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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8163/2022 del 08/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione della sentenza di condanna per truffa; il difensore denunciava travisamento della prova sostenendo che Gervasi non era presente agli incontri relativi al finanziamento e quindi non poteva aver fornito rassicurazioni alla persona offesa Di Angelo; si contestava l'utilizzo di un ipotetico incontro non provato, la valutazione della credibilità della persona offesa e del teste Pascone, e l'attribuzione a Gervasi di effetti probatori (es. lettera di risoluzione inviata da Morrone) non riconducibili direttamente a lui

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte di Cassazione ha ritenuto che i motivi prospettati siano di natura meramente fattuale, consistendo in una rivalutazione del compendio probatorio non consentita in sede di legittimità. La Corte ha confermato che le sentenze di merito hanno documentato elementi (contratto di finanziamento, bonifici, falso avviso di oscuramento del sito, tesserini riconoscimento per C.I.A., lettera di risoluzione) e che la persona offesa, pur con imprecisioni, ha fornito un racconto il cui nucleo essenziale è risultato genuino e riscontrato. Inoltre la Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui le dichiarazioni della persona offesa possono, se adeguatamente motivate e valutate in termini di credibilità e attendibilità intrinseca, reggere la decisione. Per l'inammissibilità è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di € 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 192, comma 3, cod. proc. pen.

    La Corte rileva che le regole dell'art. 192, comma terzo, c.p.p. (limiti alla valutazione delle prove testimoniali) non si applicano alle dichiarazioni della persona offesa; tali dichiarazioni possono fondare la responsabilità se il giudice motivi adeguatamente sulla credibilità soggettiva dell'offeso e sull'attendibilità intrinseca del suo racconto

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma invocata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento in caso di inammissibilità del ricorso e per la determinazione della sanzione in favore della Cassa delle ammende, applicata dalla Corte a seguito della dichiarazione di inammissibilità e del riscontro di profili di colpa nella proposizione del ricorso

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina i fatti e le prove: i motivi che chiedono una rivalutazione del compendio probatorio sono inammissibili in cassazione
  • Le dichiarazioni della persona offesa possono da sole fondare la condanna purché il giudice di merito motivi in modo convincente sulla loro credibilità soggettiva e sull'attendibilità intrinseca, eventualmente corroborandole con riscontri documentali
  • Se la decisione di merito è congruamente motivata e priva di manifeste contraddizioni, la valutazione dell'attendibilità dell'offeso e dei riscontri documentali è sottratta al sindacato di legittimità
  • In caso di ricorso inammissibile la parte che lo propone può essere condannata alle spese e a sanzioni (Cassa delle ammende) qualora emergano profili di colpa nella proposizione dell'impugnazione
  • Nel difendere un imputato, contestazioni basate su mera incredulità o su possibilità alternative non provate (es. ipotetici incontri non documentati) hanno scarse probabilità di successo in sede di legittimità

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