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Ordinanza

Ordinanza n. 506/2026 - Napoli, Sezione 3

per l'annullamento quanto al ricorso introduttivo: a) del diniego dell’istanza di condono edilizio ai sensi della legge n. 724/94, reso con nota del Comune di Terzigno prot. n. 30910 del 6 novembre 2024; b) della nota del Comune di Terzigno prot. n. 31416 dell’11 novembre 2024, recante diniego di rinnovo dell’autorizzazione unica ambientale (AUA); c) di ogni atto, anche endoprocedimentale, consequenziale, connesso, preordinato e presupposto; quanto al ricorso per motivi aggiunti: d) del diniego delle istanze di condono edilizio ai sensi della legge n. 724/94 e della legge n. 326/03, reso con nota del Comune di Terzigno del 29 aprile 2025; e) della dichiarazione di nullità del certificato di agibilità n. 7 del 4 aprile 2016, resa dal Comune di Terzigno in data 24 aprile 2025; f) della comunicazione di irricevibilità della SCIA del 26 marzo 2025 per opere di demolizione, resa con nota del Comune di Terzigno del 29 aprile 2025; g) della nota del Comune di Terzigno prot. n. 11993 del 24 aprile 2025, recante la conferma del diniego di rinnovo dell’AUA; h) di ogni atto, anche endoprocedimentale, consequenziale, connesso, preordinato e presupposto.

Giustizia amministrativa202500089

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IIIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: dinieghi di condono edilizio relativi a istanze del 1995 e del 2004, dichiarazione di nullità di un certificato di agibilità, irricevibilità di una SCIA per opere di demolizione e dinieghi di rinnovo dell’AUA

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, con il ricorso introduttivo e con motivi aggiunti, gli atti con cui il Comune di Terzigno ha respinto l’istanza di condono edilizio presentata nel 1995 ai sensi della legge n. 724/1994 e quella presentata nel 2004 ai sensi della legge n. 326/2003; ha inoltre contestato la dichiarazione di nullità del certificato di agibilità n. 7 del 4 aprile 2016, la comunicazione di irricevibilità della SCIA del 26 marzo 2025 relativa a opere di demolizione e il diniego, dapprima comunicato nel novembre 2024 e poi confermato nell’aprile 2025, del rinnovo dell’autorizzazione unica ambientale dell’impresa. Il ricorrente contesta i rilievi urbanistico-edilizi posti dal Comune a fondamento degli atti e prospetta una diversa ricostruzione della consistenza e della storia edilizia del complesso immobiliare. Il giudice ha ritenuto necessario acquisire accertamenti tecnici sulla consistenza effettiva dei manufatti, sulla loro ubicazione e collocazione urbanistica, sull’esistenza dei titoli edilizi, sull’individuazione delle opere oggetto delle due istanze di condono, sull’eventuale interferenza o rapporto di completamento tra esse, sulla possibilità di rimuovere autonomamente le opere oggetto del condono del 2004 e sulla collocazione temporale, anteriore o meno al 1° settembre 1967, del manufatto cui si riferisce il certificato di agibilità, anche considerando la concessione edilizia del 1986 richiamata nel certificato.

La decisione

Il TAR non ha definito nel merito le domande di annullamento. Ha disposto una verificazione tecnica ai sensi dell’art. 66 c.p.a., affidandola al dirigente della Direzione Pianificazione Territoriale della Città Metropolitana di Napoli, con facoltà di delega. Il verificatore dovrà esaminare gli atti processuali, il fascicolo edilizio comunale e la documentazione prodotta dalle parti, assicurando il contraddittorio sui documenti da esse forniti, effettuare accessi presso gli uffici comunali e il complesso immobiliare e depositare una relazione corredata, ove necessario, da prospetti grafici e fotografie. Sono stati fissati termini per l’avviso alle parti, lo svolgimento delle operazioni, la trasmissione della bozza, la presentazione delle osservazioni e il deposito della relazione conclusiva. La causa è stata rinviata all’udienza pubblica del 4 giugno 2026; il compenso del verificatore sarà liquidato al termine della verificazione. Le precedenti istanze cautelari risultano essere state accolte, ma l’ordinanza in esame non decide definitivamente sulla legittimità degli atti impugnati.

Norme richiamate

  • art. 66 c.p.a.

    Consente al giudice amministrativo di disporre una verificazione tecnica, affidandola a un organismo pubblico, quando siano necessari accertamenti specialistici sui fatti rilevanti per la decisione.

  • legge n. 724/1994

    Costituisce la base normativa dell’istanza di condono edilizio presentata nel 1995; la sua applicazione non è ancora valutata nel merito.

  • legge n. 326/2003

    Costituisce la base normativa dell’istanza di condono edilizio presentata nel 2004; la sua applicazione non è ancora valutata nel merito.

  • d.P.R. n. 380/2001

    È richiamato nel testo solo attraverso la disciplina edilizia cui si riferiscono i titoli e gli atti contestati; non emerge una specifica norma applicata nella decisione istruttoria.

Massime di principio

  • Quando la decisione sulla legittimità di dinieghi edilizi e di atti connessi dipende dalla ricostruzione tecnica della consistenza dei manufatti, della loro collocazione urbanistica, dei titoli edilizi e dei rapporti tra opere oggetto di diverse istanze di condono, il giudice amministrativo può disporre una verificazione tecnica prima di definire il merito.
  • La verificazione può comprendere sia l’esame documentale dei fascicoli amministrativi sia l’accesso diretto ai luoghi, con acquisizione di elaborati grafici e documentazione fotografica, quando tali attività siano necessarie per accertare lo stato dei manufatti e la loro regolarità edilizia.
  • Nello svolgimento della verificazione il contraddittorio deve essere assicurato anche sulla documentazione fornita dalle parti; queste possono nominare propri consulenti e formulare osservazioni sulla bozza della relazione prima del deposito della relazione conclusiva.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioTitoli abilitativi ediliziAIA, AUA e autorizzazioni ambientaliIstruttoria processuale
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoDiscrezionalità amministrativa e tecnicaPartecipazione procedimentale

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