Cassazione Penale, Sentenza n. 44502/2024 del 04/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente contestava la legittimità dell'utilizzo di atti e intercettazioni compiuti dopo l'8 ottobre 2021, sostenendo che il Pubblico ministero avesse illegittimamente "duplicato" l'iscrizione della notizia di reato e avviato un secondo biennio di indagini (post scadenza del primo biennio ex art. 407 c.p.p.), con la conseguente inutilizzabilità degli atti investigativi successivi (intercettazioni ambientali, telefoniche e telematiche e l'annotazione della Guardia di Finanza del 24/11/2023). In sostanza il ricorrente deduceva la violazione degli artt. 335, 405 e 407 c.p.p. e chiedeva l'annullamento dell'ordinanza di conferma della custodia cautelare.
La decisione
La Corte ha respinto il ricorso. Ha ritenuto inapplicabili le nuove disposizioni introdotte dal d.lgs. 10/10/2022 n.150 (entrate in vigore 30/12/2022) ratione temporis. Sul piano sostanziale la Corte ha affermato che, in caso di reato permanente, il Pubblico ministero può procedere a una nuova iscrizione e a ulteriori indagini riferite a segmenti temporali successivi qualora emergano elementi indicanti il perdurare della condotta delittuosa; ciò non determina automaticamente l'inutilizzabilità degli atti compiuti dopo la scadenza del primo biennio purché la nuova iscrizione e le indagini riguardino fatti o segmenti successivi e distinti nella ricostruzione temporale. La Corte ha quindi condiviso il rigetto del riesame operato dal Tribunale di Palermo e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 416-bis cod. pen.
Norma contestata all'indagato quale partecipante e promotore di associazione mafiosa; la sentenza la riporta come oggetto dell'imputazione provvisoria senza effettuare qualificazioni ulteriori rispetto al capo d'imputazione
art. 416-ter cod. pen.
Contestato l'illecito elettorale con riferimento a procurata condizionata; citata come secondo capo d'imputazione
art. 99, comma secondo, cod. pen.
Richiamata la recidiva generica ai fini della contestazione penale, come elemento fattuale dell'imputazione
art. 309 cod. proc. pen.
Norma che disciplina il rimedio dell'impugnazione avanti alla Corte di Cassazione: il ricorso era proposto avverso l'ordinanza di riesame ex art. 309
art. 335 cod. proc. pen.
Richiamata nella prospettazione difensiva in tema di aggiornamento/nuova iscrizione; la Corte distingue i casi di aggiornamento previsti dall'art. 335, comma 2, da quelli in cui emergono fatti successivi che giustificano nuova iscrizione
art. 405 cod. proc. pen.
Richiamato nel contesto dei termini delle indagini preliminari; la Corte sottolinea che i termini valu tati per i reati permanenti vanno letti insieme alle norme sulle proroghe
art. 406 cod. proc. pen.
Collegata alla disciplina delle proroghe dei termini delle indagini; la sentenza ne ricava l'esistenza di garanzie ma non l'automatica inutilizzabilità degli atti successivi quando emergano fatti successivi
art. 407 cod. proc. pen.
Norma sul termine biennale massimo delle indagini; la Corte afferma che il decorso del biennio non impedisce al P.M. di procedere a nuova iscrizione per fatti o segmenti successivi e non comporta automaticamente inutilizzabilità degli atti riferiti a tali fatti
art. 335-quater, 407-bis e 415-ter cod. proc. pen.
Riferite come disposizioni introdotte dal d.lgs. n.150/2022 e ritenute inapplicabili ratione temporis alle iscrizioni anteriori al 30/12/2022
art. 88-bis del d.lgs. n.150/2022
Richiamato per spiegare la non applicabilità delle norme del d.lgs. n.150/2022 ai fatti anteriori alla loro entrata in vigore
art. 414 cod. proc. pen.
Citato nella giurisprudenza richiamata: l'eventualità di riapertura delle indagini dopo archiviazione è disciplinata dall'art. 414; la Corte precisa che, per indagare segmenti successivi, non è sempre necessaria una riapertura formale dell'indagine
art. 415-quater cod. proc. pen.
Citata a titolo di confronto come parte della disciplina più recente sulle "finestre di giurisdizionalizzazione" e sull'inerzia del P.M.; non applicabile ratione temporis nel caso concreto
art. 671 cod. proc. pen.
Richiamato dalla Corte Costituzionale in dottrina citata: utile a illustrare la necessità di modulare la risposta sanzionatoria nei reati di lunga durata
art. 238 e 238-bis cod. proc. pen.
Norme citate in relazione ai meccanismi di riunione di processi e di trasmigrazione probatoria tra procedimenti distinti relativi a periodi diversi della stessa vicenda
art. 616 cod. proc. pen.
Norma applicata dalla Corte per la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Richiamata per gli adempimenti di cancelleria a seguito della decisione
Massime di principio
- Nel caso di reato permanente il decorso del termine biennale delle indagini non determina automaticamente l'inutilizzabilità di atti investigativi successivi se emergono fatti o segmenti temporali distinti che giustificano una nuova iscrizione.
- La nuova iscrizione per fatti successivi non va considerata un illegittimo "aggiornamento" quando i fatti investigati riguardino condotte temporali successive e autonomamente riconoscibili; occorre distinguere tra medesimo fatto e fatti successivi collegati.
- L'inerzia del Pubblico ministero al termine del biennio non equivale ad archiviazione e, fatta salva diversa disciplina sopravvenuta, non impedisce che siano condotte ulteriori indagini su segmenti temporali successivi.
- Se si contesta l'utilizzabilità di atti investigativi post-termine, è essenziale dimostrare che quegli atti sono stati usati per ricostruire esclusivamente fatti rientranti nel periodo coperto dal primo biennio o che non esistevano elementi nuovi relativi a condotte successive.
- Per fascicoli iscritti prima dell'entrata in vigore delle modifiche legislative del 2022, quelle nuove tutele e limitazioni non si applicano ratione temporis; per iscrizioni successive occorre verificare la normativa vigente.
- In una difesa strategica, mappare cronologicamente iscrizioni, decreti di autorizzazione alle intercettazioni e contenuti investigativi è fondamentale per sollevare con efficacia eccezioni di inutilizzabilità o di violazione dei termini.
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