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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35260/2024 del 19/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello di Bologna che ha confermato la condanna, in abbreviato, per violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale. Deduce due motivi: (1) violazione dell'art. 62-bis c.p. e vizio di motivazione per omissione di valutazione del tempo trascorso tra l'adozione della misura di prevenzione e la nuova sottoposizione, chiedendo il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche in ragione di una minore pericolosità; (2) violazione dell'art. 99 c.p. e vizio di motivazione relativo alla ritenuta recidiva, sostenendo che la recidiva è stata accertata nonostante l'occasionalità della ricaduta e la significativa distanza temporale dalle condanne pregresse (2003 e 2005) rispetto al fatto del 2012.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo inammissibile per genericità e perché la questione era già stata adeguatamente esaminata dalla Corte territoriale, la quale aveva motivato l'esclusione delle attenuanti generiche sulla base dei numerosi e gravi precedenti dell'imputato e dell'assenza di elementi positivi forniti dalla difesa. Anche la censura sulla recidiva è stata respinta: la Corte ha giudicato adeguata la motivazione del giudice di appello che aveva valutato la natura e la omogeneità dei reati, la persistenza della inclinazione delinquenziale nonostante la distanza temporale e aveva escluso l'occasionalità della ricaduta. Per l'inammissibilità del ricorso il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro tremila in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 62-bis cod. pen.

    Il ricorrente richiamava norme relative al trattamento delle circostanze attenuanti; la Corte ha ritenuto che il riconoscimento delle attenuanti generiche richiede elementi concreti e positivi che giustifichino un trattamento meno severo, e che tale valutazione rientra nella discrezionalità del giudice di merito

  • art. 99 cod. pen.

    L'art. 99 è stato interpretato alla luce della giurisprudenza: la recidiva va valutata concretamente considerando natura e omogeneità dei reati, qualità e offensività dei comportamenti, distanza temporale, occasionalità della ricaduta e altri parametri individualizzanti; la mera distanza cronologica non esclude automaticamente la recidiva

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per disporre la condanna alle spese processuali e, in caso di impugnazione inammissibile o irrituale, per imporre un contributo alla Cassa delle ammende; la Corte ha quantificato tale somma in euro tremila

Massime di principio

  • La concessione delle circostanze attenuanti generiche richiede prova di elementi positivi e non può essere imposta per il solo decorso del tempo; la loro valutazione è essenzialmente discrezionale e sindacabile in Cassazione solo per vizio motivazionale serio
  • La recidiva va valutata caso per caso: la distanza temporale tra precedenti e reato successivo non determina automaticamente l'assenza di recidiva se le condotte precedenti indicano una perdurante inclinazione criminale
  • Se un motivo di ricorso solleva questioni già affrontate e adeguatamente motivate dal giudice di merito, la Cassazione può dichiarare il ricorso inammissibile per genericità o per carenza di specificità
  • Ricorsi inammissibili o procedimenti di impugnazione irrituali possono comportare condanna alle spese e pagamento a favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; l'onere sanzionatorio è commisurato anche alla valutazione di colpa dell'impugnazione

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