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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41427/2025 del 23/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso contestava: 1) la valutazione probatoria e la motivazione della condanna per il reato previsto dall'art. 640-bis c.p., sostenendo che i consumi di elettricità e acqua, i tabulati telefonici e le transazioni bancarie erano compatibili con la stabile residenza del Giunti ad Amatrice e non con una residenza fittizia; 2) la legittimità e la motivazione dell'imposizione, da parte della Corte d'appello, della condizione per la sospensione condizionale della pena subordinata al pagamento di una provvisionale di euro 30.000 entro quattro mesi, deducendo che il giudice non aveva adeguatamente valutato la concreta capacità economica dell'ottantaquattrenne pensionato, né l'esigibilità della somma in un'unica soluzione e in termini così brevi.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il primo motivo (valutazione del merito probatorio) e ha confermato l'affermazione di responsabilità per il reato di cui all'art. 640-bis, rendendo irrevocabile la condanna sul punto. Ha invece ritenuto fondato il secondo motivo: la decisione che ha subordinato la sospensione condizionale della pena al versamento della provvisionale di euro 30.000 senza adeguato esame dell'esigibilità in relazione alle condizioni economiche del condannato è contraria ai principi giurisprudenziali richiamati; perciò la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente a quella specifica previsione e rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Roma per nuovo giudizio sul punto. Il ricorrente è stato inoltre condannato alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile Comune di Amatrice, liquidate in euro 3.686,00. Il resto del ricorso è dichiarato inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 640-bis cod. pen.

    Norma che disciplina la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche: la Corte d'appello aveva ritenuto provata la condotta consistente nella presentazione di una domanda di contributo per autonoma sistemazione ottenuta illegittimamente inducendo in errore l'amministrazione

  • art. 539 cod. pen.

    Richiamato nel ricorso come norma procedurale in relazione ai vizi di motivazione; la Cassazione ha esaminato la legittimità e la motivazione della subordinazione della sospensione condizionale al pagamento della provvisionale

  • art. 165 cod. pen.

    Norma che attribuisce al giudice il potere di subordinare la sospensione della pena all'adempimento dell'obbligo risarcitorio: la Corte ha richiamato la giurisprudenza che interpreta questo potere come corredato dall'onere di valutare la capacità economica del condannato quando la sua esigibilità è dubbia

  • art. 3 Cost.

    Richiamato nella giurisprudenza come principio di uguaglianza: subordinare un beneficio a una condizione inesigibile può violare il principio di parità di trattamento

  • art. 27 Cost.

    Richiamato in relazione alla funzione rieducativa della pena, come criterio interpretativo per evitare condizioni che rendano la pena sproporzionata o ineffettivamente rieducativa

Massime di principio

  • La Cassazione non riesamina il merito probatorio: può valutare solo la logicità e l'aderenza della motivazione alle fonti di prova; le censure che chiedono una rivalutazione dei fatti sono inammissibili a meno che non indichino specifici travisamenti delle fonti di prova
  • Quando il giudice condiziona la sospensione condizionale della pena al versamento di somme (provvisionali o risarcitorie), deve valutare la concreta capacità economica del condannato se dagli atti o dalle deduzioni della difesa emergono elementi concreti che mettono in dubbio l'esigibilità della somma
  • Non è sempre obbligatorio per il giudice della cognizione effettuare accertamenti patrimoniali preventivi; tuttavia, quando la parte difensiva allega elementi specifici e concreti (età, pensione, mancanza di redditi, spese di mantenimento, comodato d'uso dell'abitazione ecc.), il giudice deve motivare la valutazione dell'esigibilità e, se necessario, verificare la capacità di pagamento o modulare la condizione (es. rateizzazione o termine congruo)
  • La subordinazione di un beneficio processuale a una condizione inesigibile può ledere i principi costituzionali di uguaglianza e della funzione rieducativa della pena; pertanto i provvedimenti devono essere adeguatamente motivati in relazione alla situazione economica del condannato
  • Se la Cassazione annulla solo la parte relativa alla condizione per la sospensione condizionale, il giudizio di rinvio riguarda esclusivamente quella questione (esigibilità/proporzionalità della condizione) e non la ricostruzione della responsabilità penale già dichiarata irrevocabile
  • Per difendersi efficacemente in casi analoghi, l'imputato dovrebbe documentare in modo concreto la propria capacità economica (attestati pensionistici, estratti conto, certificazioni di spese o di comodato d'uso, dichiarazioni fiscali) e chiedere espressamente eventuali misure alternative come rateizzazione o termini adeguati

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