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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26776/2023 del 20/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano il decreto di sequestro preventivo impeditivo relativo a euro 2.700 in contanti e due telefoni cellulari Samsung, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione (art. 606 c.1 lett. b) ed e) cod. proc. pen.). Sostengono che l'addebito (furto) sia generico nei tempi e nei luoghi, che gli indizi non abbiano portata individualizzante, che manchi autonoma valutazione circa la responsabilità degli odierni ricorrenti, che l'ordinanza attribuisca ai ricorrenti la disponibilità di tutti gli oggetti rinvenuti nel negozio e che sia assente o apparente il nesso di pertinenzialità tra reato e cose sequestrate; inoltre contestano l'uso della figura del sequestro impeditivo ritenendola non aderente al caso e censurano la carenza di motivazione sul requisito del periculum in mora.

La decisione

La Corte dichiara i ricorsi inammissibili e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende. Il provvedimento impugnato è ritenuto adeguatamente motivato: emergono fatti probatori concreti (i ricorrenti sorpresi nel negozio "Bellavista" con una busta contenente 100 pezzi di argenteria; Markja trovata in possesso di euro 2.700 in banconote da 50; Xhari in possesso di due chiavi, arnesi da scasso rinvenuti nella Lancia Delta, guanti, maschere, ricetrasmittenti e due telefoni Samsung) che giustificano il fumus commissi delicti e il periculum in mora. La Corte ribadisce che per il sequestro reale è richiesto il fumus, non la gravità indiziaria richiesta per misure personali, e che il rischio concreto di dispersione delle cose (e quindi la necessità del vincolo) è adeguatamente motivato nell'ordinanza di merito.

Norme richiamate

  • art. 321, comma 1, cod. proc. pen.

    Disciplina il sequestro preventivo impeditivo: può essere disposto se la libera disponibilità della cosa pertinente al reato può aggravare o protrarre le conseguenze del reato o agevolare altri reati; richiede fumus commissi delicti e periculum in mora; per i sequestri reali il livello probatorio richiesto è quello del fumus, meno rigoroso rispetto alla gravità indiziaria delle misure personali.

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Indica i motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e vizio di motivazione); la Corte osserva che i motivi proposti non assumono la configurazione di una vera violazione di legge e che le doglianze motivazionali non raggiungono il livello richiesto per l'annullamento.

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Riguarda l'obbligo motivazionale: la Corte ritiene che l'ordinanza impugnata contenga un apparato argomentativo sufficiente sia sul fumus sia sul periculum, rendendo infondate le censure sulla motivazione.

  • art. 23, comma 8, legge n. 176/2020

    Consente, in determinate ipotesi, il trattamento del ricorso senza intervento delle parti; il ricorso è stato trattato secondo tale procedura.

  • Sez. U, n. 25932 del 29/05/2008 (Ivanov) e giurisprudenza richiamata

    Richiamata per il principio che il ricorso per cassazione contro ordinanze di sequestro è ammesso per violazione di legge e per vizi motivazionali così gravi da rendere incomprensibile l'itinerario logico del giudice; la Corte applica tale principio per valutare l'adeguatezza della motivazione di merito.

  • Ordinanza Corte Costituzionale n. 153/2007 e Sez. U n. 18954/2016 (Capasso)

    Richiamate per distinguere il diverso grado di sindacato giurisdizionale e per affermare che il nesso di pertinenzialità può prescindere dalla responsabilità del titolare del bene; servono a confermare che per i sequestri reali il controllo sull'elemento indiziario è meno stringente.

  • Sez. U n. 12878 del 29/01/2003 (Innocenti)

    Precisazioni sul periculum in mora: il pericolo deve essere concreto e valutato in relazione alla natura della cosa, alla sua connessione col reato e alla possibilità che la libera disponibilità determini protrazione o aggravamento del reato o agevoli altri reati.

Massime di principio

  • Per il sequestro preventivo impeditivo (art. 321 c.1) è sufficiente dimostrare il fumus commissi delicti e un periculum in mora concreto; non è richiesta la "gravità indiziaria" richiesta per misure personali.
  • Il giudice deve motivare sia il fumus sia il periculum con elementi fattuali concreti (natura della cosa, contesto del rinvenimento, collegamenti materiali con l'illecito), ma il nesso di pertinenzialità può sussistere anche senza prova della responsabilità soggettiva del titolare del bene.
  • Censure generiche sulla mancata individualizzazione degli indizi o sulla vaghezza dell'azione non impediscono l'ammissibilità del provvedimento se l'ordinanza contiene un apparato argomentativo minimo, coerente e comprensibile.
  • In sede di ricorso per cassazione contro provvedimenti di sequestro bisogna articolare errori di diritto chiari o dimostrare vizi motivazionali tali da rendere l'argomentazione del giudice incomprensibile; i profili meramente critici sulla valutazione delle prove sono difficilmente idonei a fondare l'annullamento.
  • Il periculum può consistere nel concreto rischio di dispersione o alienazione dei beni pertinenti al reato; la presenza di oggetti attrezzati per commettere delitti (arnesi, maschere, guanti) o la corrispondenza di banconote con altri sequestri rafforzano l'esigenza cautelare.
  • Chi impugna deve mirare il proprio gravame sugli specifici profili di illegittimità legale o motivazionale, perché il rigetto o l'inammissibilità può comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie.

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