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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43730/2024 del 29/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite secondo cui la conoscenza dell'accusa deve derivare da un provvedimento formale di "vocatio in iudicium" e che l'avviso di conclusione delle indagini non è equivalente a tale provvedimento. Perciò ha annullato l'ordinanza impugnata della Corte d'Appello di Ancona e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio alla stessa corte.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Istanza di rescissione del giudicato derivante da sentenza irrevocabile del Tribunale di Fermo (13/04/2018). Il ricorrente deduceva che non aveva avuto effettiva conoscenza dell'accusa per mancanza di una formale "vocatio in iudicium" e contestava la motivazione della corte di appello che aveva ritenuto sufficiente la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini per affermare la conoscenza del procedimento.

Norme richiamate

  • Sez. U. n. 28912/2019 (Innaro)

    Sez. U n. 28912 dei 28/02/2019, Innaro, Rv. 275716 - 01

    Stabilisce che l'effettiva conoscenza del procedimento si riferisce all'accusa contenuta in un provvedimento formale di "vocatio in iudicium"; l'avviso di conclusione indagini non è sufficiente.

  • Sez. U. n. 23948/2019 (Ismail Darwish)

    Sez. U - n. 23948 del 28/11/2019, Ismail Darwish, Rv. 279420 - 01

    Ribadisce il principio della necessità della vocatio formale anche ai fini della regolare celebrazione del procedimento in contumacia e del rimedio restitutorio della rescissione del giudicato.

  • Sez. 6 n. 21997/2020 (Cappelli)

    Sez. 6 - n. 21997 del 18/06/2020, Cappelli, Rv. 279680 - 01

    Conferma l'orientamento sulla insufficienza dell'avviso di conclusione delle indagini per provare la conoscenza dell'accusa.

  • Sez. U. n. 15498/2020 (Lovric)

    Sez. U, n. 15498 del 26/11/2020, Lovric, Rv. 280931 - 01

    Ulteriore conferma del principio della necessità della vocatio in iudicium per l'effettiva conoscenza.

  • Sez. 2 n. 21816/2021 (PMT/Diag ne)

    Sez. 2, n. 21816 del 25/01/2021, PMT/ Díag ne, Rv. 281373 - 01

    Riafferma i criteri probatori richiesti per escludere la incolpevole ignoranza del processo.

  • Sez. 5 n. 19949/2021 (Olguin)

    Sez. 5, n. 19949 del 06/04/2021, Olguin, Rv. 281256 - 01

    Conferma la necessità di un accertamento specifico della ricezione di atti processuali formali.

  • Sez. 6 n. 19420/2022 (Belay)

    Sez. 6 - n. 19420 del 05/04/2022, Belay, Rv. 283264 - 01

    Ribadisce i principi sopra richiamati in casi recenti.

  • Art. 175 cod. proc. pen.

    riferimento alla restituzione nel termine di cui all'art. 175 cod. proc. pen.

    L'articolo è richiamato per i principi relativi alla restituzione nei termini; la giurisprudenza interpreta che la regolarità di tale rimedio dipende dall'effettiva vocazione in giudizio.

Massime di principio

  • La semplice notifica dell'avviso di conclusione delle indagini non prova di per sé la conoscenza dell'accusa: è richiesta la ricezione di un provvedimento formale di "vocatio in iudicium".
  • In caso di istanza di rescissione del giudicato per mancata conoscenza, il giudice deve verificare espressamente la presenza di atti formali che dimostrino la vocazione in giudizio, non limitarsi a presunzioni derivanti da avvisi o comunicazioni preliminari.
  • Quando la corte d'appello ritiene che l'imputato fosse informato, deve motivare con riferimento a elementi probatori concreti sull'effettiva ricezione di provvedimenti processuali formali.
  • Se manca accertamento sulla ricezione della vocatio, la decisione favorevole alla parte resistente è vulnerabile e può essere annullata con rinvio dalla Cassazione.
  • Per il difensore della parte che si ritiene ignara del procedimento, conviene documentare (o contestare l'esecuzione) delle notifiche formali e sollevare tempestivamente l'eccezione di mancata vocazione in giudizio.

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