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Sentenza

Sentenza n. 389/2026 - Bari, Sezione 3

avverso il silenzio-inadempimento serbato dalla Provincia di Barletta Andria Trani sull'istanza, notificata il 26.06.2025 - di restituzione, previa sua riduzione in pristino, dell'area corrispondente al foglio 73, p.lle 195, 197, 199 e 201 del Catasto Terreni del Comune di Trani, di proprietà dell'Azienda ricorrente ovvero, -in subordine, di acquisizione ex art. 42 bis d.P.R. n.327/2001; con contestuale adozione, ai sensi dell'art. 34, comma 1, lett. e) D.lgs. n. 104/2010 di tutte le misure idonee ad assicurare l'attuazione del giudicato e delle pronunce non sospese;

Giustizia amministrativa202501571

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. IIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento della Provincia sull’istanza di restituzione e riduzione in pristino dell’area occupata senza titolo, ovvero di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

La società ricorrente ha dedotto di essere proprietaria di terreni siti nel Comune di Trani, in parte occupati dalla Provincia per la realizzazione di una derivazione della strada provinciale n. 13, senza che fossero state avviate o concluse formalità espropriative né acquisiti diritti sull’area. Ha quindi chiesto all’amministrazione la restituzione del fondo previa riduzione in pristino oppure, in subordine, l’acquisizione al patrimonio indisponibile ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001. A fronte dell’istanza notificata il 26 giugno 2025, la Provincia è rimasta inerte. La ricorrente ha impugnato il silenzio, lamentando la violazione dell’obbligo giuridico di provvedere e chiedendo l’adozione delle misure necessarie ad assicurare l’attuazione della decisione, inclusa la nomina di un commissario ad acta.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto provata l’occupazione senza titolo e la realizzazione dell’opera sulla base della documentazione prodotta e del significativo valore indiziante della mancata costituzione della Provincia, pur precisando che tale inerzia non determina applicazione del principio di non contestazione. Ha affermato che, in presenza di un’occupazione sine titulo, l’amministrazione non può mantenere indefinitamente la situazione illecita, ma deve necessariamente scegliere tra la restituzione dell’area, con eventuale riduzione in pristino e risarcimento, oppure l’attivazione di un legittimo procedimento di acquisizione ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001. Sebbene la decisione sull’acquisizione sanante sia discrezionale e il procedimento sia officioso, il proprietario può sollecitarne l’avvio e l’amministrazione è obbligata a pronunciarsi, anche quando l’obbligo di provvedere deriva dall’assetto complessivo della disciplina e da ragioni di giustizia ed equità, anziché da un’espressa previsione dell’iniziativa privata. Il silenzio della Provincia è stato pertanto dichiarato illegittimo. L’amministrazione è stata condannata ad adottare un provvedimento espresso entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Per l’eventuale persistente inadempimento è stato nominato commissario ad acta il Prefetto della Provincia BAT, o un suo delegato, con ulteriore termine di 60 giorni. La Provincia è stata condannata alle spese di lite, liquidate in euro 2.000 oltre accessori e rimborso del contributo unificato, nonché all’eventuale compenso del commissario. Sono state disposte le trasmissioni alla Procura regionale della Corte dei conti e all’organismo interno di valutazione nei termini indicati nel dispositivo.

Norme richiamate

  • art. 2 l. 241/1990

    Il silenzio-rifiuto è un istituto riconducibile ad un’inadempienza dell’amministrazione, in rapporto a un sussistente obbligo di provvedere.

    L’obbligo di provvedere sussiste quando il procedimento debba essere iniziato d’ufficio o consegua obbligatoriamente a un’istanza; può inoltre essere ricavato dall’analisi complessiva della disciplina, anche senza un’espressa previsione del potere di iniziativa del privato.

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    le amministrazioni hanno infatti l’obbligo giuridico di far venir meno, in ogni caso, l’occupazione “sine titulo”

    In presenza di occupazione illegittima, l’amministrazione deve porre fine alla situazione di illecito permanente, scegliendo tra restituzione del bene e attivazione di un legittimo procedimento di acquisizione sanante; la valutazione sull’acquisizione resta discrezionale, ma non è consentita l’inerzia indefinita.

  • art. 31 d.lgs. 104/2010

    Il giudizio avverso il silenzio consente di accertare l’illegittimità dell’inerzia e di ordinare all’amministrazione l’adozione di un provvedimento espresso.

  • art. 34, comma 1, lett. e), d.lgs. 104/2010

    Il giudice può adottare le misure necessarie a garantire l’attuazione della decisione, inclusa la nomina di un commissario ad acta in caso di persistente inadempimento.

  • art. 2, comma 8, l. 241/1990

    La sentenza dispone la trasmissione alla Procura regionale della Corte dei conti al passaggio in giudicato, in relazione all’eventuale responsabilità erariale connessa alla mancata esecuzione.

  • art. 2, comma 9, l. 241/1990

    La decisione viene trasmessa anche all’organismo interno di valutazione dell’amministrazione intimata.

Massime di principio

  • In presenza di un’occupazione di un bene privato senza titolo, l’amministrazione non può mantenere indefinitamente la situazione illecita, ma deve scegliere tra la restituzione del bene, con eventuale riduzione in pristino e risarcimento, e l’attivazione di un legittimo procedimento di acquisizione sanante.
  • Anche se il procedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 è officioso e la scelta di procedere all’acquisizione è discrezionale, il proprietario può sollecitarne l’avvio e l’amministrazione ha l’obbligo di adottare un provvedimento espresso sulla situazione di occupazione senza titolo.
  • L’obbligo di provvedere può sussistere anche in assenza di una disposizione che riconosca espressamente al privato il potere di presentare l’istanza, quando dall’assetto complessivo delle norme e da ragioni di giustizia ed equità emerga la necessità di una determinazione amministrativa.
  • Nel giudizio avverso il silenzio, accertata l’occupazione senza titolo e l’inerzia dell’amministrazione, il giudice può ordinare l’adozione di un provvedimento espresso entro un termine e nominare contestualmente un commissario ad acta per l’eventuale ulteriore inadempimento.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanza
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneOttemperanza e commissario ad actaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaEffetto conformativo e riedizione del potere

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