Sentenza n. 2123/2026 - Napoli, Sezione 6
per l'ottemperanza della sentenza n.5958/2025 adottata dal Tar Campania - Napoli a definizione del giudizio n.5767/24 r.g. pubblicata il 22.08.2025 e notificata il 04.09.2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata ottemperanza alla sentenza del TAR Campania n. 5958/2025, che aveva annullato il diniego dell'istanza di emersione imponendo la riedizione del potere e la conclusione del procedimento
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza deducendo che la sentenza del TAR Campania n. 5958/2025, notificata il 4 settembre 2025 e passata in giudicato, non era stata eseguita dall'Amministrazione. La sentenza aveva dichiarato improcedibile il ricorso contro l'archiviazione della pratica di emersione, poiché l'Amministrazione aveva riaperto il procedimento e adottato un diniego espresso, ma aveva accolto i motivi aggiunti contro tale diniego, ritenendo irragionevolmente penalizzante il breve termine concesso per l'integrazione documentale e violato il principio di leale cooperazione, anche in considerazione della documentazione già trasmessa dal ricorrente. Il diniego era stato annullato, salvi gli esiti dell'ulteriore istruttoria. Nonostante la notificazione della sentenza, la richiesta di convocazione e un successivo sollecito, l'Amministrazione si era limitata a comunicare che occorreva attendere un nuovo parere dell'Ispettorato territoriale del lavoro, senza concludere il procedimento. Il ricorrente ha quindi lamentato l'inerzia dell'Amministrazione e la violazione dell'obbligo conformativo derivante dal giudicato.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, ritenendo che l'effetto conformativo della sentenza n. 5958/2025 imponesse all'Amministrazione non solo di rinnovare l'esercizio del potere amministrativo secondo le indicazioni contenute nella sentenza, ma anche di concludere il procedimento. Ha ordinato al Ministero dell'Interno e all'Ufficio Territoriale del Governo di Napoli di dare esecuzione al giudicato entro sessanta giorni dalla comunicazione della sentenza o dalla sua notificazione di parte, se anteriore. Per il caso di ulteriore inerzia, ha nominato commissario ad acta il direttore della Direzione centrale per le politiche migratorie del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'Interno, con facoltà di delega, attribuendogli un ulteriore termine di sessanta giorni per provvedere su istanza della parte ricorrente. L'Amministrazione è stata condannata alle spese di lite, liquidate in euro 1.000,00 oltre accessori, con restituzione del contributo unificato.
Norme richiamate
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale base per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte interessata.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- L'annullamento giurisdizionale di un provvedimento amministrativo con salvezza degli esiti dell'ulteriore istruttoria produce un effetto conformativo che obbliga l'amministrazione a rieditare il potere nel rispetto delle statuizioni della sentenza e a concludere il procedimento.
- L'attesa di ulteriori acquisizioni istruttorie, quale il parere di un'altra amministrazione, non esonera l'amministrazione soccombente dall'obbligo di dare esecuzione al giudicato entro un termine ragionevole e secondo le indicazioni conformative contenute nella sentenza.
- Nel giudizio di ottemperanza, in caso di persistente inerzia dell'amministrazione dopo l'ordine giudiziale di provvedere, il giudice amministrativo può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, attribuendogli il potere di sostituirsi all'amministrazione decorso il termine assegnato.
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