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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38845/2024 del 22/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto di competenza negativo ai sensi dell'art. 30 cod. proc. pen., relativo alla destinazione e agli adempimenti esecutivi dei beni confiscati nel procedimento n. 3897/2019 R.G.N.R. (beni appartenenti a Simone Paiano, Salvatore Maraschio, Marco Cananiello, Andrea Marsella e Domenico Tunno), dopo la definizione del procedimento con sentenza irrevocabile del 21/04/2022. Il Giudice per le indagini preliminari di Foggia contestava il provvedimento della Corte di assise di appello di Lecce in ordine alla competenza su tali adempimenti, sostenendo che la risoluzione delle questioni esecutive spettasse al giudice davanti al quale erano passate in giudicato le statuizioni sulla confisca (la Corte di assise di appello), mentre la Corte di assise, con provvedimento dell'11/04/2024, aveva indicato il giudice dell'esecuzione identificato nel GIP di Foggia.

La decisione

La Corte di cassazione ha rilevato l'esistenza di un conflitto negativo di competenza tra il GIP di Foggia e la Corte di assise di appello di Lecce. Richiamando l'art. 86 disp. att. cod. proc. pen. e la giurisprudenza consolidata, la Corte ha ritenuto che la competenza sugli adempimenti esecutivi della misura ablatoria spetti, di regola, all'autorità giudiziaria che ha disposto l'originario sequestro e che, pertanto, nel caso concreto la competenza non spettava né al GIP di Foggia né alla Corte di assise di appello di Lecce, ma al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce (che aveva disposto l'originario sequestro). La Corte ha inoltre precisato che, nell'ambito del conflitto, essa può individuare un 'terzo giudice' anche se non parte del regolamento di competenza. In conclusione, è stato dichiarato il conflitto e assegnata la competenza al GIP del Tribunale di Lecce.

Norme richiamate

  • art. 30 cod. proc. pen.

    Fondamento procedurale per la sollevazione e la decisione sul conflitto negativo di competenza tra organi giudiziari

  • art. 86 disp. att. cod. proc. pen.

    art. 86 disposizioni di attuazione cod. proc. pen.

    Stabilisce che la cancelleria dell'autorità che ha disposto l'originario sequestro cura d'ufficio l'esecuzione delle statuizioni ablatorie divenute irrevocabili: da ciò deriva che le questioni sugli adempimenti esecutivi spettano, salvo diversa disposizione, all'autorità che ha adottato il provvedimento ablativo

  • Sez. 1, n. 41216 del 17/05/2018, Confl. in proc. Vineis (Rv. 274388 - 01)

    Sez. 1, n. 41216 del 17/05/2018

    Giurisprudenza che individua nell'art. 86 disp. att. il fondamento per assegnare al giudice che ha adottato il provvedimento ablativo la competenza sulle questioni relative agli adempimenti esecutivi

  • Sez. 6, n. 3494 del 04/12/1990, Severgnini (Rv. 186589 - 01)

    Sez. 6, n. 3494 del 04/12/1990

    Precedente interpretativo sul ruolo del pubblico ministero e della custodia delle cose sequestrate che fornisce contesto storico-interpretativo alla ripartizione delle funzioni esecutive

  • Sez. 1, n. 33379 del 23/06/2015, Confl. in proc. Marketing (Rv. 264619 - 01)

    Sez. 1, n. 33379 del 23/06/2015

    Principio secondo cui la Corte di cassazione, decidendo un conflitto negativo, non è vincolata al perimetro soggettivo della domanda e può individuare e assegnare la competenza a un 'terzo giudice' anche non originariamente parte del regolamento di competenza

  • Sez. 1, n. 5610 del 26/01/2022, Confl. in proc. Zizzo (Rv. 282724 - 01)

    Sez. 1, n. 5610 del 26/01/2022

    Conferma la possibilità per la Corte di cassazione di individuare il giudice competente diverso dalle parti coinvolte nel conflitto originario

Massime di principio

  • La competenza sugli adempimenti esecutivi delle misure ablative (confisca, distruzione, destinazione dei beni) spetta di regola all'autorità giudiziaria che ha disposto l'originario sequestro, in base all'art. 86 disp. att. cod. proc. pen.
  • Se più organi si rifiutano contemporaneamente di esercitare la cognizione sulla stessa questione (conflitto negativo), la Corte di cassazione può decidere il conflitto e, se del caso, individuare un giudice diverso dalle parti originarie ("terzo giudice") e attribuirgli la competenza
  • La circostanza che un giudice abbia emesso l'ultima pronuncia passata in giudicato non esclude automaticamente la competenza dell'autorità che ha disposto l'originario sequestro; va sempre verificata la fonte della misura ablativa e le disposizioni specifiche che ne regolano l'esecuzione
  • Nelle controversie sulla destinazione dei beni confiscati occorre distinguere tra il "giudice dell'esecuzione" (competenze normalmente operative) e il giudice che ha adottato il provvedimento ablativo (che può avere competenze decisive sugli adempimenti esecutivi per ragioni di coerenza sistematica)
  • In presenza di incertezza sulla competenza, è opportuno sollevare tempestivamente il conflitto di competenza o rivolgersi alla Corte di cassazione, poiché questa può ricomporre la discrepanza e assegnare la competenza in via definitiva

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