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Sentenza

Sentenza n. 6117/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Calabria (Sezione Prima) n. 01985/2025, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202601117

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Sentenza del TAR Calabria n. 1985/2025, che aveva respinto il ricorso per l'ottemperanza alla sentenza n. 681/2017 relativa alla classificazione del rischio frana dell'area di via Miraglia

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari interessati)

Prevale il privato

La controversia

Gli appellanti hanno impugnato la sentenza del TAR Calabria sostenendo che l'annullamento della variante al PAI 2001, che aveva elevato il rischio frana dell'area da R2 a R4, avesse automaticamente ripristinato la classificazione R2 e imponesse l'aggiornamento della cartografia. Hanno dedotto contraddittorietà della sentenza, violazione e mancata ottemperanza al giudicato, sostenendo che la nuova istruttoria indicata nella sentenza del 2017 costituisse un'attività amministrativa successiva ed eventuale, non una condizione per il ripristino della classificazione preesistente. Il Comune ha eccepito il difetto di legittimazione attiva di alcuni appellanti che agivano quali eredi, nonché il proprio difetto di legittimazione passiva per l'assenza di competenza sulla classificazione del rischio e sull'aggiornamento delle cartografie.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'eccezione relativa alla legittimazione attiva, rilevando che essa dipende dall'affermazione, contenuta nella domanda, della titolarità della posizione azionata e che gli appellanti avevano dedotto di essere eredi dei ricorrenti vittoriosi; inoltre, l'eccezione era priva di prova. È stata respinta anche l'eccezione di difetto di legittimazione passiva del Comune, poiché l'ente era stato evocato in relazione agli atti negatori delle posizioni degli appellanti e all'assenza della cartografia ufficiale R2. Nel merito, l'appello è stato accolto nei limiti indicati in motivazione. L'annullamento della variante PAI ha prodotto l'effetto costitutivo di rimozione dell'atto e l'effetto ripristinatorio della classificazione R2 vigente anteriormente alla variante. Tuttavia, la sentenza del 2017 aveva mantenuto in capo alle amministrazioni il compito di verificare nuovamente, previa adeguata istruttoria, il rischio idrogeologico e di assumere le determinazioni necessarie. L'Autorità di Bacino deve quindi riesercitare obbligatoriamente il potere di pianificazione e classificazione, conservando uno spazio di discrezionalità tecnica quanto al livello di rischio da accertare; può confermare R2 oppure individuare un diverso livello di rischio, purché all'esito di un'istruttoria adeguata e nel rispetto del giudicato. Deve inoltre aggiornare la cartografia e il Comune deve prestare la collaborazione necessaria e compiere gli atti conseguenti. Il termine per provvedere è stato fissato in 90 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza; in caso di persistente inerzia, potrà essere nominato un commissario ad acta. Le spese di entrambi i gradi sono state poste a carico dell'Autorità di Bacino per euro 4.500, oltre accessori e spese generali; sono state compensate nei confronti del Comune.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.a.

    azioni chiaramente esecutive

    Il giudizio di ottemperanza comprende anche azioni di natura esecutiva dirette a dare attuazione al giudicato.

  • art. 114 c.p.a.

    azioni di natura cognitoria

    Il giudizio di ottemperanza può comprendere anche profili cognitori, oltre a quelli strettamente esecutivi.

  • sentenza Adunanza Plenaria Consiglio di Stato 15 gennaio 2013, n. 2

    dalla sentenza di annullamento di un provvedimento amministrativo illegittimo scaturiscono tre ordini di effetti: 1) un effetto costitutivo di annullamento; 2) un effetto ripristinatorio; 3) un effetto conformativo

    La sentenza di annullamento elimina l'atto, ripristina la situazione giuridica lesa e vincola l'amministrazione nella successiva riedizione del potere.

Massime di principio

  • L'annullamento giurisdizionale di un provvedimento amministrativo lesivo di un interesse legittimo oppositivo produce immediatamente l'effetto costitutivo di rimozione dell'atto e l'effetto ripristinatorio della situazione giuridica preesistente, senza necessità di un'ulteriore attività conformativa per tale reintegrazione.
  • L'effetto ripristinatorio dell'annullamento non esclude che l'amministrazione conservi uno spazio di discrezionalità per riesercitare il potere, quando la sentenza abbia espressamente imposto una nuova istruttoria e la verifica dei presupposti sostanziali dell'azione amministrativa.
  • Quando il giudicato annulla una classificazione di rischio per carenza di istruttoria e motivazione, l'amministrazione competente deve riesercitare il potere di classificazione sulla base di un'istruttoria adeguata; può confermare la classificazione preesistente oppure adottarne una diversa, ma non può rimanere inerte.
  • L'ottemperanza al giudicato comprende anche gli adempimenti materiali e amministrativi conseguenti alla decisione, inclusa, quando necessaria, la correzione o l'aggiornamento della cartografia ufficiale.
  • La legittimazione ad agire si valuta in relazione alla prospettazione contenuta nella domanda, mentre la titolarità effettiva del diritto o dell'interesse fatto valere attiene al merito; la deduzione della qualità di erede è sufficiente a radicare la legittimazione, salva la prova della titolarità nel merito.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaVincoli urbanistici
RamiProcesso amministrativoUrbanistica e governo del territorio
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereLegittimazione e interesse a ricorrereDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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