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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3772/2025 del 29/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Mangone impugna l'ordinanza del Tribunale del riesame che ha dichiarato inammissibile l'appello contro l'ordinanza della Corte d'appello (11/12/2023) che aveva deciso di non provvedere sulla revoca del sequestro preventivo riguardante saldi di conti correnti, quote societarie e l'intero compendio aziendale della G.B. System s.r.l. La difesa deduce violazione di legge e illogicità motivazionale perché: 1) l'ordinanza della Corte d'appello sarebbe autonomamente impugnabile ai sensi dell'art. 322-bis c.p.p.; 2) il Tribunale del riesame non avrebbe valutato le censure sulla mancanza del nesso di pertinenzialità tra i beni sequestrati e i reati attribuiti ad altri imputati; 3) il Tribunale avrebbe erroneamente rilevato una preclusione processuale dovuta alla pendenza di un ricorso per cassazione che, secondo la difesa, riguarda solo questioni sanzionatorie e non la misura ablativa.

La decisione

La Corte rigetta il ricorso come infondato. Sul punto dell'impugnabilità autonoma esiste contrasto giurisprudenziale; anche ammettendo l'impugnabilità, il rimedio sarebbe l'appello cautelare ex art. 322-bis c.p.p., non utilizzato in modo pertinente dal ricorrente. Sul merito processuale la Corte ritiene i motivi generici e aspecifici: la censura sulla mancanza del nesso di pertinenzialità non coglieva la questione fondamentale, poiché la confisca eventualmente applicabile è la confisca allargata ex art. 240-bis c.p., che non richiede il nesso di pertinenzialità previsto per la confisca ordinaria ex art. 240 c.p. La Corte ha richiamato la giurisprudenza (Sez. U. n. 27421/2021) che definisce la confisca allargata come misura autonoma basata sulla sproporzione tra beni e redditi. Mancando un confronto specifico con tali argomentazioni, il motivo difensivo è ritenuto generico e inammissibile. Conseguentemente la revoca formale del sequestro nei confronti del Mangone non ha comportato la restituzione dei beni che restano vincolati in relazione agli imputati condannati per i reati-spia, e il ricorso è rigettato.

Norme richiamate

  • art. 322-bis cod. proc. pen.

    Individua l'appello cautelare come rimedio per impugnare provvedimenti cautelari o diversi da quelli impositivi; la Corte osserva che, se il provvedimento fosse autonomamente impugnabile, tale appello sarebbe il mezzo adeguato.

  • art. 240-bis cod. pen.

    Disciplina la confisca in casi particolari (confisca allargata): non richiede il nesso di pertinenzialità tra beni e specifico reato, ma mira a colpire beni di valore sproporzionato rispetto a redditi/attività del soggetto condannato.

  • art. 240 cod. pen.

    Disciplina la confisca ordinaria, basata sul nesso di pertinenzialità; la Corte distingue questo istituto dalla confisca allargata, sottolineando che la censura basata sulla pertinenzialità non si attaglia alla fattispecie della confisca allargata.

  • art. 586 cod. proc. pen.

    Richiamato nel quadro delle impugnazioni congiunte a sentenza; la giurisprudenza menzionata valuta l'impugnabilità dei provvedimenti di restituzione/sequestro unitamente alla sentenza di condanna ai sensi di questa norma.

  • Sez. U, sent. n. 27421/2021

    Affermata la natura autonoma della confisca allargata ex art. 240-bis come misura obbligatoria e diversa dalla confisca ordinaria; chiarita la logica della presunzione relativa di origine illecita dei beni sproporzionati rispetto ai redditi.

  • Giurisprudenza contrastante (es. Sez. 5, n. 14715/2019; Sez. 6, n. 2337/2015)

    Esiste contrasto sulla autonoma impugnabilità dei provvedimenti in materia di restituzione/sequestro: alcuni orientamenti negano impugnabilità autonoma, altri ammettono appello cautelare per provvedimenti adottati dopo la sentenza dibattimentale.

Massime di principio

  • Quando un provvedimento di restituzione o di mantenimento del sequestro è adottato dopo la sentenza di merito, la questione della sua autonoma impugnabilità è controversa: il rimedio praticabile, se ammesso, è l'appello cautelare ex art. 322-bis c.p.p.
  • La confisca allargata ex art. 240-bis c.p. non richiede la prova del nesso di pertinenzialità tra beni e reato come invece richiede la confisca ordinaria ex art. 240 c.p.; le censure fondate su detta pertinenzialità sono quindi inadeguate se il giudice ha applicato la confisca allargata.
  • In cassazione i motivi generici o aspecifici che non si confrontano in modo puntuale con le argomentazioni della motivazione sono inammissibili e comportano il rigetto dell'impugnazione.
  • La pendenza di altre impugnazioni non sempre determina preclusione: occorre verificare la coincidenza soggettiva e oggettiva dell'oggetto delle impugnazioni (litispendenza) prima di ritenere preclusiva un'altra impugnazione.
  • Per impugnare efficacemente misure ablative o conservativi-patrimoniali è essenziale scegliere il corretto rimedio processuale e formulare censure specifiche che mettano a confronto le differenti basi giuridiche (confisca ordinaria vs confisca allargata) utilizzate dai giudici.

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