Cassazione Penale, Sentenza n. 47705/2024 del 31/12/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per violazione di legge e carenza della motivazione ai sensi dell'art. 11 della legge n. 69/2005: il ricorrente sosteneva che il mancato arresto non poteva prevalere sul fatto oggettivo che su di lui gravava un mandato di arresto europeo (MAE) e che il suo nominativo era inserito nella banca dati SIS, quindi che la Corte di appello di Milano fosse comunque competente a decidere sulla consegna e che si sarebbe dovuto procedere al suo arresto
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: la sentenza impugnata si era limitata a declinare la competenza territoriale (trasmettendo gli atti alla Corte di appello di Venezia ai sensi dell'art. 5, comma 2, legge n. 69/2005) e tale pronuncia sulla incompetenza territoriale non è impugnabile con ricorso per cassazione secondo l'art. 22, comma 1, legge n. 69/2005 e la giurisprudenza consolidata. La Corte ha richiamato che l'unico rimedio verso una declaratoria di incompetenza per territorio è il conflitto di competenza (art. 28 ss. c.p.p.) e che non è consentito il rinvio pregiudiziale ai sensi del nuovo art. 24-bis c.p.p. quando già sia intervenuta una decisione di incompetenza. Per tali ragioni il ricorso è inammissibile; il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
legge n. 69 del 2005, art. 5, comma 2
Norma utilizzata dalla Corte territoriale per individuare la Corte competente in base al criterio territoriale; la Corte d'appello di Milano ha trasferito gli atti alla Corte di appello di Venezia in applicazione di tale criterio
legge n. 69 del 2005, art. 11
Richiamata dal ricorrente per sostenere che l'esistenza del MAE e l'iscrizione nel SIS imponevano l'arresto e la competenza del giudice che lo aveva rilevato; la Corte di cassazione non ha ritenuto però che tale richiamo autorizzasse il ricorso per cassazione contro una sentenza di incompetenza territoriale
legge n. 69 del 2005, art. 22, comma 1
"contro la sentenza di cui all'articolo 17, la persona interessata, il suo difensore e il procuratore generale presso la corte di appello possono proporre ricorso per cassazione, entro cinque giorni dalla conoscenza legale della sentenza, solo per i motivi, contestualmente enunciati, di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1 dell'articolo 606 del codice di procedura penale"
Definisce in modo tassativo i casi in cui è possibile il ricorso per cassazione contro una sentenza che decide sulla consegna; la Corte interpreta tale norma nel senso che non comprende la sentenza che si limita a dichiarare l'incompetenza territoriale
legge n. 69 del 2005, art. 17
Articolo relativo alla pronuncia che valuta la sussistenza delle condizioni per disporre la consegna; la cassazione è ammessa solo contro questa tipologia di pronunce nei termini stabiliti dall'art. 22
codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lettere a), b), c)
Indica i motivi (es. violazione di legge, manifestamente illogica motivazione, ecc.) per i quali è consentito il ricorso per cassazione contro le sentenze di cui all'art. 17; la Corte sottolinea la natura tassativa di tali motivi
codice di procedura penale, art. 28 ss.
Indicano il rimedio del conflitto di competenza: la Corte afferma che, di fronte a una declaratoria di incompetenza territoriale, l'unico rimedio esperibile è il conflitto di competenza e non il ricorso per cassazione
codice di procedura penale, art. 24-bis
Norma sul rinvio pregiudiziale alla Corte delle questioni di competenza: la Corte osserva che tale strumento è incompatibile con situazioni in cui sia già intervenuta una decisione di incompetenza, per la natura anticipatoria del rimedio
codice di procedura penale, art. 616
Prevede il versamento alla Cassa delle ammende per le impugnazioni infondate o manifestamente inammissibili; la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento di euro 3.000 ai sensi di tale norma
Massime di principio
- Una sentenza che si limita a dichiarare l'incompetenza territoriale non è impugnabile con ricorso per cassazione: il ricorso per cassazione contro decisioni relative alla consegna è consentito solo per le pronunce di merito previste dall'art. 17 legge 69/2005 e nei limiti dell'art. 22 della stessa legge
- Il mezzo corretto per contrastare una declaratoria di incompetenza territoriale è il conflitto di competenza (art. 28 ss. c.p.p.); non va proposto un ricorso per cassazione quando la questione riguarda solo la competenza territoriale
- La mera presenza del nominativo nel SIS o il fatto che l'interessato si sia presentato spontaneamente agli uffici di polizia non determina automaticamente la competenza del giudice presso il quale ci si è presentati: la competenza si determina secondo i criteri di legge (es. art. 5 legge 69/2005) e può legittimamente essere trasferita ad altra Corte
- Prima di proporre ricorso per cassazione in materia di MAE conviene valutare se la pronuncia impugnata sia effettivamente una decisione di merito sulla consegna (impugnabile ai sensi dell'art. 22) o una pronuncia di incompetenza; in quest'ultimo caso il rimedio è il conflitto di competenza
- Ricorrere senza aver adottato il rimedio procedurale corretto espone al rischio di inammissibilità e alla condanna alle spese e a sanzioni (Cassa delle ammende) previste dal codice di procedura penale
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