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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13532/2023 del 31/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame di Trieste del 15/09/2022 che aveva respinto il ricorso contro il decreto di convalida (8/10/2021) e confermato il sequestro di kg 8.730 di melassa di tabacco per narghilè, ritenuta suscettibile del reato previsto dagli artt. 291-bis, 291-ter e 292 del d.P.R. 23/01/1971 n.43. Il ricorrente ha proposto due motivi: (1) violazione di legge e vizio di motivazione chiedendo il rinvio della questione alle Sezioni Unite per risolvere un presunto contrasto giurisprudenziale dopo che la Corte di Cassazione (Sez. III, sent. 5/5/2022) aveva annullato un precedente provvedimento che aveva escluso la qualifica della melassa come "tabacco lavorato"; (2) censura della motivazione del Tribunale che avrebbe erroneamente ritenuto il deposito destinatario non sottoposto a controllo doganale.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto che la qualificazione giuridica era già stata determinata dalla sentenza della Corte di Cassazione del 5/05/2022 cui il Tribunale doveva uniformarsi, perciò il motivo non è consentito in via di ricorso contro ordinanze cautelari. Sul secondo motivo ha ritenuto la motivazione del Tribunale adeguata ai requisiti minimi e ha escluso la possibilità di riesaminare fatti e valutazioni probatorie in questa sede. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616, comma 4, c.p.p.

Norme richiamate

  • d.P.R. 23 gennaio 1971 n. 43 (artt. 291-bis, 291-ter, 292)

    art. 291-bis, comma 1; art. 291-ter, comma 2, lett. e); art. 292

    Norme invocate per configurare il fumus del reato relativo all'introduzione/merce di tabacchi lavorati o assimilati; hanno giustificato il sequestro della melassa di tabacco.

  • d.lgs. 30 maggio 1995 n. 504 (art. 39-bis e art. 39-ter)

    Forniscono le definizioni di "tabacchi lavorati" e di prodotti assimilati: la Corte ha ritenuto che, per la loro ampiezza, tali definizioni possano ricomprendere la melassa di tabacco per narghilè quando il prodotto è fumabile senza successiva trasformazione industriale.

  • legge 7 marzo 1985 n. 76

    richiamata dalla giurisprudenza antecedente ma abrogata

    Era stata utilizzata in precedenti pronunce per escludere l'inclusione della melassa tra i tabacchi lavorati, ma la Corte ha osservato che tale legge è stata abrogata e non costituisce più criterio interpretativo predominante.

  • d.lgs. 29 marzo 2010 n. 48

    attuazione della direttiva 2008/118/CE

    Ha abrogato la legge 76/1985 e ha fatto emergere come riferimento le definizioni contenute nel d.lgs. 504/1995 (capo III-bis), rendendo applicabili le definizioni di cui agli artt. 39-bis e 39-ter.

  • art. 627 c.p.p.

    richiamato nella motivazione

    Principio per cui il giudice di merito è tenuto a uniformarsi ai principi di diritto indicati dalla sentenza di annullamento della Corte di Cassazione nelle decisioni successive (obbligo di adeguamento nel rinvio).

  • art. 173, comma 1, D.lgs. 28 luglio 1989 n. 271

    richiesto per il contenuto del ricorso

    Impone i limiti formali e di sintesi nella esposizione dei motivi di ricorso, qui richiamato per la rappresentazione sintetica dei motivi.

  • Sez. U., n. 25932 del 29/05/2008 (Ivanov)

    massima giurisprudenziale

    Definisce il parametro per valutare quando una motivazione sia così carente da costituire violazione di legge: deve essere totalmente mancante o priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza.

  • art. 616, comma 4, c.p.p.

    sanzione pecuniaria per ricorso inammissibile

    Consente la condanna del ricorrente al versamento di una somma alla Cassa delle Ammende in caso di ricorso dichiarato inammissibile per colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

  • Sentenza Corte di Cassazione, Sez. III, 5 maggio 2022, n. 32754

    sentenza di annullamento e rinvio

    Ha ritenuto superato il precedente orientamento che escludeva la melassa di narghilè dalla definizione di tabacco lavorato, interpretando gli artt. 39-bis e 39-ter del d.lgs. 504/1995 in senso estensivo e ordinando il rinvio per nuovo esame al Tribunale del Riesame, vincolando quindi le valutazioni successive.

Massime di principio

  • La melassa di tabacco per narghilè può essere ricompresa nella nozione di prodotti assimilati ai tabacchi lavorati (art. 39-bis/39-ter d.lgs. 504/1995) se è fumabile senza trasformazione industriale, con conseguenze fiscali e penali in caso di introduzione illecita.
  • Una pronuncia della Corte di Cassazione che annulla e fissa principi di diritto vincola i giudici del rinvio: il ricorrente non può riproporre in Cassazione, con lo stesso argomento, la questione già risolta dalla Corte.
  • Il ricorso per Cassazione avverso ordinanze in materia di sequestro è ammesso soltanto per violazione di legge; non è consentita la revisione di deduzioni di fatto o la riconsiderazione del merito probatorio effettuato dal giudice di merito.
  • Per contestare la motivazione di un provvedimento cautelare in Cassazione è necessario dimostrare vizi particolarmente gravi che rendano la motivazione del tutto insufficiente, incoerente o irragionevole secondo i parametri indicati dalla giurisprudenza.
  • La destinazione della merce a depositi esteri o a magazzini autorizzati doganali non esclude automaticamente rilievi penali o fiscali: è necessaria la verifica del rispetto delle prescrizioni di legge relative all'introduzione e alla destinazione di prodotti soggetti ad accise.

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