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Sentenza

Sentenza del 09/09/2016 n. 17828 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha contestato la decisione della Commissione Tributaria Regionale, che aveva ritenuto agevolabili, ai sensi dell'art. 8 della legge n. 388 del 2000, le spese sostenute dalla società per la revisione, sostituzione e installazione di impianti tecnologici realizzati su un'area condotta in locazione. Secondo l'Agenzia, non era sufficiente che i beni fossero strumentali e inerenti all'attività d'impresa: per accedere al credito d'imposta dovevano essere beni nuovi dotati di autonoma funzionalità, individualità e separabilità rispetto all'immobile o ai beni di proprietà del terzo, così da poter essere rimossi e utilizzati separatamente al termine della locazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo dell'Agenzia delle Entrate e ha ritenuto errata la sentenza impugnata nella parte in cui aveva valorizzato soltanto la strumentalità dei beni all'attività d'impresa. Ha stabilito che, quando gli investimenti riguardano immobili di terzi detenuti in locazione o comodato, il credito d'imposta spetta soltanto per beni autonomi, individuali e rimovibili, suscettibili di utilizzazione separata. La sentenza della CTR è stata cassata e la causa è stata rinviata alla Commissione Tributaria Regionale della Puglia, in diversa composizione, per un nuovo esame e per la liquidazione delle spese. Non è stata quindi definita definitivamente la spettanza del credito, ma la contribuente ha perso il giudizio di cassazione sul principio giuridico applicabile.

Norme richiamate

  • Legge n. 388 del 2000, art. 8

    per nuovi investimenti si intendono le acquisizioni di beni strumentali nuovi di cui del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, artt. 67 e 68

    Il beneficio per nuovi investimenti riguarda l'acquisizione di beni strumentali nuovi. Nel caso di beni installati su immobili di terzi, la norma è interpretata nel senso che devono possedere autonoma funzionalità e poter essere separati e utilizzati indipendentemente dal bene del proprietario.

  • D.P.R. n. 917 del 1986, artt. 67 e 68, nella numerazione allora vigente, oggi artt. 102 e 103

    Le disposizioni individuano i beni strumentali rilevanti ai fini fiscali. Il richiamo è stato utilizzato per richiedere che l'investimento riguardi beni dotati di propria individualità e non semplici opere inseparabili o incrementative dell'immobile altrui.

  • Codice di procedura civile, art. 366-bis

    La Corte ha ritenuto ammissibile il quesito di diritto formulato dall'Agenzia delle Entrate, considerando rispettati i requisiti processuali applicabili al ricorso per cassazione.

Massime di principio

  • Per ottenere un credito d'imposta relativo a investimenti effettuati su immobili condotti in locazione o comodato, non è sufficiente dimostrare che i beni siano utili, inerenti o strumentali all'attività d'impresa.
  • È necessario verificare se ciascun bene abbia una propria autonomia funzionale e individualità, sia separabile dall'immobile o dall'impianto del terzo e possa essere rimosso e utilizzato autonomamente alla fine del rapporto.
  • Le opere di ristrutturazione, adattamento o miglioramento che si incorporano stabilmente nell'immobile altrui e non possono essere separatamente rimosse tendono a non rientrare nell'agevolazione prevista per l'acquisto di beni strumentali nuovi.
  • La valutazione deve essere effettuata concretamente, bene per bene, considerando caratteristiche tecniche, modalità di installazione, possibilità di rimozione e riutilizzo, nonché la documentazione contabile e contrattuale.
  • In sede di rinvio, il giudice deve applicare il criterio dell'autonomia e separabilità dei beni; la mera destinazione all'esercizio dell'impresa non è sufficiente per riconoscere il beneficio.

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