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Ordinanza

Ordinanza n. 8935/2026 - Roma, Sezione 2B

per l’ottemperanza dell’Amministrazione intimata alla sentenza del T.A.R. per il Lazio, sede di Roma, Sez. II-bis, n. 4797/2022, pubblicata in data 21/4/2022, esecutiva ai sensi di legge, prescrivendo, ove occorra, le relative modalità, anche mediante determinazione del contenuto del provvedimento amministrativo o l’emanazione dello stesso in luogo dell’Amministrazione; nonché per l’accertamento e la declaratoria dell’inefficacia del Decreto di acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42-bis del D.P.R. n. 327/2001, emesso da Roma Capitale in data 18.12.2025 (Rep. n. 2025/0000035, Prot. QF/2025/0136834), notificato alla ricorrente in data 26/2/2026, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ivi inclusa, per quanto di ragione, la Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 151 del 6.5.2025, in quanto atti compiuti in violazione o elusione della sentenza del T.A.R. Lazio n. 4797/2022 esecutiva ai sensi dell’art. 112, comma 2, lett. b) c.p.a.; nonché per la nomina, ove occorra, in caso di perdurante inottemperanza da parte dell’Amministrazione resistente, di un Commissario ad acta; e per la determinazione di una somma di denaro dovuta dall’Amministrazione resistente per ogni ulteriore violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione della sentenza esecutiva T.A.R. Lazio n. 4797/2022; per la condanna dell’Amministrazione resistente al risarcimento dei danni connessi all’impossibilità e/o alla mancata esecuzione in forma specifica, totale o parziale, della sentenza esecutiva T.A.R. Lazio n. 4797/2022 o alla sua violazione o elusione. In subordine, ove necessario previa conversione del rito ex art. 32 c.p.a. per l’annullamento, previa adozione delle più idonee misure cautelari, prima fra tutte la sospensione dell’efficacia, del Decreto di acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42-bis del D.P.R. n. 327/2001, emesso da Roma Capitale in data 18.12.2025 (Rep. n. 2025/0000035, Prot. QF/2025/0136834), notificato alla ricorrente in data 26.2.2026, con il quale è stata disposta, ai sensi dell’art. 42-bis del D.P.R. n. 327/2001, l’acquisizione al patrimonio indisponibile di Roma Capitale delle aree site in Roma, zona “Arco di Travertino”, distinte in Catasto al Foglio 914, particelle n. 48 di mq 73, n. 49/r di mq 2.197,40, n. 50 di mq 130, n. 51 di mq 110, n. 52 di mq 64 (Lotto A, mq 2.574,40) e particelle n. 59 di mq 86, n. 68 di mq 350, n. 1049 di mq 210, n. 1050 di mq 145 (Lotto B, mq 791), con contestuale richiesta di restituzione in favore di Roma Capitale – con la predetta acquisizione – della somma di € 601.021,56 (doc. 1); della Deliberazione dell'Assemblea Capitolina n. 151 del 6.5.2025, nella parte in cui autorizza l’acquisizione di aree di cui la ricorrente è comproprietaria, senza che ella sia stata mai parte del procedimento o dei giudizi presupposti; di ogni altro atto o documento presupposto, connesso, conseguente e consequenziale a quello impugnato, ancorché non conosciuto o conoscibile dalla ricorrente; nonché per la condanna di Roma Capitale alla restituzione del bene, previa riduzione in pristino, e/o al risarcimento dei danni per illegittima occupazione e dei danni connessi all’impossibilità di restituzione del bene previa riduzione in pristino.

Giustizia amministrativa202604933

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisOrdinanzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Decreto di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 e atti connessi, dedotti anche come violativi o elusivi della sentenza del TAR Lazio n. 4797/2022

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha promosso un giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del TAR Lazio n. 4797/2022, chiedendo l'accertamento dell'inefficacia del decreto di acquisizione sanante adottato da Roma Capitale il 18 dicembre 2025 e della deliberazione dell'Assemblea Capitolina n. 151 del 6 maggio 2025, in quanto ritenuti compiuti in violazione o elusione del giudicato. Ha inoltre domandato, ove necessario, la nomina di un commissario ad acta, la fissazione di una somma dovuta per ogni ulteriore violazione o ritardo nell'esecuzione, il risarcimento dei danni e, in subordine previa conversione del rito, l'annullamento del decreto e degli atti connessi, nonché la restituzione dei beni previa riduzione in pristino o il risarcimento dei danni da occupazione illegittima. Il decreto riguarda aree site in Roma, zona Arco di Travertino, delle quali la ricorrente afferma di essere comproprietaria e di non essere mai stata parte del procedimento o dei giudizi presupposti.

La decisione

Il TAR non ha esaminato il merito delle domande di ottemperanza, di accertamento dell'inefficacia, di annullamento, cautelari o risarcitorie. Ha rilevato che il medesimo decreto di acquisizione sanante è stato impugnato anche da altri destinatari dinanzi alla Sezione I del TAR Lazio, nel giudizio n.r.g. 1274/2026, e che tra i ricorsi sussistono profili di connessione oggettiva rilevanti ai fini di una possibile riunione. Per tale ragione ha disposto la trasmissione immediata degli atti al Presidente del TAR Lazio, affinché individui la Sezione competente alla trattazione e definizione della controversia e valuti le conseguenti determinazioni, inclusa l'eventuale riunione. La pronuncia ha quindi natura interlocutoria-organizzativa e non decide la fondatezza delle pretese.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lett. b), c.p.a.

    violazione o elusione della sentenza del T.A.R. Lazio n. 4797/2022

    Richiamato quale fondamento dell'azione di ottemperanza diretta ad accertare la violazione o elusione del giudicato.

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    Indicato quale base normativa del decreto comunale di acquisizione delle aree al patrimonio indisponibile.

  • art. 32 c.p.a.

    previa conversione del rito

    Richiamato dalla ricorrente per chiedere, in subordine, la conversione del rito di ottemperanza in rito di annullamento.

Massime di principio

  • Quando un medesimo provvedimento amministrativo è impugnato in distinti giudizi da più destinatari e sussiste connessione oggettiva, il collegio può trasmettere gli atti al Presidente del TAR per l'individuazione della sezione competente e per la valutazione dell'eventuale riunione, senza decidere il merito delle domande.
  • La pendenza di un separato ricorso avente a oggetto il medesimo provvedimento costituisce un profilo organizzativo-processuale rilevante ai fini del coordinamento dei giudizi e della prevenzione di decisioni potenzialmente contrastanti.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaOccupazione illegittima e acquisizione sanante
RamiProcesso amministrativoEspropriazione per pubblica utilità
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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