Cassazione Penale, Sentenza n. 18260/2022 del 06/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che confermava il sequestro preventivo del patrimonio aziendale e delle quote sociali della "Car Wash H24 srls" disposto dal GIP in quanto provento/strumento del reato di trasferimento fraudolento di valori (art. 512bis c.p. / richiamo a normativa antimafia). La difesa lamentava violazione di legge e carenza di motivazione circa la gravità indiziaria e l'elemento psicologico (dolo specifico): sosteneva che l'intestazione alla Priolo era finalizzata ad accedere ad agevolazioni per under 35 e non a eludere misure di prevenzione, che non emergono condotte proprie della Priolo nelle informative e che il provvedimento avrebbe travisato intercettazioni e ignorato la capacità patrimoniale della ricorrente; evidenziava inoltre l'irrilevanza di precedenti penali remoti del marito e la mancanza di elementi sulla strumentalità del bene rispetto alla cosca.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato la legittimità del sequestro disposto dal GIP e confermato dal Tribunale del riesame. La Corte ha ritenuto che: il Tribunale del riesame abbia motivato ampiamente il "fumus commissi delicti" avendo evidenziato il ruolo del marito Girolamo Piromalli come esponente di rilievo della consorteria e la fittizia intestazione a favore della moglie; il delitto di trasferimento fraudolento di valori è delitto di pericolo astratto e il dolo specifico può essere integrato anche dal fondato timore dell'apertura di un procedimento di prevenzione; l'intestazione a un familiare può integrare il reato anche se finalità elusiva coesiste con altre finalità; è sufficiente che almeno un concorrente agisca con dolo elusivo perché altri concorrano (art. 110 c.p. e giurisprudenza); inoltre, seguendo la stessa impostazione difensiva, la Corte ha osservato che la Priolo potrebbe non avere interesse concreto all'impugnazione laddove i beni sarebbero "sostanzialmente" riconducibili al marito (difetto di legittimazione). Infine la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese e a versare Euro 3.000 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 512bis cod. pen.
Norma contestata in primo grado come titolo di reato per cui si è disposto il sequestro; la decisione ha ritenuto sussistente il fumus in relazione al trasferimento fittizio di beni a fini elusivi
art. 12quinquies DL 8 giugno 1992 (n. 306) / legge di conversione
Richiamata in giurisprudenza come disciplina del trasferimento fraudolento di valori: reato di pericolo astratto, integrato anche dal fondato timore dell'apertura di procedimenti di prevenzione; non richiede la prova della concreta efficacia elusiva dell'operazione
art. 416bis cod. pen.
Rilevante per l'aggancio alla fattispecie mafiosa; la Corte ha richiamato elementi fattuali (ruolo e rapporti del Piromalli) per motivare il collegamento alla consorteria e la rilevanza ai fini del sequestro
D.Lgs. 159/2011
Normativa sulle misure di prevenzione patrimoniali antimafia: citata come finalità rispetto alla quale si sarebbe voluta eludere l'adozione di provvedimenti ablativi
art. 110 cod. pen.
Principio del concorso: la Corte ha richiamato giurisprudenza che ritiene imputabile per concorso anche chi non nutrisse il dolo specifico, se è consapevole che un altro concorrente agisce con tale intenzione
art. 616 cod. proc. pen.
Norma richiamata per la condanna alle somme in favore della Cassa delle Ammende a carico della ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso
art. 23 comma 8 DL 137/2020
Richiamato per la trasmissione della requisitoria scritta del Pubblico Ministero
Massime di principio
- Il giudice del riesame valuta il "fumus commissi delicti" in termini di congruità degli elementi esposti e non richiede la prova definitiva: l'accertamento cautelare è astratto e non equivale al giudizio di merito.
- Il reato di trasferimento fraudolento di valori è un reato di pericolo astratto: è sufficiente il fondato timore che possano essere adottate misure di prevenzione per integrare il dolo specifico, anche se il procedimento non è ancora iniziato.
- L'intestazione fittizia a un familiare può integrare il reato anche se coesistono altre finalità (es. accesso ad agevolazioni); non è necessario dimostrare la concreta efficacia elusiva dell'operazione rispetto a future misure patrimoniali.
- Chi rivendica che i beni siano "sostanzialmente" di un terzo (es. del coniuge) può trovarsi privo di interesse sostanziale all'impugnazione del sequestro (difetto di legittimazione) se tale ammissione rende impossibile ottenere la restituzione dei beni sequestrati.
- La responsabilità per concorso può ricadere su chi non abbia il dolo specifico, purché fosse a conoscenza dell'intento elusivo di un altro concorrente (giurisprudenza su art. 110 c.p.).
- Contestazioni difensive fondate su rivalutazioni del materiale probatorio (es. diversa lettura delle intercettazioni o della gravità degli indizi) sono difficilmente utilizzabili in sede di ricorso per cassazione contro un provvedimento cautelare se presentano valutazioni di fatto non configurabili come violazioni di legge.
- Per resistere efficacemente a un sequestro cautelare di matrice patrimoniale/antimafia è importante offrire elementi documentali e probatori concreti (contratti di lavoro, documentazione contabile, prove di autonomia economica) che contrastino l'ipotesi di intestazione fittizia.
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