Cassazione Penale, Sentenza n. 6800/2025 del 19/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Bologna che aveva dichiarato la nullità del decreto di citazione a giudizio per il delitto di cui all'art. 640 c.p., ritenendo che il capo di imputazione fosse generico/indeterminato. Il PM ha censurato l'ordinanza per abnormità, sostenendo che il Tribunale, prima di dichiarare la nullità e restituire gli atti, avrebbe dovuto invitare il pubblico ministero a riformulare o precisare l'imputazione ai sensi dell'art. 554-bis cod. proc. pen., e che tale invito non è stato effettuato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la restituzione degli atti al Tribunale di Bologna per il prosieguo del procedimento. La Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia violato la normativa (e l'iter procedurale previsto) omettendo di esercitare il potere di impulso previsto dall'art. 554-bis, comma 5, cod. proc. pen., cioè invitare espressamente il PM, dopo aver sentito le parti, a riformulare l'imputazione; la declaratoria di nullità avrebbe dovuto seguire solo in caso di mancata riformulazione.
Norme richiamate
art. 554-bis cod. proc. pen.
Attribuisce al giudice, nell'udienza predibattimentale a seguito di citazione diretta, il potere di invitare il PM a riformulare l'imputazione se questa è generica o indeterminata e, se il PM non provvede, di dichiararne la nullità e disporre la restituzione degli atti. Va usato come passaggio obbligato prima di ogni declaratoria di nullità per genericità.
art. 552, comma 1, lettera c), cod. proc. pen.
Stabilisce i requisiti formali del capo di imputazione, in particolare l'esigenza di una descrizione del fatto e della condotta; la normativa è il parametro di verifica della chiarezza e determinazione dell'accusa.
D. Lvo 10 ottobre 2022 n. 150 (art. 89-bis richiamato)
Introduzione normativa che ha disposto l'applicazione dell'art. 554-bis ai procedimenti con citazione emessa dopo la sua entrata in vigore (30.12.2022), configurando l'udienza predibattimentale come momento di verifica dell'imputazione.
Sez. U, n. 5307 del 20/12/2007 (Battistella)
Giurisprudenza di riferimento secondo cui, nei procedimenti con udienza preliminare, i rimedi per incompletezza o genericità dell'imputazione devono essere esperiti nella fase dell'udienza mediante adeguamento progressivo prima di ritornare alle indagini; principio esteso per analogia all'udienza predibattimentale.
Sez. 5, n. 36056 del 09/07/2024 (Samb Mbagnick)
Richiama l'orientamento secondo cui, in situazione assimilabile, il giudice deve sollecitare il PM prima di dichiarare la nullità del decreto introduttivo; utilizzo come precedente di fatto simile.
Sez. U, n. 26 del 24/11/1999 (Magnani)
Affermazione del vizio di abnormità in caso di indebita regressione del procedimento che alteri l'ordinata sequenza procedurale e la ragionevole durata del processo; principio richiamato per censurare l'ordinanza impugnata.
Massime di principio
- Se il giudice, in udienza predibattimentale, ritiene l'imputazione generica o indeterminata, deve espressamente invitare il pubblico ministero a riformularla o precisarla e sentire le parti prima di dichiarare la nullità.
- La dichiarazione di nullità del decreto di citazione a giudizio per genericità è strumento residuale: va disposta solo se il PM, dopo l'invito formale del giudice, non riformula l'imputazione in modo adeguato.
- L'omissione dell'invito al PM integra violazione di legge e può configurare abnormità del provvedimento, con indebita regressione del procedimento e lesione del principio della ragionevole durata del processo.
- La disciplina introdotta dal D.Lvo 10/10/2022 (art. 554-bis) si applica ai procedimenti con citazione a giudizio successiva al 30/12/2022; in tali procedimenti l'udienza predibattimentale assume funzione analoga all'udienza preliminare per il perfezionamento dell'imputazione.
- In situazioni analoghe, la difesa può eccepire l'indeterminatezza dell'imputazione, ma il corretto iter prevede che il giudice solleciti il PM a chiarire l'addebito prima di procedere ad atti estremi come la nullità e la restituzione degli atti.
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