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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23672/2022 del 17/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna per il reato previsto dall'art.189 d.lgs. 30 aprile 1992, n.285 sostenendo che la sentenza si sia fondata esclusivamente sulle dichiarazioni predibattimentali della persona offesa (deceduta) acquisite ai sensi dell'art.512 c.p.p. e prive di ulteriori elementi di supporto. La difesa chiede un'interpretazione costituzionalmente orientata dell'art.512 c.p.p. (o, in subordine, la rimessione alla Consulta), sul presupposto che tali dichiarazioni possano essere utilizzate a fini di condanna solo se vi siano elementi supplementari analoghi a quelli richiesti dall'art.192, comma 3, c.p.p., facendo riferimento alla giurisprudenza della Corte EDU (Al-Khawaja e Tahery) che limita l'uso di dichiarazioni decisive rese da soggetti assenti al dibattimento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto applicabile la giurisprudenza consolidata che consente l'utilizzabilità delle dichiarazioni predibattimentali acquisite ai sensi dell'art.512 c.p.p. anche come base esclusiva o determinante della condanna, purché rese in presenza di adeguate garanzie procedurali e di un accurato vaglio di credibilità (valutazione delle modalità di raccolta e compatibilità con i dati di contesto). Nel caso di specie la motivazione di merito ha indicato i bilanciamenti procedurali richiesti e risultano, inoltre, elementi acquisiti in dibattimento (escussione di testimoni che hanno confermato la dinamica e l'identificazione) che integrano la valutazione; il ricorso non ha contestato specificamente l'assenza di tali garanzie. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art.189 D.Lgs. 30 aprile 1992, n.285

    Norma che definisce il reato contestato (guida in stato di alterazione e omissione di soccorso); citata quale titolo di reato oggetto della condanna confermata.

  • art.512 c.p.p.

    Consente l'acquisizione e l'utilizzabilità delle dichiarazioni raccolte in assenza di contraddittorio in caso di impossibilità oggettiva del dichiarante (es. decesso). La Corte ha ritenuto che tali dichiarazioni possano costituire anche la base 'esclusiva e determinante' della condanna se rese in presenza di adeguate garanzie procedurali e dopo un accurato vaglio di credibilità.

  • art.192, comma 3, c.p.p.

    art.192, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiamato dalla difesa come parametro minimo di supporto probatorio. La Corte ha ritenuto che, pur non essendo identico, l'art.512 può essere applicato in modo compatibile con le garanzie richieste dalla Convenzione purché sussistano adeguate garanzie procedurali.

  • art.111 Cost.

    Richiamato come parametro costituzionale relativo al giusto processo; la Corte ha operato un'interpretazione conforme alla giurisprudenza europea senza riscontrare violazioni del diritto di difesa.

  • art.24 Cost.

    Richiamato insieme all'art.111 Cost. in tema di garanzie di difesa; la sentenza afferma che le garanzie possono essere bilanciate quando sussistono adeguati elementi di controllo della credibilità.

  • art.6 CEDU

    La Corte ha ritenuto compatibile con l'art.6 CEDU la condanna fondata su dichiarazioni decisive raccolte in assenza di contraddittorio quando esistono adeguate garanzie procedurali, alla luce delle sentenze della Grande Camera della Corte EDU (Al-Khawaja e Schatschaschwili).

  • Giurisprudenza Corte EDU - Al-Khawaja e Tahery; Schatschaschwili

    Al-Khawaja e Tahery (Grande Camera, 15/12/2011); Schatschaschwili (Grande Camera, 15/12/2015)

    Queste decisioni hanno stabilito che la condanna fondata su dichiarazioni unilaterali non assunte in contraddittorio può essere compatibile con l'art.6 CEDU se il sacrificio del diritto di difesa è bilanciato da adeguate garanzie procedurali; la Corte di Cassazione ha adeguato la propria interpretazione dell'art.512 c.p.p. a tali principi.

Massime di principio

  • Le dichiarazioni predibattimentali acquisite ai sensi dell'art.512 c.p.p. possono essere utilizzate anche come base esclusiva o determinante della condanna se sono presenti adeguate garanzie procedurali (modalità di raccolta rassicuranti, assenza di suggestionabilità, ecc.) e compatibilità con i dati di contesto.
  • Il decesso del dichiarante costituisce una impossibilità oggettiva che legittima l'acquisizione ex art.512 c.p.p. senza che ciò comporti automaticamente violazione dell'art.6 CEDU, purché non vi siano indizi di volontà di sottrarsi al contraddittorio.
  • La Corte EDU (Grande Camera) consente deroghe al divieto assoluto di utilizzare dichiarazioni non confrontabili in presenza di bilanciamenti procedurali adeguati; la giurisprudenza interna si è adeguata a tali orientamenti.
  • Per contrastare efficacemente l'uso di dichiarazioni predibattimentali il difensore deve contestare specificamente le modalità di raccolta, la genuinità, i rischi di suggestione o la mancanza di elementi di contesto che ne confermino l'attendibilità; mere eccezioni generiche sono insufficienti.
  • La presenza di elementi corroboranti acquisiti in dibattimento (testimoni che confermano la dinamica o le identificazioni, riscontri investigativi) diminuisce la vulnerabilità della prova cartolare e rende più difficile l'azione di impugnazione basata esclusivamente sul vizio di inammissibilità delle dichiarazioni predibattimentali.
  • In caso di dubbio fondato sull'assenza di garanzie procedurali, è percorribile la richiesta di rinvio alla Corte costituzionale solo se sussistono profili concreti di conflitto con la Costituzione non altrimenti risolvibili tramite l'interpretazione conforme alle convenzioni internazionali.

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