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Sentenza

Sentenza n. 5042/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'annullamento previa adozione di idonee misure cautelari: 1) dell’ordinanza -OMISSIS- del 5 maggio 2026 prot. -OMISSIS- con la quale il Responsabile dell’Area Urbanistica / Edilizia del Comune di Villa Literno ha ordinato al ricorrente e a chiunque occupi a qualsiasi titolo l’immobile sito in -OMISSIS-, alla Via -OMISSIS-, identificato al N.C.T. al Foglio -OMISSIS- di sgomberare l’immobile sopra identificato, liberandolo da persone e cose, entro e non oltre il termine perentorio di giorni 30 (trenta) dalla notifica della presente ordinanza”. 2) di ogni altro atto preordinato, connesso e/o conseguenziale e/o comunque lesivo degli interessi del ricorrente”

Giustizia amministrativa202603516

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di sgombero dell'intero immobile abusivo, adottata per dare esecuzione a un ordine di demolizione contenuto in una sentenza penale e alla richiesta della Procura

Esito

DIFETTO DI GIURISDIZIONE

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza comunale che gli imponeva, insieme a chiunque occupasse l'immobile, di sgomberarlo da persone e cose entro trenta giorni. Ha dedotto che una parte dell'immobile era stata interessata da un'istanza di sanatoria favorevolmente istruita, il cui procedimento non era ancora formalmente concluso; che il Comune non poteva disporre lo sgombero prima della definizione della sanatoria; che l'amministrazione aveva inciso sulla proprietà senza adottare il provvedimento di acquisizione previsto dall'art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001; che l'ordine di sgombero aveva riguardato l'intero fabbricato, anche nella parte non interessata dall'ordinanza di demolizione; e che il Comune non aveva competenza per dare esecuzione all'ordine di demolizione disposto dal giudice penale, essendo tale esecuzione riservata al pubblico ministero e al giudice dell'esecuzione penale. Il TAR ha rilevato d'ufficio, previo avviso alle parti, la possibile sussistenza del difetto di giurisdizione amministrativa.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di giurisdizione amministrativa. Dal contenuto dell'ordinanza impugnata e dai suoi presupposti è emerso che lo sgombero costituiva un atto esecutivo dell'ordine di demolizione contenuto nella sentenza penale e adottato al fine di ottemperare alla richiesta della Procura. La determinazione delle modalità attuative della demolizione compete al pubblico ministero, organo promotore dell'esecuzione ai sensi dell'art. 655 c.p.p.; le controversie relative al titolo o alle modalità esecutive devono essere proposte dall'interessato, dal difensore o dallo stesso pubblico ministero davanti al giudice dell'esecuzione penale. Sono stati fatti salvi gli effetti sostanziali e processuali della domanda ai sensi dell'art. 11, comma 2, c.p.a., con possibilità di riproposizione davanti al giudice munito di giurisdizione entro tre mesi dal passaggio in giudicato della sentenza. Nulla sulle spese, per la mancata costituzione del Comune.

Norme richiamate

  • art. 655 c.p.p.

    organo promotore dell'esecuzione

    Il pubblico ministero è l'organo promotore dell'esecuzione e determina le modalità attuative della demolizione disposta dal giudice penale.

  • art. 11, comma 2, c.p.a.

    sono fatti salvi gli effetti sostanziali e processuali della domanda, purché il giudizio sia riproposto innanzi al giudice munito di giurisdizione entro il termine perentorio di tre mesi dal passaggio in giudicato della presente decisione

    In caso di declinatoria della giurisdizione, gli effetti sostanziali e processuali della domanda sono conservati se il giudizio viene riproposto davanti al giudice munito di giurisdizione entro il termine previsto.

  • art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001

    La disposizione è stata invocata dal ricorrente con riferimento alla necessità di un provvedimento di acquisizione, ma il TAR non ne ha esaminato il merito per il difetto di giurisdizione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce il presupposto, insieme all'art. 10 del regolamento UE 2016/679, per l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi del ricorrente.

  • art. 10 regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato quale fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità del ricorrente.

Massime di principio

  • Quando un'ordinanza comunale di sgombero è adottata per dare esecuzione a un ordine di demolizione contenuto in una sentenza penale e per ottemperare a una richiesta della Procura, la controversia appartiene alla giurisdizione del giudice dell'esecuzione penale e non a quella del giudice amministrativo.
  • L'esecuzione dell'ordine di demolizione disposto dal giudice penale, comprese la determinazione delle modalità attuative e la soluzione delle controversie relative al titolo o alle modalità esecutive, compete al pubblico ministero e al giudice dell'esecuzione penale ai sensi dell'art. 655 c.p.p.
  • In caso di declaratoria di difetto di giurisdizione, gli effetti sostanziali e processuali della domanda sono fatti salvi se il giudizio viene riproposto davanti al giudice munito di giurisdizione entro il termine perentorio previsto dall'art. 11, comma 2, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniGiurisdizione e riparto
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiRiparto di giurisdizione

Testo integrale

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