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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 484/2022 del 12/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva rigettato la richiesta di misura cautelare custodiale avanzata dal PM per il pericolo di reiterazione di reati contro il patrimonio. Il PM contestava che il Tribunale aveva errato motivazione ritenendo che lo stato di detenzione del prevenuto per altro procedimento preclusse la rilevanza di una nuova misura, aveva valutato in modo contraddittorio la presenza di esigenze cautelari (da un lato riconoscendo l'autonomia dei titoli detentivi, dall'altro ritenendo che la cautela già in essere escludesse l'utilità della nuova misura) e aveva fatto valutazioni prognostiche sui possibili sviluppi di altra misura cautelare non consentite al giudice chiamato a decidere solo sul presente procedimento.

La decisione

La Corte annulla l'ordinanza impugnata e rinvia il giudizio al Tribunale di Ancona - Sezione Riesame per un nuovo esame. La Corte rileva un vizio della motivazione per insufficienza e contraddittorietà: il Tribunale del Riesame, pur richiamando il principio di autonomia dei titoli di detenzione, ha poi fondato il rigetto sulla esistenza della custodia già in atto e su elementi che in realtà depongono per la pericolosità di reiterazione; inoltre ha effettuato valutazioni prognostiche sulle sorti di altra misura che non poteva compiere. La Corte richiama i criteri di concretezza e attualità del pericolo di reiterazione ex art. 274 c.p.p. e ordina nuovo esame secondo i principi richiamati.

Norme richiamate

  • art. 624 c.p.

    Norma sostanziale richiamata per i reati di furto: la sentenza la enumera tra i capi di imputazione ma l'interpretazione rilevante è che la gravità indiziaria non basta da sola per giustificare la misura cautelare

  • art. 625 c.p.

    Aggravanti connesse ai furti contestati; citata come parte della descrizione dei fatti e delle aggravanti che valorizzano la gravità del quadro indiziario

  • art. 648 c.p.

    Reato di ricettazione contestato per l'acquisto/possesso di bene provento di furto; considerato nel quadro complessivo della condotta del ricorrente

  • art. 101 c.p.

    Norma sulla recidiva specifica richiamata nei capi di imputazione come circostanza aggravante

  • art. 235 c.p.

    Richiamato come possibile causa di espulsione (riferimento alla posizione dello straniero), citazione a fini descrittivi delle conseguenze penali/amministrative

  • art. 15 D.lvo 286/1998

    Norma sull'ordine di espulsione per stranieri: citata tra le possibili conseguenze dell'imputazione penale

  • art. 310 c.p.p.

    Titolo procedurale che disciplina l'appello del pubblico ministero contro le decisioni del giudice: invocato quale rimedio esercitato dal PM

  • art. 274 comma 1 lett. c) c.p.p.

    Criterio per la misura cautelare in relazione al pericolo di reiterazione: richiede che il pericolo sia concreto e attuale e desumibile dalle modalità del fatto e dalla personalità dell'indagato; principio applicato dalla Corte per valutare la correttezza del riesame

  • art. 173 disp. att. c.p.p.

    Richiama il limite di motivazione del ricorso (motivi strettamente necessari); citato perché il PM ha osservato i limiti di motivazione nel proporre il ricorso

  • art. 606 comma 1 lett. e) c.p.p.

    Ground di annullamento per vizio di motivazione (insufficienza/contraddittorietà): la Corte lo adotta per giustificare l'annullamento dell'ordinanza del riesame

  • art. 284 c.p.p.

    Norma sulle misure cautelari non detentive e sui requisiti (es. domicilio idoneo): citata nel dibattito sul fatto che l'eventuale misura alternativa può richiedere un domicilio idoneo

  • art. 297 c.p.p.

    Richiamato relativamente al computo dei termini di durata della misura cautelare, come possibile ambito di rilevanza della conoscenza preventiva dei fatti

Massime di principio

  • Lo stato di detenzione per altra causa non esclude di per sé la configurabilità di esigenze cautelari relative a un distinto procedimento: ogni titolo detentivo è autonomo e va valutato nel suo procedimento
  • Il giudice chiamato a decidere su una misura cautelare non può fare valutazioni prognostiche sulle sorti di altri titoli detentivi o su decisioni di altri organi: deve motivare con riferimento esclusivo agli elementi pertinenti al procedimento in esame
  • Per disporre la custodia cautelare per pericolo di reiterazione è necessario dimostrare concretezza e attualità del pericolo, desumibili dalle modalità del fatto e dalla personalità dell'indagato, non basandosi solo sulla gravità del titolo di reato
  • La motivazione del rigetto o della concessione della misura cautelare deve essere coerente e non contraddittoria: il richiamo a principi generali (es. autonomia dei titoli) richiede una applicazione logica nei singoli passaggi motivazionali
  • È onere, in parte, dell'indagato fornire dati sul titolo di carcerazione e sul residuo pena se ritiene che ciò possa incidere sull'operatività di misure alternative; tuttavia il giudice non può esimersi dal valutare autonomamente le esigenze cautelari del nuovo procedimento
  • In presenza di più procedimenti penali, il giudice del riesame deve valutare l'utilità effettiva della misura richiesta rispetto alla situazione detentiva esistente, senza limitarsi a considerazioni speculative sull'improbabile revoca o modifica dell'altro titolo

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