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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39944/2025 del 11/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Unico motivo di ricorso per cassazione: violazione di legge in relazione alla ritenuta applicabilità della confisca della statua in marmo e, più in generale, contestazione della decisione sulla restituzione del bene sequestrato.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che la Corte di appello, nel modificare la formula assolutoria, ha mantenuto il resto della sentenza di primo grado che non disponeva la confisca ma il dissequestro e la restituzione del bene all'avente diritto, individuato nel Comune di Ancona. La Suprema Corte ha richiamato la distinzione tra restituzione conseguente a revoca del sequestro e restituzione per perdita di efficacia del sequestro ex art. 323 c.1 c.p.p., precisando che nel caso di proscioglimento la restituzione va all'avente diritto e non automaticamente a chi era destinatario del sequestro. Ha inoltre rilevato che Quercetti non ha fornito prova dello ius possidendi sulla statua. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 323 cod. proc. pen., comma 1

    La perdita di efficacia del sequestro a seguito di sentenza di proscioglimento comporta la restituzione dell'oggetto all'avente diritto, che puo' essere diverso dal soggetto al quale il bene era stato sequestrato; distinta dalla restituzione conseguente a revoca del sequestro.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in Cassazione quando il ricorso viene rigettato.

  • Giurisprudenza della Cassazione (Sez. 2, n. 39247/2010; Sez. 2, n. 51753/2013; Sez. 2, n. 8027/11/02/2025; Sez. 1, n. 31388/12/01/2021)

    Costante orientamento secondo cui, in tema di sequestro preventivo, per ottenere la restituzione dopo proscioglimento occorre allegare e provare specificamente lo ius possidendi; non è sufficiente un generico richiamo al favor possessionis. Si ribadisce la distinzione tra revoca del sequestro e perdita di efficacia a seguito di sentenza.

Massime di principio

  • La restituzione del bene dopo una sentenza di proscioglimento non è automatica a favore del soggetto al quale il bene era stato sequestrato: occorre provare lo ius possidendi.
  • Bisogna distinguere chiaramente tra revoca del sequestro (che ristabilisce lo status quo ante a favore del soggetto al quale il bene fu sequestrato) e perdita di efficacia del sequestro per proscioglimento (che determina la restituzione all'avente diritto, eventualmente diverso dal sequestrato).
  • Chi reclama la restituzione deve produrre prova positiva della titolarità o di un diritto giuridicamente apprezzabile sul bene; il mero possesso non basta.
  • Enti pubblici o terzi titolari di diritto reale sul bene possono ottenere la restituzione anche se il bene era materialmente nella disponibilità di un altro soggetto al momento del sequestro.
  • In sede di ricorso per cassazione, l'assenza di fondamento del motivo comporta il rigetto e la possibile condanna alle spese di giudizio ex art. 616 c.p.p.

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