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Sentenza

Sentenza del 24/06/2016 n. 13095 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione tributaria regionale dell'Abruzzo che aveva annullato la revoca del credito d'imposta per nuove assunzioni previsto dalla legge n. 388/2000. Il controllo aveva rilevato che la società aveva presentato più istanze, ciascuna inferiore alla soglia consentita, per eludere il limite "de minimis" di 100.000 euro nell'arco di un triennio. La contribuente sosteneva che l'agevolazione fosse un aiuto diretto ai lavoratori e alla creazione di posti di lavoro, non soggetto ai limiti sugli aiuti di Stato.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto tutti i motivi dell'Agenzia, ritenendo illegittima la disapplicazione del limite "de minimis" da parte del giudice regionale. Il credito d'imposta doveva rispettare la soglia prevista dalla legge nazionale, anche se il beneficio era finalizzato all'occupazione. La sentenza impugnata è stata cassata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti, la Corte ha deciso nel merito rigettando il ricorso originario della società. Le spese di tutti i gradi di giudizio sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • Legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 7, comma 10

    Il credito d'imposta per le nuove assunzioni è riconosciuto nei limiti della regola "de minimis", pari a 100.000 euro nel triennio.

    La disposizione introduce un limite quantitativo vincolante al beneficio fiscale; il giudice nazionale non può disapplicarlo ritenendo che l'agevolazione non costituisca un aiuto di Stato.

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 63

    La norma rinnova il regime degli incentivi alle assunzioni mantenendo fermo il limite previsto dall'art. 7, comma 10, della legge n. 388/2000.

  • Regolamento CE n. 69/2001

    È richiamato in relazione alla disciplina degli aiuti di importanza minore, soggetti alla regola "de minimis".

  • Regolamento CE n. 2204/2002

    La sua disciplina sugli aiuti di Stato a favore dell'occupazione non consente di ignorare il limite nazionale "de minimis" né di ottenere contributi eccedenti tale soglia senza il rispetto degli obblighi comunitari di comunicazione.

  • Articoli 87 e 88 del Trattato CE

    Le norme disciplinano gli aiuti di Stato e gli obblighi di notifica. Il legislatore può comunque fissare legittimamente soglie massime per i benefici fiscali, anche richiamando la disciplina europea.

  • Cassazione, sentenze n. 21797/2011 e n. 20245/2013

    La Corte richiama il principio secondo cui il giudice non può disapplicare una norma nazionale che limita un'agevolazione alla soglia "de minimis", anche quando ritenga che il beneficio non integri un aiuto di Stato.

Massime di principio

  • Quando una norma nazionale subordina un credito d'imposta o un contributo alla regola "de minimis", il limite quantitativo deve essere rispettato anche se l'agevolazione persegue finalità sociali o occupazionali.
  • La suddivisione artificiosa delle richieste in più istanze, ciascuna sotto la soglia, non consente di eludere il limite complessivo applicabile nel triennio.
  • Il giudice nazionale non può disapplicare autonomamente una disposizione interna che stabilisce una soglia massima per un beneficio fiscale, salvo che sussista un chiaro contrasto con norme sovraordinate.
  • Per ottenere aiuti oltre la soglia "de minimis" occorre verificare la specifica disciplina europea applicabile e, quando richiesto, il rispetto degli obblighi di notifica e autorizzazione.
  • In caso di revoca di un'agevolazione per superamento della soglia, la questione decisiva è normalmente il calcolo cumulativo degli aiuti ricevuti nel periodo di riferimento, non la finalità dichiarata dell'incentivo.

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