Cassazione Penale, Sentenza n. 18412/2024 del 10/05/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato in Cassazione la sentenza della Corte d'Appello di Brescia del 16/11/2023. Principali censure: 1) (Berera e Cattaneo) vizio di motivazione e violazione di legge sul trattamento sanzionatorio, con particolare riferimento all'applicazione dell'istituto della continuazione (art. 81 c.p.) e al computo della riduzione di pena per le circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.), rilevando una presunta incoerenza tra motivazione e dispositivo e una duplicazione dell'aumento per continuazione; 2) (De Vuono) deducevano vizio di utilizzabilità dei tabulati telefonici acquisiti dal P.M. per mancata o generica motivazione del decreto acquisitivo e contestavano che la responsabilità fosse fondata su presunzioni di geolocalizzazione e su interpretazione di messaggi equivoci.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo relativo a Berera nella parte in cui emergeva una discordanza tra dispositivo e motivazione circa l'aumento per continuazione su taluni capi: ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente al trattamento sanzionatorio di Berera e ha rideterminato la pena in anni 6, mesi 5 e giorni 10 di reclusione, fermo restando quanto già inflitto per i capi 30) e 31). Ha dichiarato inammissibili gli altri motivi di Berera e i ricorsi di Cattaneo e De Vuono. Quanto a De Vuono, la Cassazione ha ritenuto utilizzabili i tabulati perché risultava documentalmente il decreto di acquisizione del P.M. del 25/11/2016 e la motivazione, pur sintetica, era adeguata; le questioni probatorie sulla geolocalizzazione sono state ritenute di merito e non sindacabili in Cassazione. Per gli appellanti inammissibili (Cattaneo e De Vuono) è disposta la condanna alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende; De Vuono è condannato alla rifusione delle spese della parte civile per il giudizio di legittimità nella misura indicata.
Norme richiamate
art. 23, comma 8, d.l. n.137 del 2020 conv. in l. n.176 del 2020
Richiamata come norma procedurale relativa alle forme di procedimento seguite
art. 81 c.p. (continuazione)
Usata per valutare se debba applicarsi l'aumento unico per reati commessi con un unico disegno criminoso; la Corte ha evidenziato che non è ammissibile una duplice attribuzione dell'aumento tra motivazione e dispositivo e che il dispositivo prevale sulla motivazione
art. 62-bis c.p. (circostanze attenuanti generiche)
Richiamata nella controversia sul calcolo della riduzione della pena; la Corte ha ritenuto che la specifica censura non era stata devoluta nei precedenti gradi e quindi non poteva essere esaminata in Cassazione
art. 15 Cost.
Invocato dal ricorrente De Vuono in relazione alla tutela della riservatezza e alla utilizzabilità di prove (tabulati) acquisite senza autorizzazione; la Corte ha ritenuto che la presenza del decreto motivato del P.M. e la giurisprudenza pertinente legittimavano l'utilizzo dei tabulati nel caso concreto
art. 132, comma 3, d.lgs. 196/2003 e D.L. 30/09/2021 n.132 conv. con l. 23/11/2021 n.178
Richiamati in relazione alla disciplina dell'acquisizione e utilizzazione dei dati del traffico telefonico e alla normativa transitoria che limita l'utilizzo dei tabulati acquisiti prima del D.L.; la sentenza rescindente aveva imposto al giudice del rinvio di verificare i presupposti e l'eventuale necessità di elementi probatori aggiuntivi
art. 616 c.p.p.
Richiamato per la condanna alle spese processuali e per la sanzione a favore della Cassa delle Ammende a carico dei ricorrenti inammissibili
Massime di principio
- Il dispositivo prevale sulla motivazione: contraddizioni tra dispositivo e motivazione sul trattamento sanzionatorio vanno risolte dando efficacia al dispositivo; se ne può derogare solo con annullamento e rideterminazione ove possibile
- Non è ammissibile una duplicazione dell'aumento per continuazione: l'aumento complessivo va calcolato in modo unitario e coerente con quanto disposto nel dispositivo
- Questioni nuove relative al calcolo delle circostanze attenuanti (art. 62-bis) che non siano state previamente devolute nei gradi di merito non sono esaminabili in Cassazione
- La valutazione della prova (es. interpretazione di geolocalizzazioni o messaggi) è in linea di massima materia di merito e non sindacabile in sede di legittimità, salvo vizi logico-giuridici gravi
- I tabulati telefonici acquisiti dal P.M. possono essere utilizzati se esiste un decreto autorizzativo adeguatamente motivato; per acquisizioni anteriori alla disciplina transitoria il loro utilizzo può essere limitato salvo la presenza di elementi probatori aggiuntivi richiesti dalla normativa transitoria
- Ricorsi in Cassazione non ammissibili o manifestamente infondati comportano condanne alle spese e possibili sanzioni (Cassa delle Ammende); le richieste di parte civile sono liquidate solo se esiste interesse processuale collegato alle censure proposte
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