Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 63/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

per l'annullamento del decreto Cat.-OMISSIS- con il quale il Questore della Provincia di Reggio Calabria rigettava l'istanza di licenza di porto di fucile per l'attività sportiva del tiro a volo.

Giustizia amministrativa202200284

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio CalabriaSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della licenza di porto di fucile per attività sportiva di tiro a volo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (autorità di pubblica sicurezza)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego questorile, deducendo eccesso di potere per irragionevolezza, arbitrarietà, travisamento dei fatti e illogicità della valutazione, nonché difetto di motivazione e violazione di legge. Ha contestato la rilevanza degli elementi valorizzati dall'Amministrazione: una condanna del 2016 per lesioni personali, riferita a fatti del 2013 e conclusasi con pena pecuniaria; dieci controlli effettuati tra il 2016 e il 2021 in compagnia di soggetti gravati da segnalazioni o precedenti penali; e numerosi legami di parentela con persone ritenute controindicate. Secondo il ricorrente, il precedente penale sarebbe isolato, risalente e di modesto allarme sociale, i controlli occasionali e privi di significato sintomatico, mentre i rapporti familiari non sarebbero accompagnati da frequentazione o convivenza. Ha inoltre lamentato l'inadeguata contestualizzazione degli elementi e l'insufficienza della motivazione del diniego.

La decisione

Il TAR ha rigettato il ricorso, ritenendo congiuntamente infondate le censure. In materia di porto d'armi, il rilascio della licenza presuppone una completa affidabilità del richiedente, poiché la detenzione e il porto di armi costituiscono ipotesi eccezionali e prevalgono le esigenze di incolumità e sicurezza pubblica. L'autorità di pubblica sicurezza dispone di ampia discrezionalità prognostica e può valorizzare non solo condanne per reati specifici, ma anche fatti non penalmente rilevanti, frequentazioni e situazioni personali idonee a far dubitare dell'affidabilità, purché la valutazione non sia irrazionale, arbitraria o fondata su travisamento. Il sindacato giurisdizionale non può sostituire la valutazione dell'Amministrazione, ma si limita a verificare errori manifesti, travisamento e manifesta irrazionalità. Nel caso concreto, la condanna per lesioni personali è stata ritenuta non sufficientemente risalente e già idonea a incidere sull'affidabilità. I dieci controlli con soggetti controindicati, distribuiti in un arco temporale significativo e riguardanti persone gravate da precedenti anche gravi, sono stati considerati rilevanti nel loro complesso. Anche la numerosità e la gravità dei legami familiari controindicati è stata ritenuta elemento indiziario concorrente, senza necessità di dimostrare una responsabilità penale o una frequentazione qualificata del richiedente. Gli elementi, valutati unitariamente e non atomisticamente, sostengono la prognosi sfavorevole di possibile abuso dell'arma. Il ricorrente è stato condannato al pagamento di € 1.000,00 per spese processuali in favore del Ministero dell'Interno, oltre accessori di legge se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell'oscuramento dei dati identificativi.

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    Richiamato nel descrivere i pregiudizi penali di uno dei soggetti frequentati o appartenenti alla cerchia familiare, quale elemento del quadro indiziario valutato dall'Amministrazione.

  • art. 74 d.P.R. 309/1990

    Richiamato nel descrivere i pregiudizi penali di uno dei soggetti con cui il ricorrente era stato controllato, quale elemento del quadro indiziario.

Massime di principio

  • Il rilascio della licenza di porto d'armi richiede una prognosi di completa affidabilità del richiedente, poiché la tutela dell'incolumità e della sicurezza pubblica prevale sulle esigenze individuali connesse all'uso dell'arma per finalità sportive.
  • L'autorità di pubblica sicurezza può negare la licenza di porto d'armi anche in assenza di specifiche condanne ostative, valorizzando fatti penalmente rilevanti o non penalmente rilevanti, frequentazioni e situazioni personali concretamente accertate, quando siano sintomatici della possibile inaffidabilità o del rischio di abuso.
  • La valutazione dell'affidabilità può fondarsi sul complessivo quadro indiziario: precedenti penali, controlli con soggetti controindicati e legami familiari rilevanti possono essere considerati unitariamente, senza che ciascun elemento debba essere autonomamente decisivo.
  • Il giudice amministrativo non può sostituire la propria valutazione a quella dell'autorità di pubblica sicurezza nella prognosi sull'affidabilità all'uso delle armi; deve verificare soltanto l'assenza di errori manifesti, travisamento dei fatti, arbitrarietà o manifesta irrazionalità.
  • La motivazione del diniego di licenza di porto d'armi, dato l'ampio margine discrezionale dell'autorità di pubblica sicurezza, non deve essere particolarmente analitica, ma deve comunque consentire di individuare i presupposti fattuali della prognosi sfavorevole e di escludere l'irrazionalità o l'arbitrarietà della valutazione.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaLicenze e autorizzazioni di polizia
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblico
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di motivazioneEccesso di potereProporzionalità e ragionevolezza

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.