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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32518/2025 del 01/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso il rigetto dell'istanza di applicazione della disciplina del reato continuato (art. 81 cod. pen.) per più reati in materia di stupefacenti (art. 73 d.P.R. 309/1990) commessi in date diverse (7/2/2020; 15/9/2023; 20/3/2024). La difesa ha contestato violazione di legge e vizio di motivazione (artt. 81 cod. pen., 125 e 671 cod. proc. pen.), sostenendo che i delitti sono per lo più omogenei, che la distanza temporale non è decisiva, che la progressione non dimostra mancanza di un disegno unitario e che lo stato di tossicodipendenza (accertato nel 2024 ma riferito dalla difesa al 2014) non è stato valutato adeguatamente.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione abbia svolto un esame concreto dei tempi, delle modalità e delle caratteristiche delle singole condotte, evidenziando: distanza temporale significativa tra gli episodi; eterogeneità dei reati (alcuni commessi con reati connessi alle armi/ esplosivi; tipologie di illeciti diverse: commi 1 e 4 vs comma 5 dell'art. 73); e mancata prova di una progettazione unitaria sin dall'anno 2020. Inoltre la Corte ha ricordato che lo stato di tossicodipendenza, pur potendo assumere rilievo probatorio se allegato, non determina automaticamente il riconoscimento della continuazione. Non essendo stati forniti elementi ulteriori rispetto alla sola condizione di tossicodipendenza, il provvedimento impugnato è stato ritenuto motivato e corretto. Conseguentemente il ricorso è rigettato e la ricorrente è condannata al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Richiesta l'esistenza di un 'disegno criminoso' unitario ideato sin dall'origine; la continuazione richiede un'unitarietà teleologica e non si identifica con la semplice reiterazione o abitudine criminosa. La valutazione è indiziaria e il giudice deve considerare indicatori quali vicinanza temporale, omogeneità del bene tutelato, modalità operative e contesto.

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    Norma che sanziona i reati in materia di stupefacenti; la sentenza prende in esame diverse fattispecie previste dai commi 1, 4 e 5 (con rilevanza della diversità di tipologia e gravità ai fini della valutazione dell'omogeneità delle condotte).

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata in relazione alle censure sulla motivazione e sugli atti dell'esecuzione; la Corte verifica la correttezza dell'istruttoria e della motivazione del giudice dell'esecuzione.

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Previsto il riferimento allo stato di tossicodipendenza nell'ambito dell'istanza di riconoscimento della continuazione; secondo la giurisprudenza citata, tale riferimento incide sul piano probatorio (onere di allegazione a carico della difesa) ma non modifica i presupposti sostanziali dell'istituto della continuazione descritti dall'art. 81 cod. pen.

Massime di principio

  • Per riconoscere la continuazione ai sensi dell'art. 81 cod. pen. è necessario dimostrare una programmazione/ideazione unitaria sin dall'origine; non basta la mera reiterazione di reati o una 'scelta di vita' dedita al crimine.
  • Indicatori utili per accertare il disegno unitario: breve distanza temporale tra i fatti, omogeneità del bene giuridico tutelato, modalità operative simili, collegamento logico-temporale e condizioni di tempo/luogo.
  • Un consistente intervallo temporale tra gli episodi è indizio di autonome ideazioni criminose, salvo la presenza di elementi specifici che giustifichino una attuazione frazionata di un progetto unitario.
  • Lo stato di tossicodipendenza può essere un elemento probatorio a favore della continuazione, ma non è decisivo di per sé: la difesa deve allegarne e documentarne l'incidenza concreta sull'ideazione unitaria.
  • Se il giudice dell'esecuzione motiva con riferimento concreto a tempi, modalità e omogeneità delle condotte, tale motivazione è normalmente sufficiente a respingere la richiesta di continuazione se emergono elementi contrari.
  • L'onere di allegazione e, in concreto, di fornire elementi diversi dalla sola condizione personale (es. tossicodipendenza) grava sulla difesa: senza prove aggiuntive la richiesta di continuazione è difficilmente accolta.

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