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Sentenza

Sentenza n. 146/2026 - Campobasso, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione cautelare dell’ordinanza contingibile e urgente n. -OMISSIS-del 27.01.2026, a firma del Sindaco del Comune di Termoli, prot. di partenza n.-OMISSIS- del 04,02,2026, recante a oggetto “Ordinanza contingibile e urgente per la messa in sicurezza delle unità immobiliari presso l’edificio localizzato in -OMISSIS-ai civici nn.-OMISSIS-e”, nella parte in cui individua tra i destinatari delle prescrizioni e degli ordini in essa contenuti -OMISSIS- (oggi -OMISSIS-), “in qualità di proprietaria per 1/1 dell'immobile distinto in catasto al -OMISSIS-”; nonché di ogni altro atto e provvedimento prodromico, consequenziale o, comunque, connesso a quelli oggetto del presente ricorso, ancorché ad oggi non conosciuto, ivi compresi, ove occorrer possa: a) la nota del Comune di Termoli, prot. di partenza n.-OMISSIS- del 17.02.2026 recante a oggetto “Notifica ordinanza sindacale n. -OMISSIS-del 27.01.2026, avente ad oggetto Ordinanza contingibile e urgente per la messa in sicurezza delle unità immobiliari presso l’edificio localizzato in -OMISSIS- ai civici nn.-OMISSIS-e. Comunicazione Nuovo Studio Legale -OMISSIS-s”; b) la nota del Comune di Termoli, prot. di partenza n. -OMISSIS- dell’11.03.2026, recante a oggetto “Ordinanza contingibile e urgente n. -OMISSIS-del 27.01.2026 per la messa in sicurezza delle unità immobiliari presso l’edificio sito in -OMISSIS- (civici n. -OMISSIS-) angolo -OMISSIS- - Riscontro istanza di annullamento in autotutela ai sensi dell’art.21-nonies della L. n. 241/1990 acquisita al prot. n. -OMISSIS- dell’11.02.2026”, mediante la quale è stato espresso il diniego all’istanza di annullamento in autotutela presentata nell’interesse di -OMISSIS- e acquisita al protocollo comunale con n. -OMISSIS- dell’11/02/2026;

Giustizia amministrativa202600086

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Molise, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza contingibile e urgente del Sindaco di Termoli per la messa in sicurezza di un edificio, nella parte in cui individuava la società di leasing quale destinataria degli ordini

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente, proprietaria dell’unità immobiliare ma priva della materiale disponibilità del bene, concesso in leasing e detenuto dall’utilizzatore, ha impugnato l’ordinanza sindacale che imponeva ai proprietari delle unità immobiliari di eseguire senza indugio i lavori di messa in sicurezza e di produrre la relativa certificazione tecnica. Ha dedotto l’eccesso di potere per travisamento dei presupposti e illogicità manifesta, la carenza di legittimazione passiva rispetto agli obblighi imposti, la violazione e falsa applicazione degli artt. 50 e 54 d.lgs. 267/2000, nonché la violazione degli artt. 1, 3 e 6 l. 241/1990, del principio di buon andamento e degli obblighi di istruttoria. Il Comune ha eccepito l’infondatezza del ricorso e la sopravvenuta improcedibilità, richiamando l’adozione di una successiva ordinanza contingibile e urgente estesa anche all’utilizzatore dell’immobile. In camera di consiglio le parti hanno concordato sul sopravvenuto difetto di interesse.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare nel merito i motivi relativi alla legittimazione passiva della società, ai presupposti delle ordinanze contingibili e urgenti, alla carenza istruttoria e alla violazione della legge n. 241/1990. La decisione è stata adottata con sentenza breve ai sensi dell’art. 60 c.p.a., dopo che il Comune aveva adottato una successiva ordinanza contingibile e urgente estendendo l’efficacia del comando anche all’utilizzatore dell’immobile e le parti avevano concordato sulla sopravvenuta carenza di interesse. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Sentite le stesse parti, ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.

    Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, dopo aver sentito le parti, nel giudizio introdotto per la tutela cautelare.

  • art. 50 d.lgs. 267/2000

    Richiamato tra i parametri di legittimità dell’ordinanza contingibile e urgente, ma non esaminato nel merito per la sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 54 d.lgs. 267/2000

    ai sensi e per gli effetti dell’art. 54, comma 4

    Costituiva la base normativa delle ordinanze sindacali contingibili e urgenti, ma la relativa legittimità non è stata scrutinata in ragione dell’improcedibilità.

  • artt. 1, 3 e 6 l. 241/1990

    Invocati dalla ricorrente con riguardo ai principi dell’azione amministrativa, all’obbligo di motivazione e alla partecipazione procedimentale; non esaminati nel merito.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio, sopravviene un fatto che elimina l’interesse concreto e attuale del ricorrente alla decisione sulla domanda di annullamento, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
  • L’adozione di un successivo provvedimento amministrativo può determinare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione sul provvedimento originariamente impugnato quando, secondo quanto riconosciuto dalle parti e valutato dal giudice, il nuovo atto rende non più utile la pronuncia richiesta.

Come è indicizzato

MaterieOrdinanze contingibili e urgentiInvalidità del provvedimentoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEnti locali e organizzazione amministrativaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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