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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17730/2022 del 04/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugna per violazione del principio di correlazione tra imputazione e sentenza (art. 521 c.p.p.), sostenendo che la Corte territoriale avrebbe addebitato una condotta diversa da quella contestata: pur avendo l'imputazione descritto l'eventuale collegamento fraudolento di cavi al contatore di Trinchillo Alberto, la Corte avrebbe affermato che la Sali "ha tratto vantaggio dalla manomissione del contatore, sia stato o meno opera delle sue mani", cioè avrebbe ritenuto rilevante non solo chi ha manomesso ma anche chi ha beneficiato dell'alimentazione illecita.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto legittima la motivazione della corte territoriale secondo cui la consapevole e continuativa fruizione di energia elettrica sottratta integra l'impossessamento della "res" e rende configurabile il reato anche se la ricorrente non è colei che materialmente ha effettuato il collegamento dei cavi. Sul tema della correlazione imputazione-sentenza, la Corte ha ribadito che la violazione sussiste solo se c'è una trasformazione radicale del fatto con pregiudizio concreto alla difesa; qui non è avvenuto, poiché l'imputata ha potuto difendersi sull'oggetto del processo. Il ricorso è dunque respinto; la ricorrente è condannata al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Il principio di correlazione tra imputazione e sentenza è valutato in base alla conservazione del nucleo fattuale: la violazione si configura solo se il fatto è radicalmente mutato nei suoi elementi essenziali con effettivo pregiudizio della difesa.

  • art. 111, comma 2 Cost.

    Il diritto al contraddittorio non è leso quando la diversa qualificazione giuridica del fatto non sorprende l'imputato e questi ha avuto la possibilità di difendersi sull'oggetto storico del processo.

  • art. 6 CEDU

    Invocato in relazione al diritto a un processo equo; la Corte sottolinea che non c'è violazione se l'imputato e il difensore sono stati messi in condizione di intervenire sulla questione e non è stata operata una mutazione radicale del fatto.

  • Sez. 5, Sentenza n. 24592 del 30/04/2021 (Rv. 281440)

    Giurisprudenza richiamata per affermare che l'illecita fruizione consapevole dell'energia elettrica costituisce impossessamento della cosa (la "res"), e la registrazione del consumo ha valore probatorio dell'entità del danno.

  • Sez. U, Sentenza n. 36551 del 15/07/2010 (Rv. 248051)

    Giurisprudenza richiamata sul principio che la valutazione della correlazione non può limitarsi a un confronto letterale fra atto di accusa e sentenza: rileva se l'imputato ha avuto concreta possibilità di difendersi sull'oggetto dell'imputazione.

Massime di principio

  • La responsabilità per furto/appropriazione di energia elettrica può fondarsi sulla consapevole e continuativa fruizione dell'energia sottratta, anche se il soggetto non ha materialmente manomesso il contatore.
  • La violazione del principio di correlazione tra imputazione e sentenza sussiste solo se il fatto è stato radicalmente trasformato nelle sue caratteristiche essenziali con reale pregiudizio per la difesa.
  • Una diversa qualificazione giuridica in appello non costituisce automaticamente sorpresa lesiva del diritto di difesa se le parti sono state sin dall'inizio messe in condizione di intervenire sulla questione.
  • La registrazione dei consumi e l'addebito dei costi a terzi costituiscono elementi probatori della fruizione illecita e della quantificazione del danno.
  • I ricorsi in Cassazione privi di fondamento possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanna alle spese e alle ammende.

Testo integrale

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