Cassazione Penale, Sentenza n. 37116/2023 del 12/09/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore impugnava la sentenza di assoluzione per insussistenza del fatto pronunciata dal Tribunale di Velletri con riferimento a presunte operazioni di gestione illecita di rifiuti (capo A), sostenendo che l'attività svolta su un piazzale antistante la discarica di Colleferro (settembre-novembre 2014) non fosse un mero "trasbordo" ma costituisse stoccaggio/ trasferenza soggetta ad autorizzazione (art. 256, comma 1 e art. 183, comma 1, lett. aa), d.lgs. 152/2006). Il PM deduceva inoltre vizio di motivazione: il Tribunale avrebbe erroneamente valutato la prova documentale e testimoniale, omesso di considerare che i rifiuti venivano scaricati a terra e trattenuti prima di essere caricati su automezzi maggiori, trascurato la non tracciabilità dei rifiuti e la durata effettiva delle operazioni e non avrebbe valutato la variante all'AIA rilasciata dalla Regione Lazio che qualificava le attività come messa in riserva (categoria R13). Il PM chiedeva l'annullamento della sentenza o la sua riforma con conseguente dichiarazione di non doversi procedere per intervenuta prescrizione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse concreto e attuale del Procuratore alla impugnazione. La Corte ha richiamato il principio secondo cui anche il PM deve dimostrare un interesse concreto eliminabile dalla riforma della decisione; nel caso di specie non è stato allegato un interesse specifico ad ottenere una pronuncia diversa (assoluzione vs estinzione per prescrizione). Inoltre, la Corte ha osservato che, con riferimento ai motivi di vizio di motivazione, anche se le doglianze fossero fondate e il ricorso accolto, il giudice del rinvio sarebbe comunque tenuto a dichiarare estinti i reati per prescrizione, rendendo in ogni caso inutile la riforma. Pertanto il ricorso è stato respinto per inammissibilità e la sentenza del Tribunale (assoluzione per insussistenza del fatto) resta definitiva.
Norme richiamate
d.lgs. 152/2006, art. 256, comma 1
Norma sanzionatoria riferita alla gestione illecita di rifiuti; il PM sosteneva che l'attività dovesse essere qualificata come reato o contravvenzione ex art. 256 e quindi soggetta a sanzione
d.lgs. 152/2006, art. 183, comma 1, lett. aa)
Definizione normativa utile a distinguere le varie operazioni sui rifiuti (es. trasbordo, stoccaggio, trasferenza); il PM invocava tale definizione per sostenere che l'operazione fosse stoccaggio/trasferenza soggetta ad autorizzazione
d.lgs. 152/2006, art. 193, comma 15
Previsione che esclude talune operazioni di trasbordo dall'obbligo di autorizzazione ove ricorrano i requisiti di temporaneità e immediata ripartenza; il Tribunale ha ritenuto applicabile questa deroga qualificando l'attività come "trasbordo" non soggetto ad autorizzazione
Allegato C, Parte IV, d.lgs. 152/2006 (categoria R13)
La Regione, con variante all'AIA, avrebbe ricondotto le attività nella categoria R13 (messa in riserva); il PM ha richiamato questa qualificazione amministrativa come elemento a sostegno della sussistenza di operazioni assimilabili a stoccaggio
c.p.p., art. 568, comma 4
Principio sulla legittimazione ad impugnare in Cassazione: il ricorrente deve avere un interesse concreto ed attuale che persista fino alla decisione; la Corte lo ha applicato per dichiarare inammissibile il ricorso del PM per difetto di interesse
Massime di principio
- Il pubblico ministero può proporre ricorso per cassazione solo se dimostra un interesse concreto e attuale alla pronuncia diversa; la mera esigenza di correttezza giuridica non è sufficiente quando la riforma non eliminerebbe un pregiudizio concreto.
- Quando l'eventuale accoglimento del gravame comporterebbe esclusivamente l'annullamento con rinvio e i reati risultano comunque destinati a estinguersi per prescrizione, il ricorso del PM rischia di essere inammissibile per mancanza di interesse.
- La distinzione tra "trasbordo" e "stoccaggio/trasferenza" dipende da elementi fattuali: comportamento materiale (scarico a terra o mera movimentazione tra veicoli), durata e stabilità della custodia dei rifiuti, intenzione e organizzazione dell'attività. Scarico a terra e permanenza indicano più facilmente stoccaggio/trasferenza soggetta ad autorizzazione.
- L'esistenza di un provvedimento amministrativo (es. variante AIA che qualifica le attività come R13) è elemento rilevante ma non automaticamente vincolante per la decisione penale: costituisce prova a favore della qualificazione dell'operazione ma il giudice penale valuta autonomamente la prova complessiva.
- Se si vuole evitare l'inammissibilità del ricorso del PM contro un'assoluzione, è opportuno allegare e dimostrare un interesse concreto diverso dall'astratta tutela della legalità (ad es. rilevanti effetti collateralmente amministrativi o esigenze di tutela di interessi pubblici non soppressi dalla prescrizione), o proporre l'impugnazione prima che maturi la prescrizione rilevante.
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