Sentenza del 06/02/2020 n. 2809 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
Impugnazione del diniego di revisione della rendita catastale per cinque parcheggi realizzati in autosilos e degli avvisi di accertamento ICI per gli anni 2007 e 2008. La ricorrente sosteneva che gli immobili dovessero essere inquadrati nella categoria catastale E/3 con conseguente deroga contributiva ai fini ICI ai sensi del D.Lgs. n. 504/1992, art. 7, lett. b), e non nella categoria D/8 attribuita dall'Agenzia del Territorio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della contribuente. Ha confermato il giudizio della Commissione Tributaria Regionale che aveva inquadrato gli autosilos nella categoria D/8 ritenendo decisiva l'autonomia funzionale e reddituale degli autosilos e la gestione di natura imprenditoriale/ commerciale anche se svolta su suolo pubblico in regime di concessione e con vincoli tariffari. Sono state respinte tutte le doglianze procedurali della ricorrente (mancata integrazione del contraddittorio, improcedibilità dell'appello autonomo della concessionaria, formazione del giudicato interno su questioni non riproposte in appello, vizio di motivazione e omessa pronuncia sulla possibilità di nuova DOCFA). La Corte ha disposto le spese in favore del solo concessionario (PGE).
Norme richiamate
D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7, lett. b)
La norma disciplina le esenzioni ICI per alcune categorie di beni, e la ricorrente invocava l'applicazione della deroga contributiva per i parcheggi. La Corte ha ritenuto tale deroga non applicabile agli autosilos gestiti in forma imprenditoriale, confermando il classamento in D/8.
D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 56
le questioni ed eccezioni non accolte nella sentenza della Commissione tributaria provinciale che non sono state specificamente riproposte in appello si intendono rinunciate
La Corte ha applicato il principio secondo cui le eccezioni non riproposte dall'appellato in sede di appello si considerano rinunciate, con conseguente formazione del giudicato interno su quelle questioni.
Codice di Procedura Civile, artt. 333 e 335 c.p.c.
art. 335: tutte le impugnazioni proposte separatamente contro la stessa sentenza debbono essere riunite, anche d'ufficio, in un solo processo
Sebbene non sia stata formalmente disposta la riunione degli appelli, la Corte ha ritenuto non dannosa la mancata riunione quando le impugnazioni sono state trattate, discusse e decise unitariamente dallo stesso collegio.
D.Lgs. n. 163 del 2006, art. 143 (Codice degli appalti)
La norma consente la realizzazione di opere pubbliche da parte di privati in concessione; la Corte ha ritenuto che il fatto che l'opera sia realizzata o gestita in concessione non escluda la natura imprenditoriale dell'attività e quindi non vincoli l'inquadramento catastale verso la categoria E/3.
D.L. n. 262 del 2006, art. 2, comma 40
Richiamato in motivazione per attribuire rilievo all'autonomia funzionale e reddituale dell'autosilo: tale autonomia è elemento decisivo per l'inquadramento in categoria D/8.
Articoli c.p.c. citati (art. 112, 132, 329, 346, 360)
Richiami procedurali relativi al principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, vizio di motivazione e vizi di procedimento; la Corte ha ritenuto infondati i rilievi di illegittimità motivazionale e di omessa pronuncia, perché la decisione risultava sufficientemente motivata e comprensiva delle implicazioni richieste.
D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13
Norma sul contributo unificato: la sentenza dà atto dell'obbligo ulteriore a carico della ricorrente per il contributo unificato, confermando l'onere accessorio di legge.
Massime di principio
- Per il classamento catastale di parcheggi/autosilos non basta la locazione del terreno al pubblico o l'esistenza di vincoli tariffari: se l'attività è svolta con autonomia funzionale e reddituale e con gestione imprenditoriale, l'inquadramento come categoria D/8 è giustificato e l'esenzione E/3 non si applica.
- La qualità di concessionario o il fatto che l'opera sia realizzata/gestita su suolo pubblico non escludono la natura commerciale dell'attività rilevante ai fini fiscali.
- In contenzioso tributario, le questioni non riproposte in appello dall'appellato si intendono rinunciate: il giudicato interno si forma su tali questioni, con conseguenze di decadenza per il contribuente che non le solleva in appello.
- La mancata formale riunione di appelli separati non è sempre decisiva: se gli appelli sono stati trattati, discussi e decisi unitariamente dallo stesso collegio, la carenza formale non produce automaticamente l'annullabilità della decisione.
- Se gli immobili risultavano già iscritti in categoria D/8 e muniti di rendita catastale, non sussisteva l'obbligo di presentare una nuova dichiarazione ICI e non potevano essere imposte sanzioni per omessa dichiarazione su tale base.
- La possibilità di proporre una nuova DOCFA per ottenere diverso classamento non elimina l'efficacia di una pronuncia che implicitamente rigetta la richiesta di revisione quando il giudice decide per il mantenimento del classamento attribuito.
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