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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40391/2022 del 26/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in sei motivi: 1) inutilizzabilità delle intercettazioni disposte in altro procedimento (violazione art. 270 c.p.p.); 2) vizio motivazionale sulla prova delle distrazioni post-fallimentari (capo A), in particolare sulla mancata considerazione dell'inventario e delle dichiarazioni di Belotti Stefano; 3) illegittimità delle contestazioni per trasferimenti infragruppo di ricchezza ritenuti leciti se funzionali a un gruppo societario economico; 4) errata sussunzione delle operazioni infragruppo nella fattispecie di bancarotta fraudolenta anziché nella fattispecie speciale di bancarotta impropria da reato societario (art. 2634 c.c.); 5) carenza di prova sul nesso causale tra vendita sottocosto di autocarri e fallimento (capo C); 6) carenza di motivazione nel negare la prevalenza delle attenuanti generiche sull'aggravante contestata (bilanciamento delle circostanze).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondati o non consentiti i vari motivi: il primo motivo non poteva essere sindacato in questa sede e la sentenza impugnata ha correttamente distinto l'utilizzo delle intercettazioni; il secondo motivo è privo di pregio perché il ricorrente non ha prodotto l'atto del curatore che avrebbe dimostrato la rinuncia alla liquidazione dei beni; il terzo e quarto motivo sono infondati alla luce della giurisprudenza che richiede prova del rapporto di direzione e di vantaggi compensativi per escludere la natura distrattiva di operazioni infragruppo; il quinto motivo è generico e non contraddice la motivazione sull'aggravamento del dissesto; il sesto motivo non è sindacabile in Cassazione essendo questione di discrizione del giudice di merito correttamente motivata. Conseguentemente il ricorrente è condannato alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 270 cod. proc. pen.

    Il divieto di utilizzazione delle intercettazioni disposte in altro procedimento riguarda la valutazione dei risultati come elementi di prova, ma non impedisce di desumere dai loro contenuti notizie di nuovi reati come punto di partenza per ulteriori indagini

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti formali della motivazione in cassazione: il ricorso deve contenere l'enunciazione dei motivi nei limiti richiesti per la motivazione

  • art. 104-ter L.F.

    Il curatore, previa autorizzazione del comitato dei creditori, può non acquisire all'attivo o rinunciare a liquidare uno o più beni, se l'attività di liquidazione appaia manifestamente non conveniente

    La sola autorizzazione del comitato dei creditori non sostituisce l'atto formale del curatore che rinuncia all'acquisizione o alla liquidazione; per invocare la scriminante occorre l'atto del curatore

  • art. 216, comma 1 e art. 223, comma 1 L.F.

    Norme sulla bancarotta fraudolenta per distrazione/dissipazione: rilevano atti di disposizione dei beni societari caratterizzati da manifesta ed intrinseca fraudolenza e assenza di interesse per la società

  • art. 223, comma 2 L.F.

    Riguarda fattispecie di bancarotta impropria e fattispecie collegate; va distinto dall'art. 223 comma 1 quando manchi interesse per la società

  • art. 2634 cod. civ.

    Regola l'infedeltà patrimoniale degli amministratori: esclude rilevanza penale dell'atto depauperatorio se sussistono vantaggi compensativi concreti per la società appartenente a un gruppo; l'onere probatorio spetta all'amministratore

  • art. 219, comma 2, n. 1 L.F.

    Prevede un'aggravante rilevante nel bilanciamento con le attenuanti generiche; la valutazione comparativa spetta al giudice di merito e sfugge al sindacato in Cassazione salvo abuso

  • art. 41 cod. pen.

    Disciplina il concorso di cause: una causa efficiente preesistente non esclude che un'operazione dolosa successiva contribuisca causalmente al fallimento (concorso causale)

Massime di principio

  • Le intercettazioni disposte in altro procedimento non possono essere utilizzate come prova diretta in un diverso giudizio, ma possono legittimamente far emergere notizie di reato che giustificano ulteriori indagini; il sindacato sulla loro utilizzazione diretta in Cassazione è limitato.
  • Per far valere la liceità di trasferimenti infragruppo occorre provare non solo l'esistenza di un gruppo, ma soprattutto vantaggi compensativi concreti e prevedibili per la società apparentemente danneggiata; l'onere probatorio grava sull'amministratore che invoca la causa di esclusione.
  • La mera autorizzazione del comitato dei creditori non sostituisce l'atto formale del curatore (es. rinuncia o non acquisizione all'attivo): chi invoca la legittimità di una sottrazione deve produrre l'atto del curatore.
  • Le questioni di valutazione sul nesso causale tra singole operazioni e il dissesto (anche se esisteva una causa preesistente) vanno valutate in termini di concorso causale; il fatto di aver aggravato un dissesto preesistente può integrare responsabilità penale.
  • Le decisioni di merito sul bilanciamento tra aggravanti e attenuanti sono discrizionali e difficilmente sindacabili in Cassazione se adeguatamente motivate e non manifestamente illogiche.
  • In procedimenti fallimentari, il giudizio di legittimità non consente un riesame esteso delle prove: la Corte di Cassazione verifica la correttezza giuridica e la sufficienza logica della motivazione, non rifà la valutazione probatoria di merito.

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