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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15844/2022 del 26/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente chiedeva la liberazione anticipata per la detenzione scontata dal 3/11/2016 al 3/5/2018. Il Magistrato di sorveglianza di Macerata (provv. 5/2/2021) aveva rigettato l'istanza; il Tribunale di sorveglianza di Ancona, in reclamo, ha accolto la richiesta solo per il periodo 3/5/2017-3/11/2017 e ha rigettato il reclamo per il resto del periodo. Con ricorso per cassazione il difensore ha dedotto insufficiente motivazione del Tribunale riguardo alla valutazione della gravità delle trasgressioni contestate al detenuto, sostenendo che le osservazioni difensive non sarebbero state adeguatamente valutate.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che la motivazione del Tribunale di sorveglianza fosse chiara, completa, adeguata e coerente, avendo indicato specifiche trasgressioni e spiegato la gravità dei comportamenti per i periodi in cui è stato negato il beneficio (3/11/2016-3/5/2017 e 3/11/2017-3/5/2018). La Corte ha precisato che il sindacato di legittimità è limitato al controllo della logica e della conformità alle norme e non può sostituirsi a valutazioni critiche alternative già compiute dal giudice di merito. Per tali ragioni le censure del ricorrente sono state ritenute richieste di ricostruzione alternativa non ammissibili in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 3, cod. proc. pen.

    art. 606, comma 3, cod. proc. pen.

    La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile in applicazione di questa norma ritenendo il motivo manifestamente infondato; dunque il controllo di legittimità si è limitato a verificare l'assenza di illogicità o violazioni di legge nella motivazione impugnata.

  • art. 616, cod. proc. pen.

    art. 616, cod. proc. pen.

    Applicata per la condanna alle spese e per il versamento di una somma alla Cassa delle ammende, come sanzione per la proposizione dell'impugnazione non esente da colpa.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 186 del 2000

    Richiamata quale principio che consente di valutare la sussistenza di colpa nella proposizione dell'impugnazione, giustificando l'obbligo di versamento alla Cassa delle ammende.

  • Principio di giurisprudenza di legittimità sul sindacato limitato

    La Corte di cassazione conferma il principio secondo cui il suo sindacato è limitato a verificare la logica e la correttezza giuridica della motivazione; non può effettuare una rivalutazione critica degli elementi di fatto già valutati dal giudice di merito né proporre ricostruzioni alternative.

Massime di principio

  • La Corte di cassazione valuta la sufficienza della motivazione solo rispetto alla chiarezza, completezza, coerenza logico-giuridica e corretto inquadramento normativo: il ricorrente deve dimostrare vizi manifesti (illogicità, contraddittorietà o applicazione errata della legge) per ottenere accoglimento.
  • Le censure basate su una richiesta di diversa valutazione delle prove o degli elementi di fatto (ricostruzione alternativa) sono in genere inammissibili in sede di legittimità.
  • Quando il giudice di merito indica specifiche trasgressioni e ne argomenta la gravità in modo comprensibile, tali motivazioni sono difficilmente censurabili in Cassazione.
  • La proposizione di un ricorso infondato può integrare colpa e comportare la condanna al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p., richiamando i principi della Corte costituzionale sulla responsabilità dell'impugnante.
  • In casi analoghi è utile per il difensore: 1) puntare su vizi formali o errori di diritto evidenti nel provvedimento impugnato; 2) se si censura la motivazione, dimostrare specifiche incoerenze o omissioni manifeste e non limitarsi a prospettare una diversa interpretazione dei fatti.

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