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Sentenza

Sentenza n. 408/2026 - Milano, Sezione 4

per l'annullamento del provvedimento di rigetto dell'istanza di conversione del permesso di soggiorno da minore età a lavoro subordinato/attesa occupazione presentato a mezzo kit postale in data 31.08.2021 codice assicurata n. -OMISSIS-, notificato al ricorrente in data 5 Agosto 2025, nonché di ogni atto presupposto, conseguente e/o connesso;

Giustizia amministrativa202504060

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della Questura alla conversione del permesso di soggiorno per minore età in permesso per lavoro subordinato o attesa occupazione

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego della Questura, notificato il 5 agosto 2025, relativo all'istanza di conversione presentata il 31 agosto 2021. L'amministrazione aveva rilevato l'assenza di nomina di un tutore e la mancata documentazione di un percorso di alfabetizzazione, ma non aveva posto tali circostanze a fondamento del diniego. Il rigetto era stato motivato esclusivamente con la mancata acquisizione del parere della Direzione generale dell'immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, previsto dall'art. 32, commi 1-bis e 1-ter, d.lgs. n. 286/1998. Il ricorrente ha dedotto la violazione dell'art. 32, comma 1 e 1-bis, d.lgs. n. 286/1998.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego. L'art. 32 d.lgs. n. 286/1998 disciplina due ipotesi di conversione del permesso rilasciato a minori stranieri non accompagnati: quella dei minori affidati ai sensi dell'art. 2 l. n. 184/1983 o sottoposti a tutela, per i quali deve essere acquisito il parere dell'autorità oggi competente presso la Direzione generale dell'immigrazione e delle politiche di integrazione, e quella dei minori inseriti per almeno due anni in un progetto di integrazione sociale e civile. L'acquisizione del parere costituisce un adempimento istruttorio gravante sull'amministrazione e non sull'istante. In applicazione dell'art. 6, comma 1, lett. b), l. n. 241/1990, il responsabile del procedimento deve accertare d'ufficio i fatti e compiere gli atti necessari all'istruttoria. Il parere è obbligatorio ma non vincolante: la Questura conserva il potere decisorio e, dopo averlo acquisito, deve valutare la posizione lavorativa del richiedente. Il diniego, adottato senza acquisire il parere e senza procedere alla successiva valutazione della posizione lavorativa, è stato quindi ritenuto illegittimo. Le spese sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 32, commi 1, 1-bis e 1-ter, d.lgs. n. 286/1998

    La disposizione contempla distinte ipotesi di conversione del permesso rilasciato a minori stranieri non accompagnati e impone, nella fattispecie considerata, l'acquisizione del parere della Direzione generale dell'immigrazione e delle politiche di integrazione.

  • art. 6, comma 1, lett. b), l. n. 241/1990

    accerta di ufficio i fatti, disponendo il compimento degli atti all’uopo necessari, e adotta ogni misura per l’adeguato e sollecito svolgimento dell’istruttoria

    Il responsabile del procedimento deve acquisire d'ufficio il parere necessario; tale adempimento non può essere trasferito a carico dell'istante.

  • art. 2, l. n. 184/1983

    È richiamato quale base normativa dell'affidamento dei minori stranieri non accompagnati rilevante ai fini della prima ipotesi di conversione prevista dall'art. 32 d.lgs. n. 286/1998.

  • art. 52, d.P.R. 31 agosto 1999, n. 394

    È richiamato per individuare i progetti di integrazione sociale e civile gestiti da enti iscritti nel registro istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Massime di principio

  • Nella procedura di conversione del permesso di soggiorno rilasciato per minore età a un minore straniero non accompagnato, l'acquisizione del parere previsto dall'art. 32 d.lgs. n. 286/1998 costituisce un adempimento istruttorio obbligatorio a carico dell'amministrazione e non può essere imposto al richiedente.
  • Il parere della Direzione generale dell'immigrazione e delle politiche di integrazione richiesto ai fini della conversione del permesso di soggiorno è obbligatorio ma non vincolante: l'amministrazione dell'Interno deve acquisirlo, ma conserva il potere di decidere sulla conversione.
  • Il diniego di conversione adottato senza l'acquisizione del parere obbligatorio e senza la successiva valutazione della posizione lavorativa dell'interessato viola l'art. 32 d.lgs. n. 286/1998 ed è illegittimo.
  • In applicazione dell'art. 6, comma 1, lett. b), l. n. 241/1990, il responsabile del procedimento deve acquisire d'ufficio gli atti necessari all'istruttoria, anche quando siano nella disponibilità di un'altra amministrazione.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoria

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