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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6974/2023 del 17/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello che lo aveva dichiarato colpevole di tentata rapina (rapina impropria tentata) e di resistenza a pubblico ufficiale, contestando: 1) l'illogicità della motivazione circa la configurazione della rapina impropria (sosteneva che non vi fosse prova del tentativo di furto della roulotte, contraddizioni tra testimonianze e un'errata lettura di una fotografia); 2) la mancanza di motivazione in ordine all'entità dell'aumento di pena per continuazione/concorrenti (la Corte avrebbe quantificato in otto mesi l'aumento senza argomentare); 3) l'assenza dell'elemento di violenza nella fuga in auto, per contraddizioni nelle deposizioni della polizia giudiziaria.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché basato su motivi non consentiti e manifestamente infondati. Ha ritenuto che il ricorrente in realtà contesti la valutazione di prova compiuta dal giudice di merito (materia non sindacabile in Cassazione se non sotto il profilo della motivazione), e non abbia rispettato il principio di autosufficienza del ricorso omettendo di indicare/ allegare puntualmente gli atti che avrebbe voluto far valutare. Sul merito, la Corte ha confermato la corretta qualificazione del fatto come tentata rapina impropria (violenza/condotta posta in essere per procurarsi l'impunità dopo atti idonei alla sottrazione) e ha ritenuto motivata la determinazione degli aumenti di pena per la resistenza a più agenti, richiamando la giurisprudenza di legittimità sulla materia e ritenendo rispettata la proporzione tra le pene. Segue condanna alle spese processuali e ammenda di euro 3.000 a carico del ricorrente ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 628 cod. pen.

    Disciplina la rapina e la 'rapina impropria'. Le Sezioni Unite interpretano che la rapina impropria può sussistere anche quando, dopo atti idonei alla sottrazione (anche senza piena disponibilità del bene), si usa violenza per assicurarsi l'impunità; nel caso di specie esclusa l'aggravante del comma 3 n.1

  • art. 56 cod. pen.

    Principio generale sull'autorevolezza del tentativo: combinato con art. 628 consente la configurazione del tentativo di rapina impropria quando non si è raggiunta la sottrazione ma si compie violenza per assicurarsi l'impunità

  • art. 337 cod. pen.

    Rilevante per la fattispecie di resistenza: manovre spericolate finalizzate a sottrarsi alle forze dell'ordine possono integrare il reato di resistenza/ostacolo all'azione di pubblico ufficiale

  • art. 81 cod. pen.

    Regola il concorso formale di reati: la Corte cita le Sezioni Unite secondo cui l'opposizione con violenza a più pubblici ufficiali nel medesimo contesto fattuale integra concorso formale e permette l'aumento per ciascun reato satellite nel rispetto dei limiti di proporzione

  • art. 165‑bis disp. att. cod. proc. pen.

    Prevede che la cancelleria inserisca in fascicolo separato copia degli atti specificamente indicati dal ricorrente; tuttavia la Corte sottolinea che resta in capo al ricorrente l'onere di indicare puntualmente gli atti da inserire (principio di autosufficienza)

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Indica i motivi di ricorso in Cassazione relativi alla motivazione: il ricorso deve mirare al vizio della motivazione e non a una rivalutazione del materiale probatorio

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna alle spese del procedimento e, nelle ipotesi di inammissibilità con colpa, alla sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende (applicata nel caso per euro 3.000)

  • Sez. U, n. 34952 del 19/04/2012 (Reina)

    Giurisprudenza di legittimità che chiarisce i presupposti della rapina impropria e quando il tentativo con successiva violenza può integrare la rapina impropria

  • Sez. U, n. 40891 del 22/02/2018 (Apolloni)

    Stabilisce che la violenza o minaccia usata contro più pubblici ufficiali nel medesimo contesto costituisce concorso formale (art. 81 c.p.) e legittima l'aumento per ciascun reato satellite

  • Sez. U, n. 41127 del 24/06/2021 (Pizzone)

    Istruisce il giudice di merito ad esprimere motivazione specifica sull'aumento di pena per ciascun reato satellite, in misura commisurata e verificabile per la proporzione tra pene

Massime di principio

  • La Cassazione verifica la correttezza della motivazione e non può rivedere i fatti o riesaminare le prove: i motivi che in realtà impugnano la valutazione probatoria sono inammissibili
  • Chi propone ricorso in Cassazione deve rispettare il principio di autosufficienza: indicare e, se necessario, far inserire nel fascicolo gli atti specifici che si assume travisati, pena l'inammissibilità per mancanza di allegazione/indicazione puntuale
  • La rapina impropria può configurarsi anche in assenza della sottrazione definitiva del bene, quando vi siano atti idonei alla sottrazione e si usi violenza o minaccia per assicurarsi l'impunità
  • La condotta spericolata durante la fuga (che pone in pericolo l'incolumità degli agenti) può integrare l'elemento di violenza richiesto per la rapina impropria e, separatamente, il reato di resistenza/ostacolo a pubblico ufficiale
  • In caso di resistenza a più pubblici ufficiali il giudice può prevedere aumenti per ciascun reato satellite ma deve motivare specificamente la quantificazione per garantire il rispetto del principio di proporzionalità e per evitare un cumulo materiale surrettizio
  • L'inammissibilità del ricorso determina l'obbligo di pagamento delle spese e può comportare una sanzione pecuniaria se l'inammissibilità deriva da profili di colpa nella condotta impugnatoria

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