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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3813/2022 del 03/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva respinto la richiesta di restituzione dell'immobile confiscato ai sensi dell'art. 12-sexies L. n. 356/1992 in relazione alla condanna irrevocabile del padre (416-bis c.p.). Il ricorrente sosteneva che l'immobile era stato acquistato con la provvista derivante da un mutuo erogato il 14/03/2005 (prima della stipula del contratto del 09/05/2005), che il mutuo copriva interamente il prezzo, che la fideiussione dei genitori aveva reso possibile l'erogazione e che i ratei mensili (circa 170 euro) erano sostenibili anche grazie ai canoni di locazione percepiti.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che la Corte d'appello aveva correttamente ritenuto indimostrata la legittima provenienza della provvista: dagli atti non risultava che la somma erogata dalla banca fosse stata trasferita direttamente al venditore né erano prodotti documenti che provassero le modalità materiali del pagamento. Inoltre le deduzioni difensive erano generiche e prive di documentazione probatoria (conti correnti, prove dei canoni, dettagli sul mutuo). La Corte ha richiamato il principio secondo il quale la mera indicazione dell'esistenza di una provvista sufficiente (es. mutuo) non basta a dimostrare l'origine lecita dei fondi né la proporzionalità rispetto alla capacità reddituale. Condanna del ricorrente alle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000,00.

Norme richiamate

  • art. 12-sexies, legge n. 356 del 1992

    La norma disciplina la confisca dei beni; la Corte ha interpretato che, ai fini della revoca/restauro per terzi, l'onere probatorio sulla legittima provenienza dei beni grava sul proposto e non è assolto dalla sola esistenza di una provvista (mutuo). Devono essere prodotti elementi fattuali concreti che dimostrino l'impiego di risorse lecite e la proporzionalità rispetto alla capacità reddituale.

  • art. 416-bis cod. pen.

    Norma sostanziale contestata al genitore, la cui condanna irrevocabile ha legittimato la misura di confisca applicata all'immobile; la rilevanza è soltanto ai fini dell'applicazione della confisca prevista dalla normativa antimafia.

  • Principio giurisprudenziale della Corte di cassazione (richiamato)

    "l'onere di allegazione difensiva in ordine alla legittima provenienza dei beni non può essere soddisfatto con la mera indicazione della esistenza di una provvista sufficiente per concludere il negozio di acquisto degli stessi, dovendo invece indicarsi gli elementi fattuali dai quali il giudice possa dedurre che il bene non sia stato acquistato con i proventi di attività illecita, ovvero ricorrendo ad esborsi non sproporzionati rispetto alla sua capacità reddituale"

    La giurisprudenza afferma che ottenere un mutuo non è di per sé prova della lecita origine dei mezzi o dell'effettivo impiego delle somme nell'acquisto; il terzo che chiede la restituzione deve produrre documenti idonei (bonifici, quietanze, estratti conto, contratti di locazione comprovati, dettagli sul rapporto di mutuo) e dimostrare la congruità rispetto ai redditi.

Massime di principio

  • Il terzo che chiede la restituzione di un bene confiscato deve fornire prove specifiche e documentali della legittima provenienza dei mezzi impiegati (es. bonifici intestati al venditore, quietanze, movimenti bancari che dimostrino il passaggio della somma).
  • La mera esistenza di un finanziamento (mutuo) erogato prima della compravendita non basta a dimostrare che il denaro sia stato effettivamente utilizzato per pagare il prezzo o che le risorse siano di origine lecita.
  • È necessario dimostrare non solo la provvista iniziale ma anche la capacità reddituale reale e continuativa dell'acquirente a sostenere il rimborso del mutuo (documenti retributivi, contratti di locazione con prove di incasso, estratti conto).
  • Se le deduzioni difensive sono generiche e prive di documenti probatori, il ricorso rischia l'inammissibilità e possibili condanne per spese e sanzioni pecuniarie.
  • In situazioni analoghe conviene produrre in primo grado tutta la documentazione bancaria e contrattuale rilevante: contratto di mutuo dettagliato, prove dell'erogazione al venditore, ricevute di pagamento del prezzo, estratti conto e prove di entrate compatibili con i rimborsi.

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