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Ordinanza

Ordinanza n. 124/2026 - Parma, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - del provvedimento di revoca del nulla osta alla conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato emesso dalla Prefettura Piacenza (prot. -OMISSIS-), notificato in data 23 gennaio 2026; - di ogni altro atto relativo al già menzionato procedimento amministrativo terminato con l’adozione di detto provvedimento, costituente e facente parte del medesimo provvedimento o ad esso successivo, connesso, collegato, presupposto, consequenziale, comunque lesivo dei diritti del ricorrente ancorché non conosciuto.

Giustizia amministrativa202600236

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Parma, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento prefettizio di revoca del nulla osta alla conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il provvedimento della Prefettura di Piacenza con cui è stato revocato il nulla osta alla conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato, nonché gli atti connessi, presupposti e consequenziali. Il testo non espone specifici motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. In sede cautelare, il giudice ha valutato l'incidenza ostativa di un precedente provvedimento di espulsione adottato dal Prefetto di Piacenza e confermato da una sentenza del Giudice di pace.

La decisione

Il TAR ha rigettato l'istanza cautelare per insussistenza del fumus boni iuris. In base alla sommaria delibazione propria della fase cautelare, l'espulsione dello straniero, disposta il 10 luglio 2025 e confermata dalla sentenza del Giudice di pace del 23 dicembre 2025, costituisce elemento ostativo alla permanenza dello straniero nel territorio dello Stato e impedisce, allo stato, di ravvisare una ragionevole probabilità di fondatezza della domanda di annullamento. Non è stata adottata alcuna misura cautelare sospensiva. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; l'istanza è stata esaminata e rigettata per insussistenza del fumus boni iuris.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla disciplina nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la presenza di un provvedimento di espulsione dello straniero, confermato dal giudice competente, può essere valutata come elemento ostativo alla permanenza nel territorio dello Stato e, conseguentemente, escludere il fumus boni iuris della domanda diretta a ottenere o conservare gli effetti di un titolo di soggiorno.
  • La tutela cautelare deve essere rigettata quando, alla sommaria delibazione propria della fase cautelare, emerga un ostacolo giuridico attuale alla permanenza dello straniero nel territorio dello Stato, tale da rendere non plausibile la pretesa azionata.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

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