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Sentenza

Sentenza del 02/11/2022 n. 4814 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio

Finanza locale - Ici - Imu - Enti non commerciali - Attività istituzionali - Esenzione - Condizioni.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

contestazione dell'imposizione IMU su immobili adibiti ad attività scolastiche istituzionali: il nodo era se l'attività svolta dall'ente, pur prevedendo un corrispettivo, conservasse natura non commerciale e dunque diritto all'esenzione ai sensi dell'art. 7, lett. i), d.lgs. n. 504/92. La controversia ha riguardato la rilevanza della gratuità vs. l'esistenza di un corrispettivo limitato che copre solo una frazione dei costi, valutato alla luce dei parametri del D.M. n. 200/2012.

La decisione

la Corte ha ritenuto che per escludere la natura commerciale non è richiesta la piena gratuità del servizio: è compatibile con l'esenzione la prestazione scolastica erogata a condizioni di parità con il servizio statale anche quando sia previsto un corrispettivo che copra solo una frazione dei costi sostenuti, valutato con i parametri fissati dal D.M. n. 200/2012. Di conseguenza è stata accolta la posizione dell'ente non commerciale e annullato l'accertamento/imposizione IMU relativo agli immobili in questione (confermando l'indirizzo già espresso dalla Cass. n. 2226/2021).

Norme richiamate

  • d.lgs. 504/1992, art. 7, lett. i)

    la disposizione esenta gli immobili destinati allo svolgimento delle attività istituzionali degli enti non commerciali; l'interpretazione della Corte riconosce che l'esenzione opera quando l'attività scolastica è svolta in condizioni di parità con il servizio statale

  • D.M. n. 200/2012

    il decreto fornisce i parametri per valutare la condizione di parità e per determinare se il corrispettivo richiesto copre solo una frazione dei costi: tali parametri sono rilevanti per accertare la natura non commerciale dell'attività

  • Cass. 2226/2021

    giurisprudenza di riferimento che ha già affermato che la presenza di corrispettivi limitati non esclude automaticamente l'esenzione, purché la prestazione sia sostanzialmente erogata alle stesse condizioni del servizio pubblico e i corrispettivi non perdano la natura di contributo parziale ai costi

Massime di principio

  • L'esenzione IMU per immobili di enti non commerciali destinati ad attività istituzionali non richiede la totale gratuità del servizio: è compatibile anche un corrispettivo che copra solo parte dei costi
  • Per valutare la non commercialità occorre guardare alla sostanza dell'attività (condizione di parità con il servizio statale) e non solo alla forma (esistenza di un corrispettivo)
  • I parametri del D.M. n. 200/2012 sono strumenti tecnici utili a dimostrare che il corrispettivo è limitato e non ha natura di prezzo di mercato finalizzato al profitto
  • La prova spetta all'ente che invoca l'esenzione: è utile documentare tariffe, ripartizione dei costi, bilanci e il calcolo secondo i parametri ministeriali
  • Se il corrispettivo è fissato in modo da coprire integralmente i costi o a generare un margine, l'attività tende a essere qualificata come commerciale e l'esenzione potrebbe essere negata
  • Le amministrazioni locali devono valutare caso per caso e motivare l'eventuale rifiuto dell'esenzione con riferimento a elementi concreti (contabilità, finalità, modalità di determinazione del corrispettivo)
  • Attività accessorie o strutturate con finalità di lucro, anche se svolte dalla stessa organizzazione, devono essere distinte da quelle istituzionali per il corretto trattamento IMU

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