa (Formica) e sulla mancata valutazione di proporzionalità dell'ordine demolitorio; 2) deduzione di prevalenza della normativa regionale siciliana (e del vaglio del Commissario dello Stato) sulle disposizioni statali, con riferimento alla qualificazione di alcune opere come 'precaria' e dunque non soggette a sanzione; 3) contestazione della sussistenza dell'elemento psicologico (assenza di dolo intenzionale, rapidità dell'informativa, assenza di rapporti con altri indagati); 4) censura per il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche.

La decisione

La Cassazione ha rigettato la maggior parte dei motivi, confermando l'affermazione di responsabilità penale già pronunciata dai giudici di merito e dichiarandola irrevocabile, ritenendo legittime le valutazioni in fatto sulla trasformazione del manufatto (espansione e consolidamento delle opere, esclusione della precarietà, necessità di autorizzazione comunale). Tuttavia il collegio ha ritenuto fondato il motivo relativo al diniego delle attenuanti generiche, giudicando apodittico il richiamo alla 'pluralità dei manufatti' come motivo di particolare gravità e disponendo l'annullamento limitato a tale punto con rinvio ad altra Sezione della Corte d'Appello di Messina per nuovo giudizio esclusivamente sul riconoscimento o meno delle attenuanti generiche.

Norme richiamate

  • art. 624 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la declaratoria di irrevocabilità dell'affermazione di responsabilità penale in relazione al rigetto delle doglianze residue

  • T.U. Urbanistica (artt. 3, 10 e 31)

    artt. 3, 10 e 31 T.U. Urbanistica

    Richiamati i principi secondo cui per determinate opere edilizie è necessario il permesso di costruire; tali disposizioni di rango statale prevalgono sulle disposizioni regionali in contrasto

  • Legge Regione Sicilia 16 aprile 2003, n. 4 (art. 20, comma 1)

    art. 20, comma primo, legge Regione Sicilia 16 aprile 2003, n. 4

    La Corte ha ritenuto che la disciplina regionale evocata dalla difesa non possa prevalere ove confligga con i principi della legislazione nazionale in materia urbanistica; la previsione regionale sulla 'precarietà' non elimina l'obbligo di autorizzazione quando l'intervento presenti caratteristiche di solidità e incremento volumetrico

  • Giurisprudenza - Sez. 2, n. 9106 del 12/02/2021 (Caradonna)

    Sez. 2, n. 9106 del 12/02/2021, Caradonna

    Principio secondo cui in cassazione non sono deducibili censure attinenti alla valutazione di merito della motivazione se non quando vi sia mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà rilevante

  • Giurisprudenza - Sez. 3, n. 30657 del 20/12/2016 (Calabrò)

    Sez. 3, n. 30657 del 20/12/2016, dep. 2017, Calabrò

    Affermato il principio della prevalenza dei principi generali della legislazione nazionale sulle disposizioni regionali in materia urbanistica

  • Giurisprudenza - Sez. F, n. 46500 del 30/08/2018

    Sez. F, n. 46500 del 30/08/2018

    Conferma dell'orientamento secondo cui determinate chiusure o coperture non possono essere considerate automaticamente 'precarie' se presentano caratteri di solidità tali da richiedere il permesso di costruire

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina nel merito la valutazione probatoria dei giudici di merito se le motivazioni non risultano manifestamente illogiche, contraddittorie o incompatibili con elementi probatori omessi; le critiche sulla persuasività delle prove sono inammissibili in cassazione.
  • Le normative regionali in materia urbanistica devono rispettare i principi della legislazione statale: una disposizione regionale che contrasti con norme o principi statali non può esonerare dall'obbligo di autorizzazione previsto a livello nazionale.
  • La qualificazione di un intervento come 'precaro' dipende dalle concrete caratteristiche costruttive e funzionali: strutture solide, coibentate o con muretto di base sono generalmente considerate non precarie e richiedono il titolo abilitativo se determinano incremento di volumetria o mutamento di destinazione.
  • L'elemento psicologico (dolo) in reati connessi ad opere edilizie viene valutato con riferimento all'esperienza dell'agente, alla segnalazione specifica delle opere e alla sussistenza di condizioni che rendano evidente l'illegittimità; mere supposizioni o circostanze attenuanti in fatto non sono sufficienti a riformare la valutazione dei giudici di merito in sede di cassazione.
  • Il diniego delle attenuanti generiche può costituire motivo valido di annullamento se la motivazione del giudice è apodittica o non adeguatamente argomentata; in tal caso la Cassazione può annullare limitatamente a quel punto e rinviare per nuovo giudizio.
  • In procedura penale, anche se la responsabilità viene confermata in cassazione, è possibile ottenere rimedi limitati (es. nuovo esame sulle attenuanti) che possono influire sulla quantificazione della pena e sulle conseguenze penali accessorie.

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