Sentenza del 27/07/2023 n. 22735 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
Disputa sulla deducibilità degli interessi passivi relativi a un mutuo rinegoziato nel 2008 e sulla legittimità della richiesta di rimborso IRES per interessi non dedotti. L'Ufficio aveva negato il rimborso ritenendo che la procedura di adesione su PVC (concordata in precedenza per altre voci: "management fees" e ritenute omesse) vincolasse irretrattabilmente l'imponibile dell'anno e che, inoltre, la deducibilità ottenuta tramite interpello fosse condizionata al fatto che il nuovo mutuo non fosse per importo superiore a quello originario e non peggiorativo nelle condizioni. La contribuente sosteneva invece che il PVC fosse parziale e non riferito agli interessi passivi, che l'interpello non poteva imporre limiti non previsti dalla legge e che il nuovo mutuo era congruo (parte estinzione capitale, parte per ristrutturazione) e non elusivo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Ha confermato che il PVC in questione era limitato alla contestazione sui "management fees" e non aveva per oggetto la deduzione degli interessi passivi, per cui non impediva alla contribuente di chiedere il rimborso. Ha anche ritenuto che la norma della L. n. 244/2007, art. 1, comma 36, ammette la non rilevanza, fino alle modifiche normative, degli interessi passivi sui finanziamenti garantiti da ipoteca destinati alla locazione, senza introdurre un limite di indeducibilità basato sul peggioramento delle condizioni del finanziamento rinegoziato; l'interpello non poteva quindi imporre limiti non previsti dalla legge. Pertanto il diniego dell'Ufficio è stato dichiarato infondato e la sentenza di appello favorevole alla contribuente è stata confermata. Condanna dell'Agenzia alle spese di giudizio.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 218 del 1997, artt. 2 e 5-bis
Richiamato dall'erario per sostenere profili di competenza e applicazione procedurale relativi all'accertamento e all'adesione; la Corte ha però ritenuto che la valutazione della natura concreta del PVC (parziale) fosse questione di fatto non sindacabile in questa sede e che l'adesione vincola solo quanto espressamente definito.
D.P.R. n. 600 del 1973, art. 41-bis
Invocato dall'Amministrazione per i profili di irretroattività/definizione dell'imponibile; la Corte ha ribadito che l'effetto vincolante dell'adesione riguarda soltanto gli aspetti concretamente oggetto del PVC.
Art. 1362 cod. civ.
Riferimento ai principi contrattuali dell'atto di adesione: la Corte ha sottolineato che l'adesione è un negozio che può vincolare solo a quanto specificamente pattuito e non può estendersi a voci non ricomprese nel PVC.
L. n. 244 del 2007, art. 1, comma 36
Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze è istituita una commissione di studio sulla fiscalità diretta e indiretta delle imprese immobiliari, con il compito di proporre, entro il 30 giugno 2008, l'adozione di modifiche normative, con effetto anche a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007 volte alla semplificazione e alla razionalizzazione del sistema vigente, tenendo conto delle differenziazioni esistenti tra attività di gestione e attività di costruzione e della possibilità di prevedere, compatibilmente con le esigenze di gettito, disposizioni agevolative in funzione della politica di sviluppo dell'edilizia abitativa, ferma restando, fino all'applicazione delle suddette modifiche normative, la non rilevanza ai fini dell'art. 96 del Testo Unico delle imposte sui redditi, di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, degli interessi passivi relativi a finanziamenti garantiti da ipoteca su immobili destinati alla locazione
La norma � stata interpretata in senso ampio: fino all'intervento normativo successivo gli interessi passivi sui finanziamenti ipotecari per immobili destinati alla locazione non sono rilevanti ai fini dell'art. 96 TUIR. La disposizione non prevede limiti oggettivi o la condizione di 'miglioramento' del tasso per la deducibilità; eventuali limiti non possono essere introdotti dall'Amministrazione tramite interpello.
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 96
Richiamato nel testo della L. 244/2007: la non rilevanza degli interessi passivi per i finanziamenti garantiti da ipoteca su immobili locati era posta in via transitoria fino al completamento delle modifiche normative.
Massime di principio
- Un PVC (processo verbale di constatazione) con adesione vincola le parti solo relativamente alle questioni espressamente oggetto del PVC; un'adesione su profili parziali non preclude istanze o rimborsi riguardanti voci non contemplate nel PVC.
- La qualificazione concreta del PVC (parziale o generale) è questione di fatto: la parte che invoca l'effetto vincolante deve dimostrare che l'oggetto dell'adesione comprendeva espressamente la specifica voce contestata.
- La deducibilità degli interessi passivi disciplinata da una disposizione di legge non può essere limitata dall'Amministrazione tramite condizioni aggiuntive non previste dal testo normativo o da atti amministrativi generali.
- Nel confrontare condizioni di finanziamento per valutare presunte condotte elusive o antieconomiche occorre riferirsi al periodo e alla struttura del nuovo indebitamento (mutuo sostitutivo/nuovo accesso al credito) e non automaticamente al tasso iniziale pluriennale del finanziamento originario senza considerare le modifiche temporanee o le esigenze documentate (es. necessità di lavori).
- Per ottenere rimborsi o deduzioni relative a interessi passivi è importante documentare la finalità economica dell'indebitamento (estinzione di debito precedente, opere di ristrutturazione, inerzia aziendale) e l'assenza di operazioni elusive o di manifesta antieconomicità.
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