Cassazione Penale, Sentenza n. 39191/2022 del 18/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza per incompetenza funzionale del Giudice dell'esecuzione del Tribunale di Napoli: secondo l'art. 665 c.p.p. il giudice competente è quello che ha emesso il provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo; nel caso concreto l'ultima pronuncia irrevocabile era la sentenza della Corte d'appello di Napoli (15/06/2020, irrevocabile successivamente), per cui la competenza in esecuzione non poteva spettare al GIP del Tribunale di Napoli.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore: ha rilevato che la competenza del giudice dell'esecuzione è funzionale, assoluta e inderogabile e che, coordinando l'art. 665 c.p.p. con il principio della perpetuatio iurisdictionis e con il comma 2 dello stesso articolo, il provvedimento irrevocabile per ultimo era la sentenza della Corte d'appello di Napoli che aveva riformato la decisione di primo grado. Perciò l'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi alla Corte d'appello di Napoli.
Norme richiamate
art. 665 cod. proc. pen. (comma 4)
Se l'esecuzione concerne più provvedimenti emessi da giudici diversi, è competente il giudice che ha emesso il provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo
La Corte ha interpretato la norma nel senso che la competenza in materia esecutiva si determina rispetto al provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo, tenendo conto della data della richiesta formulata in sede esecutiva (principio della perpetuatio iurisdictionis).
art. 665 cod. proc. pen. (comma 2)
Quando è stato proposto appello, se il provvedimento è stato confermato o riformato soltanto in relazione alla pena, alle misure di sicurezza o alle disposizioni civili, è competente il giudice di primo grado, altrimenti è competente il giudice di appello
La Corte precisa che la locuzione "in relazione alla pena" comprende anche gli aspetti attinenti all'applicazione e all'esecuzione della pena (es. revoca o concessione di benefici). Se l'appello ha operato una riforma sostanziale che incide sull'esecuzione, la competenza spetta al giudice d'appello.
principio della perpetuatio iurisdictionis
Nell'individuare quale provvedimento sia divenuto irrevocabile per ultimo occorre fare riferimento alla data della richiesta in sede esecutiva; la competenza si conserva in capo al giudice individuato secondo tale criterio.
principio di unità dell'esecuzione (giurisprudenziale)
Nei procedimenti con più imputati, se il giudice d'appello ha riformato sostanzialmente la decisione rispetto ad alcuni imputati, la competenza dell'appello ad eseguire si estende anche sugli altri imputati (unitarietà dell'esecuzione), anche se per questi ultimi la decisione è stata confermata.
Massime di principio
- Per determinare il giudice competente in esecuzione bisogna individuare quale provvedimento è divenuto irrevocabile per ultimo, considerando la data della richiesta esecutiva (perpetuatio iurisdictionis).
- Se l'appello ha inciso solo sulla misura della pena senza influire sull'applicazione o sull'esecuzione (né su benefici o misure), la competenza resta del giudice di primo grado; se invece l'appello ha riformato sostanzialmente la decisione o ha modificato aspetti che riguardano l'esecuzione, la competenza spetta al giudice d'appello.
- In procedimenti con più imputati vige il principio di unità dell'esecuzione: una riforma sostanziale operata in appello può trasferire la competenza esecutiva all'appello anche per gli imputati per i quali la decisione è stata confermata.
- La competenza del giudice dell'esecuzione è funzionale, assoluta e inderogabile: la sua violazione determina nullità rilevabile d'ufficio e comporta l'annullamento dell'atto e la trasmissione degli atti al giudice competente.
- In pratica, prima di proporre o resistere a istanze esecutive verificare lo stato dei gradi di giudizio (se e come l'appello ha riformato la sentenza) e la data di irrevocabilità effettiva per evitare decisioni adottate da giudice incompetente.
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