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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3450/2025 del 28/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che ha mantenuto la custodia cautelare in carcere in vista dell'estradizione negli USA, deducendo violazione di legge in relazione agli artt. 714, comma 2, e 274, lett. b) cod. proc. pen. e lamentando la mancanza di motivazione sulla sussistenza del pericolo di fuga, in assenza di elementi concreti e attuali idonei a dimostrare una reale propensione all'allontanamento clandestino.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte di appello abbia correttamente valorizzato due elementi: la gravità dei reati contestati negli USA (associazione per delinquere finalizzata a frode telematica, frode telematica, associazione per danneggiare computer protetto, associazione finalizzata al riciclaggio di denaro — corrispondenti, in Italia, agli artt. 416, 640-ter e 648-bis c.p.) e la mancanza di uno stabile radicamento dell'estradando in Italia (soggiorno temporaneo per motivi di vacanza presso parenti, abitazione messa a disposizione non sufficiente a dimostrare stabilità). La Corte ha inoltre richiamato il principio secondo cui in materia di misure cautelari strumentali all'estradizione il pericolo di fuga deve essere motivato su elementi concreti, ma ha osservato che qui la motivazione è congrua. Infine la Corte ha richiamato l'art. 719 c.p.p. che limita il ricorso per cassazione a violazioni di legge, escludendo i vizi meramente di motivazione. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 714, comma 2 cod. proc. pen.

    Invocato dal ricorrente per censurare la decisione cautelare; la Corte non ha ritenuto violato tale disposto alla luce della congrua valutazione del pericolo di fuga

  • art. 274, lett. b) cod. proc. pen.

    art. 274, lett. b) c.p.p.

    Richiamato dal ricorrente come presunta violazione procedurale; la Corte ha ritenuto che le doglianze concernessero in realtà la valutazione del merito e non una violazione di legge

  • art. 719 cod. proc. pen.

    Principio decisivo: il ricorso per cassazione contro provvedimenti in tema di revoca o sostituzione di misure cautelari strumentali all'estradizione è ammissibile solo per violazione di legge, non per vizio di motivazione

  • artt. 416, 640-ter, 648-bis cod. pen.

    artt. 416, 640-ter, 648-bis c.p.

    I reati statunitensi per cui è chiesta l'estradizione sono stati riconosciuti come corrispondenti a tali fattispecie penali italiane, contribuendo a valutare la gravità dei fatti e quindi il rischio di fuga

  • Titolo 18, U.S. Code (Section 1349, 2326, 1346, 371, 1956)

    Titolo 18, Section 1349 e 2326(2)(a) e (B); Section 1346 e 2326; Section 371; Section 1956(H)

    Normativa penale statunitense che descrive le accuse contestate all'estradando; la gravità di tali accuse è stata valorizzata dalla Corte italiana nel valutare il pericolo di fuga

Massime di principio

  • In materia di misure cautelari collegate all'estradizione passiva, il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge (art. 719 c.p.p.); i vizi meramente motivazionali sono inammissibili.
  • Il pericolo di fuga può essere fondato sulla combinazione della gravità dei reati contestati nel Paese richiedente e sulla mancanza di stabile radicamento dell'estradando nel territorio nazionale; entrambi gli elementi devono essere valutati con riferimento a elementi concreti e attuali.
  • La semplice disponibilità di un'abitazione o la presenza di parenti non è di per sé idonea a dimostrare un radicamento stabile quando il soggetto si trovi nel Paese per soggiorni temporanei.
  • Per contrastare una misura cautelare in vista di estradizione è necessario proporre elementi fattuali specifici e attuali che dimostrino l'assenza di propensione o di reale possibilità di allontanamento clandestino; generiche argomentazioni o riferimenti giurisprudenziali non prevalgono sulla congrua motivazione del giudice di merito.
  • Chi propone ricorso in cassazione contro provvedimenti cautelari collegati all'estradizione deve mirare a mostrare una violazione di legge formale o sostanziale, non solo la diversa valutazione dei fatti.

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