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Sentenza

Sentenza n. 1383/2026 - Salerno, Sezione 3

per l’annullamento: del provvedimento di revoca n. -OMISSIS- con cui è stata decretata la revoca del nulla osta lavorativo n. -OMISSIS- rilasciato in data -OMISSIS- e per l'effetto ordinare il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione.

Giustizia amministrativa202600092

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di revoca del nulla osta al lavoro subordinato per il decesso del legale rappresentante della società datrice prima della presentazione dell'istanza

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la revoca del nulla osta al lavoro subordinato, sostenendo che l'istanza fosse stata validamente presentata da soggetti delegati dal legale rappresentante della società datrice di lavoro. Ha dedotto che il decesso del legale rappresentante, intervenuto prima della presentazione dell'istanza ma dopo il conferimento della delega, non avesse estinto né la società né il mandato, trattandosi di un atto relativo all'esercizio dell'impresa. Sono stati invocati l'art. 2475-bis c.c. sui poteri di rappresentanza degli amministratori e gli artt. 1722 e 1729 c.c. in materia di estinzione ed efficacia del mandato. Il ricorrente ha inoltre chiesto il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione, affermando di avere trovato una nuova occupazione dopo il disinteresse della società datrice. L'amministrazione ha sostenuto che la revoca fosse atto dovuto, poiché il decesso del mandante avrebbe estinto il mandato prima della presentazione della domanda.

La decisione

Il ricorso è stato accolto in parte. Il TAR ha annullato il provvedimento di revoca del nulla osta. Pur riconoscendo che la morte del mandante costituisce, in via generale, causa di estinzione del mandato ai sensi dell'art. 1722, n. 1, c.c., il giudice ha rilevato che l'art. 1722, n. 4, c.c. esclude l'estinzione del mandato avente a oggetto atti relativi all'esercizio di un'impresa quando l'attività d'impresa prosegue, salvo recesso delle parti o degli eredi. La delega riguardava la presentazione di domande di flussi stagionali, atto strumentale all'assunzione di un lavoratore e quindi riferibile all'esercizio dell'impresa. Il decesso del legale rappresentante non aveva pertanto estinto il mandato, non essendo intervenuto il recesso del nuovo legale rappresentante. Il TAR ha aggiunto che, anche ove non fosse applicabile tale eccezione, l'amministrazione non aveva provato che il mandatario avesse conosciuto il decesso prima della presentazione dell'istanza; ai sensi dell'art. 1729 c.c., gli atti compiuti dal mandatario prima della conoscenza dell'estinzione del mandato restano validi. La revoca è stata quindi ritenuta illegittima e annullata. È stata invece respinta la domanda di rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione, poiché il ricorrente non aveva previamente presentato all'amministrazione una specifica istanza e l'amministrazione non aveva mai esercitato il relativo potere. Le spese sono state poste a carico dell'amministrazione, liquidate in euro 1.000, oltre accessori, rimborso forfettario e contributo unificato se versato.

Norme richiamate

  • art. 1722, n. 1, c.c.

    la morte del mandante costituisce causa di estinzione del mandato

    La morte del mandante estingue in via generale il mandato, salvo le eccezioni previste dalla stessa disposizione.

  • art. 1722, n. 4, c.c.

    il mandato che ha per oggetto il compimento di atti relativi all'esercizio di un'impresa non si estingue, se l'esercizio dell'impresa è continuato, salvo il diritto di recesso delle parti o degli eredi

    Il mandato relativo ad atti inerenti all'esercizio di un'impresa sopravvive alla morte del mandante quando l'attività d'impresa prosegue, salvo recesso.

  • art. 1729 c.c.

    Gli atti che il mandatario ha compiuti prima di conoscere l'estinzione del mandato sono validi nei confronti del mandante o dei suoi eredi.

    Anche ove il mandato si sia estinto, gli atti compiuti dal mandatario prima della conoscenza dell'estinzione conservano validità nei confronti del mandante o degli eredi; l'amministrazione deve provare, se rilevante, la conoscenza dell'estinzione anteriormente all'atto.

  • art. 2475-bis c.c.

    La morte del legale rappresentante non determina l'estinzione della società munita di autonoma personalità giuridica né, di per sé, la cessazione delle obbligazioni assunte dalla società.

  • art. 34, comma 2, c.p.a.

    Il giudice amministrativo non può pronunciarsi su poteri amministrativi non ancora esercitati; una domanda di rilascio di un titolo non previamente richiesta all'amministrazione e non esaminata nel provvedimento impugnato non può essere accolta.

Massime di principio

  • Il mandato avente a oggetto il compimento di atti relativi all'esercizio di un'impresa non si estingue per la morte del mandante quando l'attività d'impresa prosegue, salvo il recesso delle parti o degli eredi previsto dall'art. 1722, n. 4, c.c.
  • La morte del legale rappresentante di una società non estingue la società né rende automaticamente inefficaci gli atti inerenti alla sua attività d'impresa già oggetto di mandato o delega.
  • Anche quando si ritenga estinto il mandato, gli atti compiuti dal mandatario prima di conoscere l'estinzione restano validi ai sensi dell'art. 1729 c.c.; l'amministrazione che fonda la revoca di un titolo su tale estinzione deve dimostrare, ove rilevante, che il mandatario conoscesse il decesso prima del compimento dell'atto.
  • Il giudice amministrativo non può ordinare il rilascio di un titolo amministrativo in relazione a un potere non ancora esercitato: occorre che l'interessato abbia previamente presentato una specifica istanza e che l'amministrazione si sia pronunciata su di essa.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaPermesso di soggiornoInvalidità del provvedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiEfficacia ed esecutorietàDifetto di istruttoriaPrincipio di legalità e tipicità

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