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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17586/2024 del 03/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il GUP di Livorno ha rimesso alla Corte di cassazione la questione della competenza territoriale sollevata dalla difesa di Michele Lodi, che eccepiva lo spostamento della competenza per connessione tra il procedimento pendente a Livorno (bancarotta societaria e bancarotta fraudolenta documentale per Logico s.r.l., imputati: Fontana, Roversi e Lodi) e un procedimento in corso a Lodi (contestazioni al solo Lodi come amministratore di fatto della Sicurint Group). Il GUP ha rilevato un presunto contrasto giurisprudenziale circa i criteri per lo spostamento di competenza: se occorra che l'identità del disegno criminoso sia comune a tutti i compartecipi o se la regola dell'art. 16 c.1 c.p.p. (competenza per il reato più grave/precedente) possa prevalere anche quando la connessione riguarda solo alcuni imputati. Ha quindi chiesto l'intervento della Corte di cassazione ai sensi dell'art. 24-bis.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile la rimessione ex art. 24-bis. Ha ritenuto che il giudice remittente non abbia svolto la preliminare delibazione della non manifesta infondatezza richiesta dalla giurisprudenza di legittimità (mancata analisi delle deduzioni delle parti, genericità dell'eccezione difensiva, assenza di motivazione sul perché la questione non potesse essere risolta con gli ordinari strumenti). Ha inoltre osservato che i precedenti giurisprudenziali citati dal GUP non sono in conflitto tra loro e che la questione avrebbe potuto essere affrontata applicando i criteri ordinari (in particolare la regola di competenza prevista dall'art. 16 c.1 c.p.p.). Conseguenza: rimessione inammissibile e trasmissione degli atti al Tribunale di Livorno.

Norme richiamate

  • art. 24-bis cod. proc. pen.

    La norma disciplina la rimessione pregiudiziale alla Corte di cassazione da parte del giudice che solleva questioni di regola processuale; secondo la giurisprudenza citata, il giudice è tenuto a una preliminare delibazione della non manifesta infondatezza della questione e a motivare perché non sia possibile risolverla con gli ordinari strumenti processuali. La mancata motivazione comporta inammissibilità della rimessione.

  • art. 16, comma 1, cod. proc. pen.

    Criterio per l'individuazione della competenza territoriale nei casi di connessione: prevale il giudice competente per il reato più grave, o, in caso di pari gravità, per il reato commesso anteriormente. La Corte ha richiamato questa regola quale strumento ordinario per risolvere questioni di competenza anche quando i reati connessi differiscono per gravità o non siano tutti attribuiti agli stessi imputati.

Massime di principio

  • Una rimessione ex art. 24-bis è ammissibile solo se il giudice ha previamente valutato e motivato la non manifesta infondatezza della questione e dimostrato l'impossibilità di risolverla con gli ordinari strumenti processuali; la mera affermazione di contrasto giurisprudenziale senza analisi non basta.
  • Quando si eccepisce incompetenza territoriale per connessione, il giudice deve distinguere chiaramente se la connessione si basa sull'identità del disegno criminoso (che, per spostare competenza, richiede che il disegno sia comune ai compartecipi) oppure sui criteri di gravità/precedenza di cui all'art. 16 c.1 c.p.p.; applicare correttamente questi criteri spesso consente di decidere la competenza senza ricorrere alla cassazione.
  • La giurisprudenza non sembra in conflitto radicale sui principi di competenza: i diversi precedenti applicano regole diverse a situazioni fattuali differenti (connessione per identità del disegno vs. connessione per reati di diversa gravità), perciò il richiamo generico a un contrasto non fonda di per sé la rimessione.
  • Se la rimessione risulta inammissibile, la Corte rimette gli atti al giudice di merito che ha sollevato la questione (qui: Tribunale di Livorno), il quale dovrà decidere la competenza applicando i criteri ordinari e motivando adeguatamente.

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