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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20306/2022 del 25/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di L'Aquila del 15/03/2021, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione; il reato contestato era quello previsto dall'art. 187 cod. strada, fattispecie riferita al 01/10/2015.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto che il reato di cui all'art. 187 cod. strada, riferibile al 01/10/2015, sia estinto per prescrizione. Per tale motivo la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata (non è stata disaminata la fondatezza dei motivi di ricorso). Ha inoltre escluso l'applicabilità dell'art. 129, secondo comma, cod. proc. pen. nella fattispecie per le ragioni indicate nella motivazione. L'estinzione per prescrizione ha comportato l'eliminazione della sanzione amministrativa accessoria applicata in sede penale e la trasmissione di copia della sentenza al Prefetto di L'Aquila ai sensi dell'art. 224, comma 3, cod. strada, lasciando a quest'ultimo l'accertamento e l'eventuale procedura amministrativa residua.

Norme richiamate

  • art. 187 cod. strada

    reato fatto risalire al 01/10/2015

    La Corte ha ritenuto che, considerata la data del fatto, il reato previsto dall'art. 187 cod. strada sia estinto per prescrizione e pertanto osti la prosecuzione del procedimento penale.

  • art. 129, secondo comma, cod. proc. pen.

    La Corte ha escluso l'applicazione di questa norma nella fattispecie, osservando che non risulta evidente il ricorrere di una causa di non punibilità richiamata dall'art. 129, comma secondo, e quindi non ne ha fatto uso per evitare la declaratoria di estinzione.

  • art. 224, comma 3, cod. strada

    L'estinzione del reato per prescrizione fa venir meno la competenza del giudice penale ad applicare la sanzione amministrativa accessoria e determina l'esclusiva competenza del Prefetto ad accertare l'eventuale applicazione della sanzione amministrativa accessoria.

  • Giurisprudenza (Sez. U.)

    Sez. U., 21-10-1992, Marino; Sez. U., n. 35490 del 28/05/2009, Rv. 244275 - 01; Cass., 23-1-1997, Bornigia; Cass., 24-6-1996, Battaglia

    Richiamati principi consolidati secondo cui, in presenza di una causa estintiva del reato (es. prescrizione), il giudice di legittimità deve dichiarare immediatamente l'estinzione e non può disporre il rinvio per prosecuzione del processo; la declaratoria di estinzione è incompatibile con la continuazione del procedimento penale.

Massime di principio

  • Se il reato è estinto per prescrizione, la Corte di Cassazione deve dichiarare l'estinzione e non può rinviare il processo per prosecuzione: l'annullamento senza rinvio è la conseguenza logica.
  • Quando la prescrizione estingue il reato, le sanzioni amministrative accessorie eventualmente applicate in sede penale non sopravvivono nel giudizio penale; la competenza per l'accertamento e l'eventuale irrogazione dell'azione amministrativa spetta al Prefetto ai sensi dell'art. 224, comma 3, cod. strada.
  • Non può farsi uso dell'art. 129, comma secondo, cod. proc. pen. se non è evidente e documentato il ricorrere di una causa di non punibilità; la Corte non applica tale norma se la sua applicazione non risulta chiaramente configurabile dai fatti e dalla motivazione.
  • In casi analoghi è essenziale verificare con attenzione la data del fatto e i termini di prescrizione: il decorso della prescrizione può mutare l'intero percorso processuale e trasferire questioni residue all'amministrazione (es. Prefetto).
  • Proceduralmente, se si vuole opporsi a sanzioni amministrative accessorie conseguenti a un procedimento penale estinto per prescrizione, il percorso utile è quello amministrativo/giurisdizionale competente (Prefetto o giudice amministrativo) piuttosto che il giudice penale.

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